Carcere

L’Italia dimenticata in carcere

Alessandro De Pascale
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DIRITTI. I nostri connazionali che si trovano detenuti all’estero sono quasi 3.000. Tra innocenti rimasti dietro le sbarre per anni, in condizioni disumane, e vittime di violenze, fino alla morte. Ecco le loro storie.

Daniele Franceschi, il 36enne di Viareggio morto il 25 agosto nel carcere francese di Grasse, ufficialmente per un infarto, era uno dei quasi 3.000 italiani detenuti all’estero. 
 

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«Lasciati soli dallo Stato»

Alessandro De Pascale
INTERVISTA. Katia Anedda è la presidente dell’associazione Prigionieri del silenzio che dal 2008 sostiene le famiglie, informa l’opinione pubblica e vigila sul rispetto dei diritti di tutti i detenuti italiani nel mondo.

«Gli italiani detenuti all’estero «spesso vengono sottoposti a condizioni di vita lesive dei più elementari diritti dell’uomo», spiega Katia Anedda, presidente e fondatrice dell’associazione Prigionieri del silenzio che dal 2008 assiste le famiglie dei nostri connazionali dietro le sbarre nei vari Paesi del mondo, informando anche l’opinione pubblica.

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Quel Garante che non c'è

Patrizio Gonnella*
DIFENSORE CIVICO. Antigone due anni fa ha deciso di istituire un suo difensore civico proprio perché le istituzioni glissavano intorno alla richiesta di introdurre figure di garanzia istituzionali.

Pochi sanno cos’è il National preventive mechanism. Nel linguaggio specialistico dei cultori del diritto internazionale dei diritti umani è l’organismo che dove essere istituito da ogni paese che ratifica il Protocollo addizionale alla Convenzione Onu contro la tortura. Al pari di istituzioni sopranazionali  deve trattarsi di un organismo indipendente nazionale a cui è assegnato il compito di ispezionare, monitorare tutti i luoghi di detenzione.

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Brainstorming d’evasione

Fiorentina Barbieri e Gennaro Santoro
DIFENSORE CIVICO. Nei primi mesi di lavoro dello “Sportello per i diritti” si sono precisati i temi di più urgente necessità: le sanzioni disciplinari, la salute, il lavoro.

Solito agosto, in cui, a turno, cerchiamo di esserci, specie quest’anno, in cui l’estate - se non altro per i numeri - sembra la peggiore delle stagioni peggiori, a Rebibbia come in qualsiasi carcere.
 

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L’arte è liberazione

Federico Raponi
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DOC. Nel carcere femminile di Buenos Aires è nato il laboratorio Apoyo a presxs che ha portato alla realizzazione di cortometraggi e opere cariche di gioia e speranza.

La Settima Arte come strumento di liberazione. Come nel caso di Apoyo a presxs (la “x” sta ad indicare uomini e donne), «progetto di laboratorio di cinema - racconta Florencia Santucho, della rete che sostiene l’iniziativa - nato nel carcere femminile di Ezeiza, fuori Buenos Aires».
 
Com’è partito?

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Strano luogo, il carcere

Stefano Anastasia
DIFENSORE CIVICO. Consueto pellegrinaggio ferragostano in carcere. Parlamentari, consiglieri regionali e accompagnatori vedranno, ascolteranno, prometteranno. Giriamo a loro questa lettera arrivataci anonimamente da una Casa circondariale emiliana.

Che strano luogo è il carcere. Questa notte all’improvviso, senza che nessuno lo sapesse, hanno trasferito una detenuta … dove? Non è dato sapere. Qui c’è un orario per tutto, come nella vita normale, ma con un grande differenza: tutto viene imposto per obbligo. Tra un po’ ci sarà anche un orario per respirare. Qui è tutto disumanizzato. Qui tutti devono pagare il loro errore, e lo fanno, statene certi! Qui si paga! Che strano luogo è il carcere. Se stai male il medico arriva … quando avrà tempo!

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In carcere i conti non tornano

Dina Galano
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SOVRAFFOLLAMENTO. I dati dell’amministrazione penitenziaria sono impietosi: superata la soglia dei 68mila detenuti. In realtà la popolazione reclusa è perfino più numerosa. Troppi i condannati per droga e gli stranieri.

Al 31 luglio 2010 i detenuti nei penitenziari italiani risultano 68.121. La capienza regolamentare delle strutture, invece, è ferma a 44.576. Esiste un buon margine entro il quale la situazione è considerata “tollerabile”, ma il 2010 ha ampiamente superato anche questa soglia. Le carceri scoppiano, come denunciano ormai ininterrottamente tutti coloro che, per diverse ragioni, ne sono a contatto. Ma, se interrogati, nessuno sa fornire dati precisi.

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Disuguaglianze

Stefano Anastasia e Fiorentina Barbieri
DIFENSORE CIVICO. Tecnicamente, Balducci è agli arresti domiciliari in attesa di essere rinviato o meno a giudizio e/o che decadano (o meno) le esigenze cautelari che ne limitano la libertà in vista del processo. Ma il domicilio è il domicilio, e ognuno fa come può.

Sguazza in piscina, e poi si affaccia da un terrazzino vestito solo di una toga “alla romana”: è Angelo Balducci, l’ex-Presidente del Consiglio nazionale dei lavori pubblici, secondo l’accusa il gran sacerdote della cricca degli appalti pubblici, “il detenuto” cui l’Espresso ha dedicato la copertina la scorsa settimana.

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Da Rebibbia alle aree archeologiche

Michele Scotti (Terra Lazio)
LAVORO. Il primo esempio in Italia di reinserimento nella società di detenuti nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e quella penitenziaria.

Il primo esempio in Italia di reinserimento nella società di detenuti nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e quella penitenziaria.

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Khmer Rossi, storica sentenza contro Duch

Paolo Tosatti
GIUSTIZIA. La corte cambogiana ad hoc condanna a 35 anni di carcere Kaing Guek Eav, ex direttore del famoso centro di detenzione S-21. Per la prima volta la giuria inchioda un alto esponente del regime.

Dopo oltre trent’anni dalla fine del sanguinario regime dei khmer rossi, il popolo cambogiano inizia finalmente a vedere la luce della legalità penetrare la coltre di tenebre che avvolge uno dei periodi più oscuri della sua storia.

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