Il futuro dei tori di Spagna dopo la scelta dei catalani

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Massimo Recchia*

BATTAGLIE. Dopo l’ultima corrida in Catalogna gli irriducibili delle banderillas premono sul Partito popolare perché la resusciti nel Parlamento nazionale. Ma i sondaggi danno loro torto.

Arena Monumental di Barcellona ha chiuso le porte al rito della corrida. Era l’ultima arena catalana a ospitare ancora le sanguinose tauromachie che hanno ispirato artisti del calibro di Ernest Hemingway, Pablo Picasso e Federico Garcìa Lorca. Per la cronaca, l’ultima corrida catalana si è tenuta domenica sera davanti a poco meno di 20mila spettatori, disposti a sborsare fino a 1.500 euro per un biglietto. A cimentarsi nell’agone sono stati il matador loco José Tomas, Juan Mora e  Serafin Marin.

Le tre asticelle che deve saltare Zapatero

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Aldo Garzia

MONDO. Sciopero generale il 29 settembre contro le politiche economiche del governo socialista, elezioni a ottobre in Catalogna, primarie il 3 ottobre a Madrid per scegliere il capolista del Psoe nelle elezioni del 2011 per il rinnovo della Comunità autonoma della capitale: sono le prove che attendono il premier spagnolo nelle prossime settimane. Tomás Gómez, giovane segretario della Federazione madrilena, e Trinidad Jiménez, attuale ministro della Sanità e delle Politiche sociali, hanno già iniziato la loro campagna elettorale tra gli iscritti al Partito socialista che in Spagna ha un solo precedente che risale al 1998.

Sciopero generale il 29 settembre, elezioni amministrative in Catalogna a ottobre, secondo esperimento il prossimo 3 ottobre di primarie nella storia del Partito socialista (Psoe) per scegliere il candidato che gareggerà per vincere le elezioni nella Comunità di Madrid (le prime primarie si svolsero nel 1998, quando Joaquín Almunia perse contro Josep Borrell, poi vittima di uno scandalo che lo costrinse alle dimissioni, come candidato premier).

Corrida addio, la Catalogna abolisce la mattanza show

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Susan Dabbous

SPAGNA. Il Parlamento regionale ha abolito la tauromachia. Il divieto entrerà in vigore nel gennaio 2012. Ne parliamo con la portavoce dei Verdi europei, Monica Frassoni, che ha portato avanti la battaglia in Aula.

ll Parlamento catalano ha abolito la corrida con 68 voti a favore, 55 contro e 9 astensioni. Il divieto entrerà in vigore nel gennaio 2012, e fino ad allora la Plaza Monumental potrà ancora ospitare gli spettacoli.

Il futuro di vita contro il passato di morte

Gianluca Felicetti (presidente Lav)

COMMENTO. Ieri a Barcellona ha vinto una società capace di capire quando una tradizione non va difesa, perché cozza sempre di più con un’opinione pubblica che vuole trasformare in fatti concreti il generale sentimento di tutela e pietà per gli animali, per i più deboli.

Sono due le immagini-simbolo dello storico voto di ieri del Parlamento catalano che abolisce le corride. La prima è quella che ritrae il fronte esultante e quello battuto. Da una parte in gran parte giovani e donne, guarda “caso”, manifestanti colorati, proponenti l’iniziativa legislativa d’iniziativa popolare (la quarta approvata in quindici anni) sottoscritta da 180mila persone, dall’altra un nugolo di uomini, età media settanta anni.

Madrid, braccia incrociate non solo in metropolitana

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Aldo Garzia

MONDO. Settimana bollente nel servizio trasporti della capitale spagnola, mentre i sindacati preparano lo sciopero generale del prossimo 29 settembre. Si protesta contro il taglio del 5 per cento dei salari dei lavoratori pubblici deciso dal governo Zapatero e che fa parte del piano di risanamento discusso con l’Unione europea. E' intanto scoppiata la grana dello Statuto di autonomia della Catalogna, bocciato in parte dalla Corte costituzionale. L’opposizione spera in elezioni anticipate, ma i socialisti faranno di tutto per non accontentarla.

La Spagna, come ogni anno, si appresta ad accogliere in questi giorni decine di migliaia di turisti nelle isole di Ibiza, Formentera e dell’arcipelago delle Baleari ma anche lungo la Costa Brava e la Costa del Sol, oltre che nelle città d’arte di Granada, Cordoba e Siviglia che sono le perle dell’Andalusia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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