In Campania le ecomafie costano cancro e soldi

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Nello Trocchia

RFIIUTI. Dopo la discarica tossica scoperta a Casal di Principe torna di attualità il rischio sanitario. Manca in regione un registro dei tumori.

L’ultimo lembo di terra stuprato è stato scoperto a Casal di Principe, in provincia di Caserta. Un’area vasta 8 mila metri quadri disseminata di rifiuti di ogni genere, usata come vero e proprio immondezzaio dopo che le ditte dei clan aveva prelevato il materiale per la costruzione dell’asse mediano Nola Villa Literno. L’area, di proprietà della curia dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Curia di Aversa, era stato dato in affitto, negli anni ‘80, e poi usato dal crimine organizzato.

Nella discarica del clan i veleni sono nella falda

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Andrea Palladino

REPORTAGE. Sopralluogo nel nuovo sito indicato dal collaboratore. È sui terreni della Curia, a Casal di Principe. Ai tecnici è bastato scavare una buca per avere conferma dell’ennesimo scempio.

Le persiane della casa elegante a tre piani sulla via Circonvallazione di Casal di Principe sono ormai chiuse da mesi. Qui abitavano gli “americani”, le famiglie dei soldati Usa che hanno abbandonato la terra avvelenata dei Casalesi dopo aver letto le analisi sulle acque. Dall’altra parte della strada un lungo muro di tufo chiude la discarica tossica scoperta mercoledì mattina dagli agenti del posto fisso di Casapesenna, guidati fino a qui dal collaboratore Vargas.

Scorie e fanghi avvelenati, nella capitale dei Casalesi

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Andrea Palladino

ECOMAFIE Trovata una discarica nella prima periferia di Casal di Principe, in provincia di Caserta. Larga quasi un ettaro, profonda più di dieci metri, piena di veleni. A poca distanza abitava il padre di un boss, morto anni fa di tumore.

Via Circonvallazione a Casal di Principe è più di un confine. Qui finiscono le case di quell’immenso agglomerato di cemento che, allungandosi verso la zona sud, arriva fino ad Aversa. Pochi metri più in là, a nord della città, passa la superstrada che raggiunge Nola, nella zona del vesuviano, sfiorando il principale centro della logistica del sud Italia.

Ottimiste e anticamorra, due donne raccontano

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Eliana Iuorio (Inserto domenicale)

BUONA POLITICA. Si è conclusa ieri la IV edizione del Festival dell’Impegno civile, l’unico evento che ha come location i beni confiscati alla camorra promosso dall’Associazione Libera, coordinamento di Caserta, e dal Comitato don Peppe Diana. Abbiamo intervistato le protagoniste di questa iniziativa.

Quell’11 giugno del 1997 Alessandra Clemente era affacciata al balcone di casa e mentre il fuoco della camorra, a Napoli, spegneva il sorriso di sua madre, uccisa in strada, da un proiettile vagante esploso nel corso di un conflitto a fuoco tra clan avversari, quella bambina di dieci anni diventava donna. Alessandra, però, non è rimasta al balcone, dal quale ha assistito al tragico evento, e oggi con fierezza e decisione affronta la vita nel nome di sua madre, Silvia Ruotolo, in memoria della quale è anche nata una Fondazione.

Così la villa torna al boss

Monica Cataldo (agenparl)

BENI CONFISCATI. L’appartamento di Sandokan a Casal di Principe ospita un centro di riabilitazione per disabili che ora rischia di chiudere. Un progetto innovativo, lasciato senza fondi.

Rischia di chiudere il servizio di riabilitazione per disabili realizzato nella casa di “Sandokan” a Casal di Principe. Attualmente, in una parte della villa confiscata al boss vive la moglie di Francesco Schiavone e, nell’altra, sorge il centro per ragazzi affetti da autismo. Una convivenza coraggiosa ma se il progetto di riqualificazione dovesse essere sospeso, l’abitazione tornerebbe nella piena disponibilità della famiglia camorrista.

La catastrofe delle ecoballe

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Giulio Finotti

EMERGENZA I siti di stoccaggio del casertano sono ancora in attesa di bonifica. E ora la Commissione Europea vuole conoscere la sorte dei 10 milioni di tonnellate d’immondizia impacchettata, rimasti lì a marcire da anni

Qual è la situazione attuale di quella che tutto il mondo ha conosciuto come l’emergenza rifiuti napoletana? Come stanno veramente le cose? è questo il quesito che tanti in questo periodo si pongono. Per provare a dare una risposta si deve passare obbligatoriamente per le campagne della provincia di Caserta. Terreni agricoli di pregio, sotto qualsiasi punto di vista. Scelti per la bellezza e la biodiversità durante l’impero romano, dai senatori, per trascorrevi periodi di vacanze, le terre casertane sono ricche di acque e fertilissime per le coltivazioni.

Riappropriarsi del territorio si può. E con ottimi risultati

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Pietro Nardiello

BUONA POLITICA Casal di Principe: terreni agricoli confiscati alla camorra dati in gestione ad alcune cooperative con l’obiettivo di un prodotto biologico. La raccolta delle pesche destinata a un centro di trasformazione del salernitano che ne farà confetture, marmellate e succhi di frutta. A colloquio con alcuni operatori impegnati in questa originale forma di riuso dei beni della criminalità. Ma è solo l’inizio di un difficile cammino.

Si racconta che quando il gruppo di fuoco capeggiato dal boss Giuseppe Setola, appartenente all’ala stragista del clan dei Casalesi, transitava per le strade di questi paesi “fuggendo” alla morsa tesa dalle forze dell’ordine, preferiva far notare la propria presenza suonando il clacson dell’autovettura ed esponendo fuori dal finestrino le mani simulando un gesto di saluto per poi far perdere velocemente le proprie tracce rifugiandosi in un covo sempre diverso.
 

Campania disumana. Terra di nuovi schiavi

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Nello Trocchia

STORIE
— Un viaggio tra i contrasti drammatici di Casal di Principe nel casertano. A pochi metri dalle ville dei camorristi, immigrati sfruttati per il lavoro nei campi. —

«Lo vedete l’acquedotto? Arrivate e girate a sinistra, quella è la strada delle ville». La strada delle ville è via Enrico Toti, siamo tra Villa di Briano e Casal di Principe, in provincia di Caserta. In fondo a via Toti c’è una villa di tre piani, undici stanze, sontuosa e principesca. La reggia di Antonio Iovine, detto “o ‘ninno”, latitante e reggente con Michele Zagaria del clan dei Casalesi.

Le ecoballe di Bertolaso

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Pietro Orsatti da Caserta

L’INCHIESTA
— Un milione di metri cubi di rifiuti. Abbandonati e senza controllo nella discarica di Ferrandelle, dove il percolato cola nei canali dell’acqua destinata a irrigare immensi campi di grano e rifornire i tre caseifici della zona. —

La terra dei fuochi è in piena attività. Un vulcano in eruzione. Ribolle di puzza, liquami, immondizia e fiamme. L’emergenza rifiuti in Campania, e in particolare nella provincia di Caserta feudo dei Casalesi, è scomparsa e risolta solo nei Tg nazionali e nei proclami dei commissari e degli accondiscendenti emissari di governo. Non serve leggere rapporti, perizie e lanci di agenzia per accorgersene.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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