Fao, gli eventi estremi minacciano le nostre foreste

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Paolo Tosatti

DOSSIER. L’agenzia dell’Onu lancia l’allarme per le conseguenze negative del climate change sugli alberi del pianeta. Tra il 2000 e il 2009 4mila catastrofi ambientali hanno abbattuto decine di milioni di tronchi.

Sono tra le principali vittime dei fenomeni meteorologici estremi e delle catastrofi naturali. Nel silenzio totale dei media e della comunità internazionale, ogni anno ne muoiono a decine, travolte da slavine, annegate sotto piogge torrenziali, colpite da tifoni e uragani, tsunami e terremoti. Anche il crescente inquinamento le minaccia da vicino, minandone la già precaria salute e compromettendone, spesso in modo irreparabile, lo sviluppo.

Ipcc: catastrofi naturali sempre più frequenti

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Susan Dabbous

GLOBAL WARMING. Cinquanta scienziati Onu concordano sull’aumento dei disastri. Poca la prevenzione. Solo un porto su 5 nel mondo costruisce argini contro l’incremento del livello del mare.

Proprio ora che il negazionismo stava iniziando a passare di moda, i cambiamenti climatici sono spariti dal dibattito pubblico internazionale. Eppure le prove scientifiche che collegano il climate change alla maggiore frequenza dei disastri naturali non fanno che aumentare. Incendi, inondazioni, frane e siccità, ne sono le prove più evidenti, ma ci sono anche molte catastrofi silenziose, come l’anticipazione delle stagioni che non permette a milioni di piccoli agricoltori di fare i giusti calcoli per la semina.

Paura a Sendai: «Spero che il vento non cambi»

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Bruno Picozzi da Taipei

LA TESTIMONIANZA. A colloquio con Hiromi, prigioniera di una terra devastata a pochi chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. «Non so cosa fare, non so dove scappare»

Hiromi mi parla dalla casa di suo fratello alla periferia di Sendai, prefettura di Miyagi, la regione più colpita dal disastro. Seduta al computer mi racconta con apprensione il peggior terremoto che il Giappone ricordi, quei minuti terribili con gli oggetti che volavano fuori dai mobili e tutto intorno che ballava come su una nave in tempesta. D’improvviso si blocca nel suo inglese approssimativo, appena sufficiente a farsi capire. «Trema ancora. Proprio adesso!

La terra trema ancora. Arrivano i primi aiuti

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Bruno Picozzi da Taipei

LA SITUAZIONE Le stime ufficiali parlano di 1.700 morti e 784 dispersi. Ma soltanto a Miyagi mancano all'appello 9.500 persone. Il Giappone è in ginocchio, al via la solidarietà internazionale

 

Apocalisse in Giappone. Oltre mille i morti

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Bruno Picozzi da Taipei

Un devastante terremoto di magnitudo 8.9 Richter ha colpito ieri il nord est del Paese. L’epicentro a circa 500 chilometri da Tokyo nelle acque del Pacifico, a 10mila metri di profondità

Un’apocalisse di acqua e di fuoco. Non si potrebbero definire altrimenti gli effetti del terremoto che poco prima delle 7 del mattino in Italia ha scosso la terra e il mare 130 chilometri al largo del Giappone. Secondo l’Agenzia meteorologica nipponica la magnitudo è stata pari a 8,9 gradi sulla scala Richter, il che fa di questo il peggior sisma registrato nel Paese negli ultimi 140 anni, ossia da quando esistono gli strumenti per le misurazioni. Centinaia i morti accertati, molti di più i dispersi: secondo una stima Usa si potrebbe arrivare a mille vittime.

La terra trema in Cile

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Susan Dabbous

SISMA. Una scossa di 8,8 gradi della scala Richter colpisce la città di Concepcion. Almeno 180 i morti. L’epicentro, a 350 km a sud di Santiago, ha danneggiato anche numerose infrastrutture della capitale. I geologi: allarme tsunami nel Pacifico.

 

L’anno buio dell’ambiente

d.g.

BILANCIO. Il Wwf denuncia la mancanza di sensibilità politica e il taglio delle risorse finanziarie. In un 2009 segnato da catastrofi naturali e virate verso nucleare e cemento. In sei capitoli, un’Italia «distratta» e sempre meno verde.

Se a fine anno è tempo di bilanci, la questione ambientale resta bistrattata, ai margini dell’agenda politica. Nonostante i richiami, spesso fragorosi, della natura, il 2009 è stato un «anno nero». Parola del Wwf Italia che ha raggruppato tutte le voci della fragilità ambientale del Paese: dalla pioggia di cemento alle continue alluvioni e frane, dal rilancio del nucleare a quello di infrastrutture imponenti e “grandi opere”.

L’Italia frana e si allaga. Il governo cerca i fondi

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Alessandro De Pascale

DISSESTO. A Matera si parlerà oggi di come intervenire, agire ed evitare le catastrofi a cinquant’anni dall’alluvione del 1959. Intanto l’esecutivo pensa a un Piano nazionale.

In Italia si interviene solo dopo stragi e morti. Prevenire, evitare e agire in caso di disastri idrogeologici sono le parole d’ordine del convegno “Magna acqua” che si terrà oggi a Matera.

Piogge che uccidono

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Paolo Tosatti

INDIA Almeno 300 morti e 2,5 milioni di sfollati. È il bilancio, destinato probabilmente ad aumentare, delle violente alluvioni che hanno colpito il Paese. Quasi 400 i villaggi rimasti isolati. Si stimano danni per circa 4 miliardi di euro.

Dopo il Sud Est Asiatico, anche il sub continente indiano fa i conti con il maltempo. Solo la scorsa settimana le autorità avevano annunciato che l’India era alle prese con la peggiore siccità degli ultimi quarant’anni; nel giro di poche ore però la situazione è drasticamente cambiata.

«Rispettare le leggi della natura. Unica strada per evitare tragedie»

Valerio Ceva Grimaldi

INTERVISTA Il geologo Riccardo Caniparoli individua negli abusi edilizi e nell’eccessiva impermeabilizzazione del suolo le principali cause del dissesto idrogeologico. «Servono più risorse e tanti alberi per prevenire ulteriori pericoli».

La catastrofe naturale non esiste. Bisogna parlare di eventi naturali. Diventano catastrofi per l’ignoranza e l’arroganza dell’uomo moderno». Riccardo Caniparoli, geologo, esperto di dissesto idrogeologico, membro di un tavolo tecnico del ministero dell’Ambiente e docente di Valutazione di impatto ambientale, commenta la tragedia di Messina individuando i problemi del territorio nell’eccessiva impermeabilizzazione e nella conseguente velocità dell’acqua durante le piogge.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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