Il fantasma ottomano turba i sonni di Parigi e Londra

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Lucio Racano

DOPO GHEDDAFI. Nicolas Sarkozy e David Cameron in visita ufficiale in Libia promettono soldi e sviluppo. Ma gli occhi restano punatati sull’arrivo del premier turco Tayyip Erdogan previsto oggi.

A Tripoli, a Tripoli. Come Lawrence d’Arabia che portava le sue truppe beduine ad Aqaba per liberarla dagli ottomani, il premier britannico, David Cameron, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, sono arrivati nella capitale libica, primi capi di Stato e di governo occidentali dalla caduta di Muammar Gheddafi.

Il fuoco delle polemiche sotto le macerie inglesi

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Diego Carmignani

REGNO UNITO. Salgono a cinque le vittime degli scontri. Le forze di polizia contro Cameron: «Abbiamo fermato noi la rivolta, non i politici». E denunciano i drastici tagli alla sicurezza.

In uno stato di shock e di paura difficile da cancellare nel giro di poche ore, il Regno Unito tira le somme dell’ondata di violenza dal basso che si è abbattuta sul Paese, volgendo lo sguardo ai momenti passati e indirizzandolo verso il prossimo futuro.

Per l’universalismo umanista e liberale

Monica Frassoni (presidente Partito verde europeo) e Marco Cappato (Partito radicale)

DIRITTI Che sia o meno l’obiettivo di Cameron, non è la fine del multiculturalismo e la ricostruzione di società monolitiche che dobbiamo cercare, ma la fusione dinamica e creativa delle culture

Cameron paga il silenzio degli ex detenuti torturati

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Dina Galano

DIRITTI UMANI. I servizi segreti britannici avrebbero seviziato presunti terroristi in luoghi ignoti, poi reclusi a Guantanamo. Ieri il premier inglese si è impegnato a un mega risarcimento pur di evitare il processo.

Arriverà fino al milione di sterline il risarcimento per le torture subìte da alcuni detenuti a Guantanamo. Una dozzina di loro, ritenuti presunti terroristi, sarebbero stati sottoposti a pratiche inumane - dalla privazione del sonno alle reiterate minacce - da parte degli 007 britannici del Mi5 e Mi6, rispettivamente i servizi segreti interni ed esteri di Sua Maestà.

Bp, pericolo bancarotta

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Emanuele Bompan

MAREA NERA Il colosso britannico ha ricevuto oltre 100mila richieste di risarcimento e pagato 162 milioni di dollari, ed è alle strette dal punto di vista finanziario. Il governo Cameron pensa a una misura di salvataggio

 

La poesia della fantascienza e quegli alieni più umani di noi

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Flore Murard-Yovanovitch

CINEMA. L’Avatar vive grazie alla mente umana. È sogno. Un ecosistema di pura fantasia nel nuovo filmfenomeno di James Cameron, rivoluzione cinematografica totale in 3D. Una pellicola che annuncia la trasformazione della percezione sensoriale ed è metafora dell’inconscio e del pensiero senza coscienza. Ma è anche denuncia (con la contraddizione di un eccesso di effetti speciali) dell’imperialismo capitalista.

La jungla di Pandora è più bella della Terra. Alberi giganteschi, fiori multicolori e fluorescenti che si socchiudono e vibrano al suo passaggio, farfalle e pipistrelli. Quasi a sfiorarli… ma Pandora è un ecosistema da computer, ex nihilo in 3D (costato milioni di dollari).

Cameron, euroscettico timido e pragmatico

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Lorenzo Biondi da Londra

GRAN BRETAGNA. Dopo che anche la Repubblica Ceca lo ha firmato nei giorni scorsi, i conservatori inglesi rinunciano al referendum sul Trattato di Lisbona. Ma il loro leader probabile vincitore delle elezioni politiche di maggio 2010 - si predispone alla battaglia su budget, diritti e finanza dei ventisette Paesi comunitari. E si prepara a chiedere che le clausole sociali dei trattati europei escludano la Gran Bretagna. Nel suo partito c’è addirittura chi è più antieuropeo di lui.

I Tories non sotterrano l’ascia di guerra, neanche dopo la rinuncia al referendum sul trattato di Lisbona. E benché David Cameron - leader dei conservatori britannici e probabile futuro premier - volesse smorzare i toni nel confronto tra il suo partito e l’Europa, il suo discorso di mercoledì scorso ha alzato un polverone. Alcuni conservatori lo accolgono come un gesto di responsabilità, ma qualcuno si dimette e mezza Europa protesta. Anche se poi, in realtà, Cameron non ha detto proprio niente di nuovo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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