No-Tav. Prendiamo le distanze: da Casini e Maroni

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Luca Bonaccorsi

La condanna della violenza è usata strumentalmente per coprire le ragioni del no a questa opera pubblica costosa e inutile.

“Prendere le distanze dalla violenza”. È il trito slogan dei soliti furbacchioni, ogni volta che ci sono scontri in strada. Che da il via al triste esercizio di ribadire l’ovvia, consunta, condanna dei soliti 100 o mille delinquenti che colpiscono a mente fredda. Il meccanismo è sempre lo stesso e funziona dagli anni ‘70. Serve, essenzialmente, a cancellare i “contenuti” delle manifestazioni, dei movimenti. Che sono immancabilmente gli unici a rimetterci, ogni volta che si scatenano i violenti.

Parte la lunga verifica dentro il centrodestra

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Giovedì primo voto di fiducia per il governo. Grande attesa per le condizioni che Bossi detterà domenica da Pontida. Formigoni: «è stato un voto politico».

Riflettori puntati sulle conseguenze politiche della consultazione referendaria. Il governo si prepara alla “verifica” in calendario martedì prossimo 21 giugno al Senato e il giorno successivo alla Camera, quando Berlusconi dovrà spiegare come pensa di arrivare fino alla fine della legislatura nel 2013.

Walter contro il nuovo Ulivo

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Aldo Garzia

POLITICA «Niente gruppi autonomi». Ma l’ex segretario Veltroni lancia un documento contro le alleanze, per tornare alla vocazione maggioritaria del Pd. Resta alta l’ostilità all’indomani della riunione dei democratici

Nel numero in edicola oggi del settimanale femminile Gioia, compare una intervista di Walter Veltroni che getta benzina sul fuoco delle tensioni interne al Pd. Dichiara infatti a proposito dei suoi rapporti con il partito di cui è stato segretario: «Mi sento dentro e fuori, perché io sono così e continuo a essere convinto che una tavolozza a più colori sia più simile alla realtà della vita delle persone.

Il piano dietro la cena

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Aldo Garzia

RETROSCENE Dietro l’incontro casalingo per le celebrazioni per il mezzo secolo dell’attività professionale di Bruno Vespa, si nasconderebbe un tentativo di riportare Casini e l’Udc nel Pdl. La Lega: incompatibili

Casini e la corte di Silvio

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Augusto Romano

POLITICA Il premier prende le distanze da chi è coinvolto nelle inchieste. Gli serve tempo per poi procedere ad un ampio rimpasto. E strizza l’occhio all’Udc e al suo leader. Così potrebbe estromettere Fini

Nessuna indulgenza e impunità per chi ha sbagliato». Un inedito Silvio Berlusconi affronta di petto, con toni quasi da dipietrista, la questione dei grandi appalti che sta squassando il governo e i vertici dello Stato. «Se ci saranno uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi – ha detto il premier - saranno i magistrati ad accertarlo. E in questa ipotesi ci sarà severità di giudizio e di decisione nei confronti di chi fa politica ed ha responsabilità pubbliche».

L’italia finita nei Casini

Luca Bonaccorsi

POLITICA. La strategia pigliatutto di Pier Ferdinando Casini. Alla prossima tornata elettorale di primavera, il rischio che corre il nostro Paese è di ritrovarsi l’Udc al governo in un alto numero di Regioni. Prospettiva poco rassicurante per chi ha a cuore almeno due temi: la laicità e l’ambiente

In Puglia con Emiliano e il centrosinistra. In Campania col centrodestra. Nel Lazio con la Polverini. In Lombardia con Formigoni. Fa paura questa strategia pigliatutto del brizzolato Casini. Basta far due conti e si capisce che, alla prossima tornata elettorale di primavera, il rischio che corre il nostro Paese è di ritrovarsi l’Udc al governo in un numero impressionante di Regioni.

Sdoganato l’inciucio da D’Alema Poi lo stop e Casini attacca il Pdl

Pietro Orsatti

RETROSCENA. Strada in salita per trovare un accordo fra Berlusconi e il Pd con la mediazione del leader dell’Udc e impedire il voto sul “processo breve” e approvare invece il “legittimo impedimento” per le più alte cariche dello Stato.

Una settimana di attacchi, polemiche, accuse, allarmi e chi ne ha più ne metta. La politica italiana, se ne avesse avuto bisogno, si è letteralmente incendiata dopo l’aggressione subita domenica scorsa a Milano da Silvio Berlusconi.

Berlusconi senza freni

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO Il premier attacca «il partito dei giudici» e accusa il capo dello Stato e la Consulta di essere istituzioni di parte. Napolitano: «Preoccupato per il violento attacco». E ora potrebbe pretendere un chiarimento.

 

Casini al centro con D’Alema. Prove tecniche di governissimo

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Andrea Boraschi

POLITICA Mentre si rafforzano le voci di un declino irreversibile del premier, al centro si fa strada l’ipotesi di una grande coalizione. Centravanti del neo compromesso storico i dirigenti dell’Udc con l’eterno leader Massimo del Pci.

Piccola sinfonia d’intenti per sole voci. L’incontro organizzato dalla fondazione Liberal di Ferdinando Adornato in quel di Siena, titolo “Gli eroi di Kabul e la politica estera in Italia”, registra la perfetta sincronizzazione dei solisti chiamati a esibirsi: Casini, D’Alema e Pisanu danno vita a un confronto tanto armonioso che tre voci paiono una.

A caccia del Caimano

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO La ripresa dei lavori è all’insegna delle incognite. Fini a destra e Casini al centro vogliono fermare possibili elezioni anticipate. L’ipotesi di un plebiscito tenta Berlusconi: spazzerebbe via polemiche pubbliche e private.

Sono ripresi i lavori della Camera dopo la pausa estiva. Domani riaprirà l’Aula del Senato. Ieri a Montecitorio si è discusso di alcune proposte di legge riguardanti “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore”, un piccolo assaggio del confronto sul “testamento biologico” che inizierà in Aula entro la fine di ottobre. La ripresa politica è piena di incognite.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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