La sfida di Rubalcaba, nuovo leader del Psoe

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. In Spagna è iniziata la campagna elettorale. Il candidato socialista, che parte sfavorito, ha tenuto il suo primo discorso programmatico che ha ruotato su occupazione, green economy, welfare e qualità della democrazia. Lo ha chiuso con una frase a effetto: «Se non vivi come pensi, finisci per pensare come vivi».

Alfredo Pérez Rubalcaba è da dieci giorni il candidato ufficiale del Partito socialista spagnolo (Psoe) per le elezioni politiche del marzo 2012. L’8 luglio si è dimesso dagli incarichi di ministro dell’Interno e di vicepresidente del Consiglio per impostare una campagna elettorale che per i socialisti assomiglia alla scalata dei Pirenei a bordo di una bicicletta. I sondaggi continuano infatti a dare Mariano Rajoy, candidato premier del Pp (Partito popolare), in testa di ben 10 punti su Rubalcaba.

Verso le presidenziali. Obama sceglie l’Iowa

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Parte la “fase due” della campagna elettorale e si cercano candidati per il 2012. I repubblicani indecisi tra il sostegno a Bachmann e l’appoggio a Palin, vera leader del Tea party.

Obama martedì scorso si è recato presso il maxi stabilimento dell’Alcoa di Davenport, Iowa, per parlare di lavoro e manifattura, ma soprattutto per dare inizio alla nuova fase della campagna presidenziale che si concluderà nel novembe 2012. Oggi infatti si chiude il primo quadrimestre di raccolta finanziamenti. Da qua in avanti, dunque, si fa sul serio. Nei giorni scorsi le caselle di posta di milioni di americani sono state inodate di mail dal quartiere generale della campgna elettorale del presidente.

Sul web è caccia al voto. E Twitter lancia Pisapia

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Pierpaolo De Lauro

INTERNET. Anche per questa tornata elettorale i social network hanno fatto la loro parte. I candidati hanno postato e discusso. Fuori dalle stanze di partito la creatività ha vinto.

Lontano dalle piazze reali, dalle tribune politiche e dai comizi c’è stata una campagna elettorale non sottoposta ai limiti della par condicio, senza censure e, forse, in grado di esprimere una creatività difficile da ritrovare nelle sedi dei partiti. E in Rete la sfida elettorale prosegue tuttora, monopolizzando anche il silenzio disposto a urne aperte. Facebook, Twitter e YouTube sono le agorà virtuali preferite.

Crisi e voto, mancano i dettagli

Michele Scotti

POLITICA. I toni sono già quelli di una campagna elettorale. Altro che pausa di riflessione pronosticata da qualche incauto osservatore.

I toni sono già quelli di una campagna elettorale. Altro che pausa di riflessione pronosticata da qualche incauto osservatore. Così, ad esempio, il ministro della Giustizia Alfano bolla come «linguaggio violento» L’intervista di Bersani a Repubblica («Dobbiamo liberarci di Berlusconi»). E Bossi ha le idee chiare: «Se si vota noi e il Pdl insieme spazziamo via tutti».
 

Berlusconi alla riscossa

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. In questi ultimi frenetici giorni pre-elettorali, tra apparizioni in piazza e in televisione, il Cavaliere ha recuperato quasi 4 punti. Il possibile exploit della Lega preoccupa intanto gli ex An nel Pdl.

A tre giorni dal voto, il confronto politico si incentra su due questioni: l’eventuale exploit elettorale della Lega e l’avvio della riforma presidenzialista.

Una campagna sempre più cattiva

Betta Salandra

POLITICA. Si avvita e si incattivisce il finale della campagna elettorale per le regionali. Le partite cruciali restano quelle di Lazio e Piemonte.

Si avvita e si incattivisce il finale della campagna elettorale per le regionali. Le partite cruciali restano quelle di Lazio e Piemonte. Conteranno certo anche le sfide di Vendola in Puglia e quella, inizialmente persa, della Campania parzialmente riaperta dalla candidatura De Luca (inutilmente osteggiata da Ferrero e Travaglio). La battaglia più dura e vitale però resta quella del Lazio.

Un finale infuocato

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Nelle ultime battute di campagna elettorale, il Pdl alza i toni. Berlusconi offende magistrati e sinistra, Alfano scodinzola e Calderoli imita Nerone. Il vero incubo si chiama presidenzialismo.

È un finale di campagna elettorale senza esclusioni di colpi. Berlusconi, che occupa tutti gli spazi tv con appelli contro la sinistra e i giudici (ieri è toccato al “suo” Tg5), è convinto che gli elettori gli daranno ancora una volta ragione. A sentire le parole del premier, si ha la sensazione di vivere in un altro Paese: «Un partito delle procure è entrato in campo per alterare il risultato elettorale.
 

Il paese di Brunetta

Roberto Ferrucci (Terra a Nordest; www.robertoferrucci.com)

IDEE. Una lettera azzurrina, sdilinquita, piena di “vi voglio bene” mandata a tutte le famiglie veneziane, la scelta di candidarsi per amore, le coccole agli anziani via telefono se sarà eletto. È la campagna elettorale stile Baci Perugina del ministro Brunetta.

Una lettera azzurrina, sdilinquita, piena di “vi voglio bene” mandata a tutte le famiglie veneziane, la scelta di candidarsi per amore, le coccole agli anziani via telefono se sarà eletto. È la campagna elettorale stile Baci Perugina del ministro Brunetta. Che tutto l’amore sia poi invece rivolto al potere, alle “careghe”, al desiderio di vendere la città a pezzi (Casinò in primis) ai soliti noti, quello è del tutto incidentale, eppure estremamente evidente. Talmente evidente, da essere ormai invisibile.

La lotta di classe del Blocco studentesco

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Giacomo Russo Spena

SCUOLA Tempo di campagna elettorale negli istituti. Le schegge impazzite di estrema destra sono contro tutto, dal caro libri alla Chiesa. E imitano i “compagni”.

Hanno lasciato sacchi di juta, con sopra stampata l’effige del dollaro contornata dai nomi delle principali case editrici che producono testi scolastici, davanti a centinaia di istituti superiori. Come azione dimostrativa contro il caro libri. Per Blocco studentesco, la parte giovanile di CasaPound Italia, è già tempo di campagna elettorale. A metà ottobre, infatti, si presenteranno le liste nelle scuole, dieci giorni dopo il voto dei rappresentanti che a loro volta eleggeranno la Consulta provinciale.

Lo spettro della democrazia in Togo

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Alessio Nannini

ELEZIONI Nel piccolo Stato africano, governato per oltre tre decenni dal colonnello Eyadema e da suo figlio, è iniziata la campagna elettorale per il rinnovo del gabinetto dell’esecutivo. L’attuale ministro della Difesa ha proposto come capolista del suo partito la sorella. Che però è deceduta tre anni fa.

Ai padri delle moderne democrazie il Togo parrebbe una sorta di laboratorio politico oltreché uno Stato con evidenti difficoltà strutturali. Il Paese vive da decenni una situazione ai limiti della sopportabilità, a cui (ed è notizia di questi giorni) si aggiunge il gusto chissà quanto senziente per il paradosso. La recente storia di questo piccolo Stato segue da decenni le diramazioni della genealogia di Etienne Eyadema, il tenente colonnello che ordì con successo il colpo di Stato del 1967.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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