Finisce dopo 18 anni la latitanza del boss Arena

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Vincenzo Mulè

MAFIA. Gli uomini della squadra mobile di Catania lo hanno catturato in un appartamento al rione Librino, nascosto dietro un letto a ponte.

L'ultima beffa l’ha consumata proprio mentre i poliziotti gli mettevano le manette ai polsi: «Questa volta siete stati breavi, ma io sono qui da vent’anni». È finita ieri, dopo quasi 18 anni, la latitanza di Giovanni Arena, ricercato dal dicembre del 1993 quando sfuggì all’operazione antimafia Orsa maggiore contro la cosca Santapaola. Gli agenti della squadra mobile di Catania lo hanno preso in un appartamento al rione Librino, nascosto dietro un letto a ponte.

La mafia al galoppo. Corse e stalle in città

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Giorgio Mottola

IL CASO. Le gare clandestine di cavalli rendono ai clan oltre 1 miliardo di euro all’anno. La Sicilia è prima per volume di affari. Le strade di Palermo e Catania all’alba si trasformano in ippodromi clandestini.

La cocaina fa effetto anche sui cavalli. Il ragazzo, che indossa un giubottone marrone di pelle, lo sa bene. Si ferma davanti a una coppia di animali e avvicina alle loro narici il palmo della mano ricolma di polvere bianca. Il rombo assordante dei motorini e dei clacson copre il nitrito degli animali e le urla degli scommettitori che aspettano che la corsa cominci. La scena è in un video caricato su Youtube qualche settimana fa e acquisito dalla Procura di Catania. Ma non è un filmato esclusivo: in rete ce ne sono centinaia.

Una mega tendopoli ospiterà gli immigrati

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Giorgio Mottola

EMERGENZE. Il governo ha deciso che tutti i richiedenti asilo provenienti dal Maghreb verranno trasferiti in un unico centro di accoglienza a Catania, che però è un’area alluvionale.

Un’unica grande tendopoli ospiterà gli immigrati provenienti dal Maghreb. «Villaggio della solidarietà», lo hanno ribattezzato Maroni e Berlusconi. I richiedenti asilo, che in questi giorni hanno attraversato il Mediterraneo, verranno trasferiti nel giro di un paio di settimane a Mineo, piccolo paese di cinquemila abitanti in provincia di Catania, dove sarà allestito il campo di accoglienza. Che sorgerà al centro di un’area alluvionale. Intanto, negli ultimi due giorni si sono bloccati gli arrivi dalla Tunisia.

La morte del cigno

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Gianpaolo Silvestri

MOBILITAZIONE. Occupazioni e scioperi dalla Scala al Bellini di Catania. Oggi stop agli spettacoli in tutta Italia per protestare contro il ministro Bondi
e il suo decreto “tagliatutto”.

Occupazioni, scioperi, agitazioni. A rischio le “prime” ma pure le repliche, dalla Scala di Milano all’Opera di Roma, dall’Arena di Verona a Caracalla, dal San Carlo di Napoli al Bellini di Catania, ovunque.  Contro il ministro Bondi, il suo decreto “tagliatutto” e la mazzata della manovra finanziaria. “In seguito all’approvazione in Senato del Decreto Legge n.

Una facoltà da salvare

Lanfranco Sbardella

SICILIA. Mobilitazioni a Catania, dove è incerto il destino di Lingue. Scongiurato per ora il trasloco a Ragusa, il rischio è l’accorpamento con Lettere. Tutto dovuto a riduzione di budget e pressioni politiche.

Prima un corteo che ha sfilato per le vie di Catania, di Palermo e Messina. Poi assemblee studentesche in quasi tutte le facoltà dei principali poli universitari della Sicilia. Le mobilitazioni contro la riforma Gelmini e i pericolosi tagli decisi dal governo Berlusconi, oltreché in tutta Italia, questa settimana continueranno anche qui.

Gli ispettori a Catania

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Vincenzo Mulè

SICILIA. Nella procura è in atto una guerra tra magistrati. Un gruppo spinge per l’arresto del presidente della Regione Raffaele Lombardo. E va contro il volere del procuratore capo D’Agata. Alfano vuole vederci chiaro.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano vuole vederci chiaro. E, dopo averlo minacciato, ha deciso di inviare gli ispettori del ministero presso la procura di Catania. Al centro nei giorni scorsi di una serie di polemiche dopo la fuga di notizie circa un imminente arresto del presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo. La notizia era nell’aria da giorni, da quando era divenuto evidente lo scontro tutto interno che si sta consumando nel palazzo di giustizia siciliano.
 

Nave dei veleni, un sub denuncia «Troppe anomalie in quei filmati»

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Sara Dellabella

INTERVISTA. Secondo l’esperto di relitti, tra le riprese della Regione Calabria e quelle del ministero dell’Ambiente non ci sono punti di convergenza. La vicenda è stata chiusa frettolosamente e nessuno ha potuto verificare i lavori.

Francesco Sesso è un sub calabrese esperto di immersioni e recupero di relitti. In un colloquio telefonico gli abbiamo chiesto di analizzare insieme i filmati del Rov del Ministero dell’Ambiente sul relitto di Cetraro. La vicenda secondo Sesso è stata chiusa troppo in fretta, in genere per questi tipi di rilevamento servono alcuni giorni.

«L’acqua dell’Etna causa tumori». Allarme dalle università siciliane

Giorgio Frasca Polara

RICERCA. Un’indagine dei tre atenei dell’isola mette in correlazione i dati sulle neoplasie alla tiroide e il territorio in provincia di Catania, rilevando inoltre nel vapore del vulcano la presenza di ferro, boro, manganese, vanadio e radio.

L’acqua che sgorga dal profondo dell’Etna provoca tumori? è l’ipotesi formulata da una ricerca condotta dagli istituti di endocrinologia delle tre università siciliane in collaborazione con l’Osservatorio epidemiologico e l’Agenzia regionale per l’ambiente.

Prossimamente al cinema

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Dario Parascandalo

CINEMA Molto spesso decretano il successo o il fallimento di un film e oggi c’è un festival tutto per loro: il "Trailers Film Fest". A Catania dal 24 settembre al 27 settembre.

Catania rinnova il suo appuntamento con il Trailers Film Fest, la kermesse dedicata ai “prossimamente al cinema”, giunta alla settima edizione. Dal 24 al 26 settembre i trailer concorreranno per l’elefantino d’oro, simbolo ormai di un vero e proprio evento per ogni cinefilo che si rispetti. Un riconoscimento al lavoro di estrema responsabilità che si nasconde dietro quei due minuti che spesso decretano la buona o la cattiva riuscita del film in uscita.
 

Barroso, un freno per l’integrazione

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Gloria Ravidà

EUROPA
— La candidatura dell’ex premier portoghese al secondo mandato come presidente della Commissione piace alla destra. Mentre la sinistra spara a zero sulla sua gestione. —

È il prevedibile segno di un’Europa che guarda a destra. La candidatura di José Barroso al secondo mandato come presidente della Commissione europea è ufficiale. A riaprirgli le porte di palazzo Berlaymont, il premier ceco Jan Fisher, che gli ha chiesto di proseguire alla guida dell’esecutivo comunitario.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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