Casalesi

Ciarelli e Casalesi, due clan in lotta per Latina

Vincenzo Mulè
CRIMINALITA'. Due pregiudicati uccisi e un boss che da una settimana lotta tra la vita e la morte è il bilancio di una resa dei conti infinita, che ha origini negli anni Novanta.

Tre attentati, due mortali, nel giro di 48 ore. La mattina del 25 gennaio Carmine Ciarelli, 48enne pregiudicato a capo di un clan rom stanziale dedito all’usura, viene ferito gravemente con 7 colpi di pistola da due sicari in moto. Lo stesso giorno, in serata, Massimiliano Moro, anche lui pregiudicato, viene ucciso nel suo appartamento con due colpi di pistola.

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Cosentino: la richiesta di arresto gela il Pdl. Fini e Pisanu lo scaricano

Pietro Orsatti
PARLAMENTO. Il Gip richiede l’arresto del sottosegretario all’Economia alla giunta per le autorizzazioni della Camera e la maggioranza si spacca. E rispunta il testo di una mozione di sfiducia che anticipava, già un anno fa, l’inchiesta.

La richiesta di autorizzazione dell’ordine di cattura per Nicola Cosentino (sottosegretario del governo Berlusconi) inviata ieri dal Gip Raffaele Piccirillo al Parlamento, sta provocando un vero e proprio terremoto all’interno delle istituzioni e dei partiti, in particolare del Pdl.

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La città della camorra

Peppe Ruggiero
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CRIMINALITÀ. Nonostante arresti e sequestri a Orta di Atella, in provincia di Caserta, i Casalesi hanno costruito un centro abitato completamente abusivo. Un business di dodici milioni di euro, sconosciuto ai media, fatto in cemento.

Una piccola città abusiva, all’interno di quella segnata sulle carte geografiche. Siamo in Campania. Terra di camorra. Orta di Atella in provincia di Caserta, dove negli ultimi due anni sono stati sequestrati migliaia di appartamenti, molti dei quali regolarmente abitati ma completamente abusivi. Una vera e propria città satellite realizzata senza che nessuno si sia mai accorto di quel che avveniva: una maxi lottizzazione abusi- va sconosciuta ai media. Si respira aria di omertà.

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«L’edilizia è sotto scacco dei clan». Economia legale costretta alla resa

Valerio Ceva Grimaldi
DENUNCIA — Un costruttore napoletano evidenzia le falle normative che permettono le infiltrazioni della malavita. «Chi offre maxiribassi nelle gare per gli appalti pubblici è altamente sospetto. Ha lavoratori in nero o ricicla denaro». —

Paolo Sibilio è un imprenditore napoletano, dall’esperienza decennale nel comparto dell’edilizia. «Ma ora sono in vacanza. è la prima volta che mi capita di non lavorare in un giorno infrasettimanale».

LE DIFFICOLTÀ DEL SETTORE, OLTRE CHE DALLA CRISI ECONOMICA GENERALE, DA COSA SONO CAUSATE?

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Casal di Principe, il buon uso dei beni confiscati ai boss

Pietro Orsatti
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SOCIETA' CIVILE — Nel feudo dei Casalesi, tre giorni di feste e dibattiti per il Festival dell’impegno civile. Riusare quello che era di proprietà della camorra è un segnale preciso. I media dovrebbero parlare di più di ville, masserie, appartamenti, terre che sono sottratti ai comorristi e restituiti ai cittadini. Come dovrebbero raccontare le esperienze che su questi luoghi crescono, come quella delle cooperative che fanno uno sberleffo alla criminalità. —

A volte ci sono coincidenze che ti lasciano senza parole. Soprattutto nel comprensorio di Casal di Principe, in terra di camorra, nel regno dei Casalesi. Ci si può ritrovare a partecipare a un dibattito sull’economia etica, libera dalle mafie, in un appartamento a Casapesenna, sequestrato al boss Zagaria.

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Campania disumana. Terra di nuovi schiavi

Nello Trocchia
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STORIE — Un viaggio tra i contrasti drammatici di Casal di Principe nel casertano. A pochi metri dalle ville dei camorristi, immigrati sfruttati per il lavoro nei campi. —

«Lo vedete l’acquedotto? Arrivate e girate a sinistra, quella è la strada delle ville». La strada delle ville è via Enrico Toti, siamo tra Villa di Briano e Casal di Principe, in provincia di Caserta. In fondo a via Toti c’è una villa di tre piani, undici stanze, sontuosa e principesca. La reggia di Antonio Iovine, detto “o ‘ninno”, latitante e reggente con Michele Zagaria del clan dei Casalesi.

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Le ecoballe di Bertolaso

Pietro Orsatti da Caserta
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L’INCHIESTA — Un milione di metri cubi di rifiuti. Abbandonati e senza controllo nella discarica di Ferrandelle, dove il percolato cola nei canali dell’acqua destinata a irrigare immensi campi di grano e rifornire i tre caseifici della zona. —

La terra dei fuochi è in piena attività. Un vulcano in eruzione. Ribolle di puzza, liquami, immondizia e fiamme. L’emergenza rifiuti in Campania, e in particolare nella provincia di Caserta feudo dei Casalesi, è scomparsa e risolta solo nei Tg nazionali e nei proclami dei commissari e degli accondiscendenti emissari di governo. Non serve leggere rapporti, perizie e lanci di agenzia per accorgersene.

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Il Festival dell’impegno civile. Contro l’antistato dei Casalesi

Pietro Orsatti
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DIRITTI — Tre giorni di iniziative organizzate da Libera a Cancello e Arnone nel casertano, dove spadroneggia il più sanguinario clan della camorra. All’insegna dello slogan “Non abbiamo paura”, nel ricordo commosso di don Diana. —

Il camion avanza veloce sotto un sole africano. Nel cassone saranno almeno dodici uomini, sballottati, africani appunto. Braccia per l’agricoltura a nero che se non è di camorra di certo, almeno, è illegale. Caporalato. Al limite della schiavitù. In pieno giorno, tranquillamente, evidente a tutti comprese le forze dell’ordine che dovrebbero presidiare il territorio. E lo fanno, ma quando passano camion di umanità forzata come questa fanno finta di niente, voltando lo sguardo da un’altra parte.

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