Crisi Fincantieri, ora riparte la mobilitazione

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Nello Trocchia

LAVORO. Sono 2mila i lavoratori in cassa integrazione. La Cgil: «Serve un piano industriale credibile». La Fiom contro il silenzio del governo.

La visita di Benedetto XVI, domenica scorsa, è stata l’ultima occasione per rivendicare una stagione di lotta e il diritto al lavoro. Gli operai di Fincantieri, ad Ancona, hanno ascoltato le parole del Pontefice in visita nelle Marche: «La Chiesa è molto vicina al mondo del lavoro, non dimenticatelo mai». I delegati hanno pranzato con il Papa, i vescovi e le altre rappresentanze sindacali, presente anche una delegazione di operai della Merloni, altre 2300 persone a rischio.

Crisi Sardegna, false le promesse del premier

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Nello Trocchia

LAVORO. L’impianto Eurallumina è fermo con 420 persone in cassa integrazione più l’indotto. Berlusconi aveva promesso un intervento. Nella zona più povera d’Italia, in tre anni persi 4mila posti.

La zona più povera di Italia con un indice demografico che segna meno e un’area industriale che sembra una cartolina del progresso che fu, lasciata all’abbandono e senza prospettive. Il Sulcis iglesiente, nel sud ovest della Sardegna a 70 km da Cagliari, è un territorio da ricostruire dove sono arrivate le promesse elettorali, ma è rimasto poco se non la storia fenicia che fa rotta nelle acropoli, in una civiltà millenaria.

In 200mila rischiano il posto per la crisi

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Nello Trocchia

LAVORO. All’Omsa di Faenza, 242 operaie in cassa integrazione. A marzo l’impianto chiude e ora la vertenza si allarga agli altri stabilimenti Golden Lady. La produzione, intanto, vola dritta in Serbia.

Ad un passo dal baratro e il baratro significa la chiusura. La geografia della crisi industriale italiana si allarga così come si riduce lo spazio di agibilità delle rivendicazioni e attenzione della pubblica opinione. Intanto, dal governo, con l’approvazione della manovra, si «cancella lo statuto dei lavoratori», come ha denunciato a Terra il sociologo del lavoro Luciano Gallino. La crisi diventa anche il pretesto per spostare all’estero la manodopera e delocalizzare.

Scende in strada la forza del quartiere

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Pierpaolo De Lauro

EVENTI. A Reggio Emilia fino a domenica c’è 167 Contatto, una rassegna tra arte, musica e incontri nel segno del dialogo interculturale e dell’integrazione.

E' un intero quartiere che scende in strada, tra musiche, balli e arte di strada. Passione e impegno sono la spinta propulsiva di 167 Contatto!, la rassegna che animerà Reggio Emilia fino al 19 giugno. Cittadini, immigrati, ospiti, gente di passaggio si ritrovano in piazza per festeggiare l’integrazione, intrecciare relazioni e conoscere gli altri attraverso la musica, l’arte, lo spettacolo. Lo scenario è il rione della Stazione della città emiliana uno dei quartieri chiave della trasformazione urbana.

Cassa integrazione, nuovo record

Alessandro De Pascale

DISOCCUPAZIONE. Le ore di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale, nel mese di agosto, sono quasi triplicate, passando da 12,1 milioni a 35,5 milioni di euro.

Le ore di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale, nel mese di agosto, sono quasi triplicate, passando da 12,1 milioni a 35,5 milioni di euro. Ormai quella in deroga  costituisce quasi la metà delle ore di cassa integrazione concesse. L’Inps ha inoltre rilevato che nel mese di agosto, le ore di cassa integrazione guadagni (Cig) autorizzate alle nostre aziende sono diminuite del 32,7 per cento rispetto a luglio mentre rispetto allo stesso periodo del 2009 sono aumentate addirittura del 40,1 per cento.

Il ricatto della Thyssen

Giuliano Rosciarelli

LAVORO. La Thyssenkroup sta mercanteggiando su diritti che sono acquisiti e su cui non c’è spazio per alcuna trattativa. La cassa integrazione in deroga non è un regalo che l’azienda fa, ma un diritto riconosciuto che spetta al lavoratore

«Sono schifato, nauseato. Quello che sta accadendo è frutto di un peggioramento dei rapporti di forza tra imprese e lavoratori che non ha precedenti». All’uscita dell’incontro, fissato per ieri pomeriggio, ma saltato per l’assenza dei vertici della Thyssenkroup e fissato per venerdì prossimo, Fabio Carletti della Fiom-Cgil è ancora arrabbiato anche se non rassegnato.
 

Fiat, la produzione si ferma

Giuliano Rosciarelli

VERTENZE. Da ieri e fino all’8 marzo 30mila operai sono in cassa integrazione. E ovunque si moltiplicano le proteste. A Pratola Serra, nell’avellinese, dopo gli scontri con la polizia in 1.500 occupano il Comune. La tensione resta molto alta.

«Su Termini Imerese Fiat ha già cambiato linea», ha detto ieri il  ministro Sacconi. «Sulla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese la Fiat ha già detto tutto», è stata la risposta di John Elkann, vicepresidente del gruppo torinese.

Merloni, lunga agonia

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Diego Carmignani

LAVORO. Da 15 mesi la storica azienda marchigiana è in amministrazione straordinaria e 3.200 dipendenti sono in cassa integrazione. Ieri l’apice della protesta: ferrovie occupate e superstrade bloccate. Presidio all’aeroporto di Perugia.

Merloni non è la Fiat e Fabriano non è Termini Imerese. E la crisi dell’azienda di elettrodomestici non è un fulmine a ciel sereno, ma un’emergenza perenne, silenziosa, la cui soluzione è stata rinviata di mese in mese, passando da un’ipotesi all’altra su come e se verrà effettuato il salvataggio dei 5.000 (includendo l’indotto) posti di lavoro da tempo immemore a rischio.
 

Termini non chiuderà

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Giulia Forte

FIAT. Parla il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, prima dell’incontro con governo e azienda a Palazzo Chigi: «Oggi chiederemo all’esecutivo di usare ogni strumento di pressione con Marchionne. In Italia non si taglia».

Oggi ci sarà l’ incontro a Palazzo Chigi sulla Fiat, dopo l’annuncio dell’azienda di due settimane di cassa integrazione per gli stabilimenti dell’auto e dei veicoli commerciali.
 

Fiat, sale la tensione

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Giuliano Rosciarelli

INDUSTRIA. La trattativa tra Fiat, governo e sindacati si complica. Sull’incontro di venerdì piomba la decisione di ieri dell’azienda di bloccare gli impianti in Sicilia e la Cassa integrazione per 30mila lavoratori a febbraio. E' scontro.

«Siamo provati dalla stanchezza ma rimarremmo qui anche la prossima notte».  A parlare è Tommaso La Bua, uno dei i 13 operai della Delivery Mail che da martedì scorso occupano i tetti dello stabilimento Fiat di Termini Imerese per protestare contro il licenziamento, che sarà valido per loro dal prossimo 1 febbraio.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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