In tremila per dire no al carbone

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Nicola Cappello (Terra Nord Est)

PROTESTA. In piazza contro la politica energetica regionale. Grande successo per la pacifica manifestazione che si è tenuta ad Adria.

Nel piazzale della stazione di Adria, la seconda città della provincia di Rovigo, alle 14, c’erano quasi più agenti delle forze dell’ordine che manifestanti.

La Calabria che grida forte “no al carbone”

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Vincenzo Malacrinò

AMBIENTE. Una grande, colorata, manifestazione ha riunito i Comuni limitrofi, Legambiente, il Wwf e tante associazioni locali per dire no alla realizzazione della centrale di Montebello Jonico.

Nessuno vuole la realizzazione della centrale a carbone a Saline di Montebello Jonico. Domenica, nel giorno del No Coke Day nazionale, sulla strada antistante il porto, si sono riversati fiumi di persone. Non c’era più spazio per parcheggiare le autovetture. Carabinieri, polizia, polizia provinciale e municipale erano schierati in prima linea. “Non vogliamo il carbone”. La centrale di Saline viene bocciata, così come viene messo sei in condotta a chi intende imporsi al popolo ormai stanco di essere “insultato” da progetti non condivisi.

Dopo il nucleare, il carbone. Un altro no contro il passato

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Vincenzo Mulè

PROTESTA. Oggi alle 14 prende il via a Adria, nel Polesine, la grande manifestazione nazionale contro la fonte fossile più antica. E responsabile del 43 per cento delle emissioni di CO2 nel mondo.

Il carbone come alternativa al nucleare. È contro questa scelta che oggi associazioni, comitati e cittadini scenderanno in piazza contro quello che viene definito «un ritorno al passato». Le 35 associazioni della coalizione Fermiamo il carbone hanno organizzato una manifestazione nel Polesine, ad Adria, per di no alla riconversione della centrale di Porto Tolle. Contemporaneamente, ci saranno poi una serie di presidi a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure, Civitavecchia e Brindisi.

Tutti uniti contro il carbone

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Massimo Montanari (Terra Emilia Romagna)

AMBIENTE. La Regione approva una risoluzione che sostiene la manifestazione del 29 ottobre contro la centrale di Porto Tolle.

L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione, sottoscritta anche dalla consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo, con la quale esprime piena condivisione delle motivazioni e degli obiettivi alla base della manifestazione nazionale contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle e per lo sviluppo condiviso e sostenibile, indetta dal Comitato Delta Bene Comune il prossimo 29 ottobre ad Adria, in provincia di Rovigo, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone.

Il 29 ottobre contro la centrale

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Maria Fiano (Terra Nord Est)

PORTO TOLLE. Ad Adria la manifestazione contro la conversione a carbone dell’impianto termoelettrico dell’Enel.

Tornano in piazza i movimenti per i beni comuni dopo il via libera alla conversione a carbone della centrale termoelettrica Enel a Porto Tolle, per una giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone.

Dalla Germania alla Calabria, lotta anti-carbone

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Diego Carmignani

TERRITORIO. Saline Joniche minacciata dalla nuova centrale voluta dalla svizzera Repower. Un colpo mortale per un’area già gravemente inquinata.

Un lungo coro di “no” corre dal Nord della Germania, e arriva fino a Saline Joniche, località in provincia di Reggio Calabria tristemente nota come cimitero industriale per i tanti insediamenti sorti nel corso degli anni. Ad aggiungersi alla sequenza potrebbe presto essere una nuova devastante centrale a carbone, che la multinazionale elvetica dell’energia Repower (socia di maggioranza della società Sei – Saline energie ioniche) è intenzionata costruire sulla costa calabrese, così come nella località tedesca di Brunsbattel.

Quel gioiello dismesso della Sardegna mineraria

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Alessandro De Pascale

LA STORIA E' stato un microcosmo per operai che vi passavano una vita di fatiche e stenti. Oggi potrebbe tornare a essere una risorsa. Viaggio in un museo a cielo aperto

Arrivare all’Argentiera è un tuffo nel passato. Un viaggio nei gloriosi trascorsi della Sardegna mineraria. In tutta la regione erano ben 22 i siti estrattivi, oggi tutti dismessi.

La macchina nera che minaccia la costa e il mare di Mumbai

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Paolo Tosatti

INDIA. Affondata a 25 miglia dalla terraferma, la nave Mv Rak sta riversando nell’oceano le 370 tonnellate di combustibile che aveva a bordo. L’esperto: «Gravi ripercussioni sull’ecosistema marino».

Dopo il Dragone cinese, anche l’Elefante indiano è alle prese con una macchia nera che minaccia le sue coste e il suo ecosistema marino. Un denso strato di olio combustibile e diesel che da tre giorni fuoriesce dalla nave Mv Rak, inabissatasi giovedì scorso al largo di Mumbai con a bordo 60mila tonnellate di carbone e 340 tonnellate di carburanti e lubrificanti. Le autorità indiane provano a minimizzare la portata dell’incidente, parlando di una perdita di ridotte proporzioni, che non dovrebbe avere conseguenze significative sull’ambiente.

A Vado, tra carbone e polemiche

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Edgar Meyer (Terra Liguria)

IL CASO. Cittadini mobilitati nel savonese contro la richiesta di raddoppio della centrale. La Giunta regionale ha votato sì compatta.

E' polemica dura nel savonese. La centrale a carbone di Vado Ligure ha chiesto di raddoppiare la sua potenza. La popolazione, però, è da tempo schierata contro il carbone. L’ultima riunione nel prestigioso teatro Gabriello Chiabrera era affollatissima. Ben 16 consigli comunali hanno deliberato contro il raddoppio e l’uso del carbone. L’associazione dei medici di famiglia ha da tempo dato l’allarme sull’aumento delle patologie e sui rischi per la salute. Il tribunale di Savona ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Cacciamo il dinosauro dalla guida dell’Enel

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Luca Bonaccorsi

ENERGIA. In una surreale intervista a Sky tg24 di Sarah Varetto l’amministratore delegato Fulvio Conti si esibisce in uno show a favore di nucleare e carbone. Disprezzo assoluto per i referendum.

«Cosa ha provato dopo il referendum sul nucleare? Un certo sconforto per il nostro Paese. Ma la partita non è chiusa. E comunque noi continueremo ad investire sul nucleare in Francia, Spagna, Slovacchia. Restiamo nuclearisti convinti, e i soldi risparmiati in Italia li investiremo in altri Paesi». Si fa intervistare davanti a un pannello che raffigura pale eoliche in mezzo ad un campo di grano, ma trasuda petrolio, carbone ed è più radioattivo del plutonio. È di venerdi la performance surreale dell’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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