Carcere

«Teheran liberi subito Panahi»

APPELLO. La petizione, che verrà indirizzata ad Ahmadinejad, raccoglie molte iniziative come l’appello “Protestiamo per l’arresto di Jafar Panahi”, che ha già raccolto su facebook oltre 7.500 firme.

E' rinchiuso all’interno della cella numero 209 del carcere di Evin il regista iraniano Jafar Panahi. “Colpevole” di aver girato un documentario sulle manifestazioni contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Insignito a Venezia del Leone d’oro, Panahi è stato arrestato con moglie, la figlia e altre 15 persone, ospiti in casa sua, dopo la mezzanotte del primo marzo scorso nella sua residenza privata. «È la logica del colpirne uno per educarne cento» denuncia il regista Ugo Gregoretti.

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Suicidi in carcere. La conta sale a dodici

Pino Di Maula
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DIRITTI. L’ultimo caso, ieri, al Rebibbia di Roma. Maurizio Gubbiotti, candidato dei Verdi alla Regione Lazio: «È una popolazione disperata e come tale si esprime. Con gesti estremi».

Dodicesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno. Roberto Giuliani, ieri notte, si è tolto la vita al Rebibbia di Roma, mentre un altro detenuto, a Siracusa, dopo essersi buttato dalla tromba delle scale del carcere dopo un colloquio, ora è in coma. È solo un take d’agenzia. Una “breve”, anonima. Scritta quasi per dovere professionale, sapendo che comunque incontrerà poco interesse nei politici, troppo presi dall’ansia per la campagna elettorale. Con qualche eccezione, però. Vediamo quali.

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Dieci suicidi nel 2010. E il Dap corre ai ripari

Dina Galano
CARCERE. Superata la soglia dei 66mila reclusi. Aperto un tavolo con le organizzazioni. Coinvolti i volontari.

Due in un solo giorno. Aumenta così drammaticamente il bilancio dei suicidi verificatisi negli istituti di pena: dall’inizio dell’anno se ne contano dieci, con un andamento ancora più ritmato rispetto ai livelli, già da record, toccati nel 2009. I due detenuti si sono tolti la vita a poco tempo dalla carcerazione. Il primo, un cittadino tunisino, nel penitenziario di Padova. A poche ora di distanza, un italiano nell’istituto marchigiano di Fermo.
 

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Morti sospette, in Senato l’appello delle famiglie

Dina Galano
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CARCERE. I parenti dei detenuti chiedono l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta. Intanto in Aula inizia l’esame delle mozioni sull’emergenza penitenziaria.

Quando lo Stato sbaglia, deve anche ripagare i suoi errori. Su questa convinzione l’associazione “Il detenuto ignoto” ha riunito ieri al Senato i familiari delle vittime del carcere, proprio nel giorno in cui a Palazzo Madama è iniziata la discussione sulle mozioni sull’emergenza penitenziaria. I detenuti che hanno perso la vita in circostanze sospette durante la reclusione sono davvero troppi: negli ultimi dieci anni oltre 500 i suicidi e altrettanti i casi sui quali la magistratura ha aperto un’inchiesta.
 

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Nasce la Carta di Trieste

Elena Placitelli (Terra Nordest)
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WELFARE. Un documento degli operatori sociali del Friuli Venezia Giulia su libertà terapeutica, carcere e sostanze.

Mentre l’Italia intera ricorda il trentennale della morte di Franco Basaglia, a Monfalcone, a due passi da Gorizia e Trieste, una trentina di giovanissimi vengono sottoposti a indagini e perquisizioni. In tutto si trova una manciata di “fumo”. La maxi- retata smuove perfino la Camera penale di Gorizia, con gli avvocati che accusano gli inquirenti di voler colpire i giovani consumatori di cannabis al posto dei veri trafficanti. Giovani che rischiano di finire in carcere.

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11 febbraio 1990, vent’anni fa la scarcerazione di Mandela

Manuela Bianchi
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MONDO. Dopo il crollo del Muro di Berlino nel novembre 1989, dopo poche settimane crollava anche l’odioso regime di apartheid che governava il Sudafrica. Tornava infatti in libertà, dopo 27 anni di carcere, uno dei leader più popolari dell’opposizione africana che ha saputo poi gestire con sapienza la transizione democratica guadagnandosi il Nobel per la pace e diventando presidente della Repubblica per un solo mandato. Poi l’abbandono di ogni carica pubblica per restare - anche oggi, a 92 anni - il simbolo libero dell’Africa contemporanea.

«Amici, compagni, fratelli sudafricani, vi saluto in nome della pace, della democrazia e della libertà! Sono qui davanti a voi non come profeta, ma come vostro umile servitore. È per i vostri instancabili, eroici sacrifici che oggi posso essere qui, e quindi pongo nelle vostre mani gli anni che mi restano da vivere». Così si rivolse Nelson Mandela alla folla oceanica che occupava la Grand Parade, la piazza del municipio di Cape town, quell’11 febbraio 1990 in cui si lasciava alle spalle 10mila giorni di carcere.

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Sistema penale da riformare

CARCERE. Continua la dsolante situazione di sovraffollamento carcerario. Siamo sempre più lontani dai valori espressi nella nostra Carta costituzionale che all’art. 27 precisa che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

 

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I memorandum di Guantanamo

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DOCUMENTI. Nei giorni scorsi sono stati resi pubblici i dossier sui metodi di tortura impiegati nel carcere statunitense a Cuba. Ne pubblichiamo a puntate alcuni impressionanti stralci

«Fin dove può spingersi la tortura dei terroristi?». Pochi mesi dopo l’11 settembre, il presidente George W. Bush pose questa domanda al dipartimento di Giustizia statunitense. La risposta, stilata in perfetto burocratese, è contenuta in quattro memorandum di 207 pagine complessive. In questo modo i burocrati del dipartimento diedero il loro via libera alle discutibili tecniche di interrogatorio: «La condotta suggerita non violerebbe i divieti in questione», puntualizzano.

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La tela di Alfano

Susanna Marietti (Antigone)
GIUSTIZIA. Di giorno si annuncia in Parlamento la richiesta dello stato di emergenza sulle carceri, di notte si continuano ad arrestare a ritmi ormai incontrollati. È di oltre 800 unità al mese il tasso di crescita della popolazione detenuta

Povero ministro Alfano, invischiato come sempre nella tela di Penelope governativa. Di notte si disfa quel che di giorno si tesse. Di giorno si annuncia in Parlamento la richiesta dello stato di emergenza sulle carceri, di notte si continuano ad arrestare a ritmi ormai incontrollati. È di oltre 800 unità al mese il tasso di crescita della popolazione detenuta. Facciamo due conti, che a Palazzo Chigi sanno ben fare: un carcere da 200 posti costa circa 20 milioni.
 

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Una pena insostenibile

Dina Galano
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CARCERE. Dall’ultimo viaggio nei penitenziari italiani, il bollettino dell’associazione Antigone: tassi di sovraffollamento del 200 per cento, personale medico e di polizia in sottorganico. L’appello: «Servono misure urgenti a tutela dei diritti umani»

Un kit per l’igiene personale composto da spazzolino, saponetta e bagnoschiuma. Questo il regalo di Natale che il direttore del carcere di Buoncammino di Cagliari ha promesso ai detenuti che hanno la famiglia lontana. Un piccolo dono che rappresenta anche una provocazione, con cui il dirigente Gianfranco Pala è deciso a denunciare lo stato di abbandono della sua struttura penitenziaria. Oltre la soglia di tollerabilità, infatti, la casa circondariale ospita 510 persone, per lo più tossicodipendenti, extracomunitari e giovani.

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