catastrofi naturali

La terra trema in Cile

Susan Dabbous
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SISMA. Una scossa di 8,8 gradi della scala Richter colpisce la città di Concepcion. Almeno 180 i morti. L’epicentro, a 350 km a sud di Santiago, ha danneggiato anche numerose infrastrutture della capitale. I geologi: allarme tsunami nel Pacifico.

 

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L’anno buio dell’ambiente

d.g.
BILANCIO. Il Wwf denuncia la mancanza di sensibilità politica e il taglio delle risorse finanziarie. In un 2009 segnato da catastrofi naturali e virate verso nucleare e cemento. In sei capitoli, un’Italia «distratta» e sempre meno verde.

Se a fine anno è tempo di bilanci, la questione ambientale resta bistrattata, ai margini dell’agenda politica. Nonostante i richiami, spesso fragorosi, della natura, il 2009 è stato un «anno nero». Parola del Wwf Italia che ha raggruppato tutte le voci della fragilità ambientale del Paese: dalla pioggia di cemento alle continue alluvioni e frane, dal rilancio del nucleare a quello di infrastrutture imponenti e “grandi opere”.

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L’Italia frana e si allaga. Il governo cerca i fondi

Alessandro De Pascale
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DISSESTO. A Matera si parlerà oggi di come intervenire, agire ed evitare le catastrofi a cinquant’anni dall’alluvione del 1959. Intanto l’esecutivo pensa a un Piano nazionale.

In Italia si interviene solo dopo stragi e morti. Prevenire, evitare e agire in caso di disastri idrogeologici sono le parole d’ordine del convegno “Magna acqua” che si terrà oggi a Matera.

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Piogge che uccidono

Paolo Tosatti
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INDIA Almeno 300 morti e 2,5 milioni di sfollati. È il bilancio, destinato probabilmente ad aumentare, delle violente alluvioni che hanno colpito il Paese. Quasi 400 i villaggi rimasti isolati. Si stimano danni per circa 4 miliardi di euro.

Dopo il Sud Est Asiatico, anche il sub continente indiano fa i conti con il maltempo. Solo la scorsa settimana le autorità avevano annunciato che l’India era alle prese con la peggiore siccità degli ultimi quarant’anni; nel giro di poche ore però la situazione è drasticamente cambiata.

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«Rispettare le leggi della natura. Unica strada per evitare tragedie»

Valerio Ceva Grimaldi
INTERVISTA Il geologo Riccardo Caniparoli individua negli abusi edilizi e nell’eccessiva impermeabilizzazione del suolo le principali cause del dissesto idrogeologico. «Servono più risorse e tanti alberi per prevenire ulteriori pericoli».

La catastrofe naturale non esiste. Bisogna parlare di eventi naturali. Diventano catastrofi per l’ignoranza e l’arroganza dell’uomo moderno». Riccardo Caniparoli, geologo, esperto di dissesto idrogeologico, membro di un tavolo tecnico del ministero dell’Ambiente e docente di Valutazione di impatto ambientale, commenta la tragedia di Messina individuando i problemi del territorio nell’eccessiva impermeabilizzazione e nella conseguente velocità dell’acqua durante le piogge.

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Energia, cancellate le agevolazioni. Danni per ambiente ed economia

Valerio Ceva Grimaldi
FINANZIARIA Il testo approvato dal Consiglio dei ministri elimina la detrazione al 55 per cento per gli interventi di miglioramento ecologico degli edifici. L’esperto: «Un segnale disastroso». E molte imprese saranno costrette a chiudere.

l presidente degli Stati Uniti Barack Obama prevede una «catastrofe climatica» se non si interverrà adeguatamente contro il riscaldamento globale. E il governo italiano che fa? Va in assoluta controtendenza. Nella manovra finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri, infatti, non è stata rifinanziata la misura per la detrazione fiscale al 55% per gli interventi di risparmio energetico per gli edifici. Il motivo? Non c’è la copertura economica.

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Riscaldamento globale il tempo sta per scadere

Simonetta Lombardo
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AMBIENTE — L’Ipcc a Venezia per cinque giorni di studi. Le previsioni della scienza non hanno dubbi: «Ciò che ci aspetta è peggiore dello scenario più negativo già elaborato finora». —

Riparte da quattro, ossia dal quarto rapporto Ipcc del 2007, la scienza mondiale del clima, chiamata a raccolta a Venezia da ieri a venerdì per stabilire l’indice e l’ordine di importanza dei temi che rappresenteranno l’ossatura del quinto studio.

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La marcia del popolo del clima

Massimo Serafini
IL COMMENTO — Crisi ambientale e climatica in agguato. —

Il tempo delle parole è finito. Oltre alla stragrande maggioranza della comunità scientifica, ce lo conferma la vita di ogni giorno, sempre più funestata da quelle che speculatori e profittatori si ostinano a chiamare “catastrofi naturali”, che altro non sono che e figlie del loro insostenibile sistema di produzione e consumo.

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