Lo stivale di cemento del Belpaese

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Camilla Minarelli (Terra Milano)

AMBIENTE. La denuncia di “Salviamo il paesaggio”: in Italia, dove ci sono 10 milioni di case vuote, bisogna smettere di costruire.

Negli ultimi trent’anni abbiamo cementificato un quinto dell’Italia, circa 6 milioni di ettari mentre sono 10 i milioni di case vuote. Eppure si continua a costruire. Questa la denuncia dell’assemblea ‘Salviamo il Paesaggio’, tenutasi nei giorni scorsi in un luogo simbolo: Cassinetta di Lugagnano (Mi), primo comune d’Italia ad avere deliberato la crescita zero del proprio Piano di Gestione del Territorio. A Cassinetta, quindi, non si possono costruire nuove abitazioni, ma si può solo recuperare l’esistente.

Ventotene, nuovo crollo. «Ora stop al cemento»

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Valerio Ceva Grimaldi

IL CASO. Un’abitante rivela a Terra: «Mercoledì sono venuti giù circa cinquanta metri cubi di roccia in località Punta dell’Arco. E la strada che conduce all’eliporto è ancora interrotta. C’è preoccupazione».

Un altro crollo a Ventotene, il terzo in pochi mesi. A raccontarlo a Terra un’abitante che ha visto con i suoi occhi il costone che si è sbriciolato: «Il 26 ottobre scorso, e ancora nessuno ne ha parlato, sono venuti giù circa 50 metri cubi di roccia in località Punta dell’Arco, nella zona del Museo ornitologico. Le rocce sono cadute in parte sul costone sottostante e in parte a mare». La testimone preferisce rimanere anonima, ma assicura: «La zona crollata l’ho vista con i miei occhi.

Strade al posto degli alvei, così il cemento uccide

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Franco Ortolani

ANALISI. Il geologo: «Con il genio ingegneristico contadino gli abitati erano separati dai torrenti». Poi, in nome dello “sviluppo”, sono stati tombati.

I centri abitati delle Cinque Terre, Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, sono state riconosciute dall’Unesco, nel 1997, Patrimonio Mondiale dell’Umanità (582 siti in tutto il mondo). La motivazione che ha riconosciuto le Cinque Terre un monumento dell’uomo e della natura è la seguente: «La regione costiera ligure nella zona delle Cinque Terre costituisce un patrimonio di alto valore paesaggistico e culturale.

Coste laziali, una mesta agonia

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Valentino Valentini (Terra Lazio)

AMBIENTE. Dalla bassa Maremma al litorale pontino c’è solo cemento, “grazie” ai porti in costruzione senza soluzione di continuità.

L'erosione delle coste laziali è, geologicamente parlando, iniziata poche ore fa. Elementi di geografia, storia, archeologia, topografia, letteratura e cronaca stanno a dimostrare che il fenomeno è dovuto solo ed esclusivamente all’uomo. Il Lazio è composto da tre fasce parallele. Dalla catena degli Appennini abbiamo una fascia montagnosa culminante nella vetta del Terminillo; segue una fascia collinare; infine una fascia costiera caratterizzata, sin dalla preistoria, da una lunga duna che si estendeva dalla bassa maremma fino alle propaggini dei monti Aurunci.

Così Singapore uccide un paradiso tropicale

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Sonny Evangelista

CAMBOGIA. La sabbia dei fiumi locali diventa cemento per i grattacieli della città-Stato. Protestano le Ong preoccupate per l’impatto negativo sull’ambiente e sul turismo ecosostenibile.

Il rumore di sottofondo è insopportabile. Anche perché è ininterrotto: notte e giorno, turba il silenzio del fiume o sovrasta i delicati strepiti della natura. Le comunità indigene sono disperate: dalle colline della giungla spunta una flotta di imbarcazioni che, da ormai cinque mesi, dragano il fondali e prelevano sabbia. La accumulano su chiatte che fanno la spola fra l’interno della Cambogia e l’Oceano indiano. Dirette dove? Ai cantieri edili di Singapore. E così un idillio tropicale si trasforma improvvisamente in un incubo industriale.

Il Circeo brucia, tra cemento e misteri

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Andrea Palladino

INCHIESTA. Le fiamme attaccano il Parco nazionale a Sabaudia, in provincia di Latina. Intanto una società con sede a Madeira sta costruendo un centro commerciale a ridosso dei boschi.

Fiamme e cemento. è una vera tenaglia quella che assedia il parco nazionale del Circeo, una delle principali zone di conservazione della macchia mediterranea, inserita all’interno del comune di Sabaudia, in provincia di Latina. Una zona ad alta tensione quella del sud pontino, dove la presenza degli interessi speculativi è ormai consolidata da tempo.

Se il cemento divora anche Shangrila

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Emanuele Giordana

IL RACCONTO. Kathmandu e la sua valle erano un ecosistema quasi perfetto di una bellezza folgorante. Oggi quel gioiello è l’ombra di ciò che era.

Dice un vecchio adagio che non bisognerebbe mai tornare nei luoghi che si è molto amati. Ma pochi posti al mondo tradiscono la memoria come Kathmandu. La malattia di Kathmandu, un villaggione contornato di pagode e templi attraversato dallo zafferano e bordeaux dei monaci tibetani e dai colori tersi di un cielo intenso disteso su prati di un verde al confine tra il pastello e la speranza, si chiama inurbamento. Che, qui come raramente altrove, rima con degrado. Dove sono le casette coi muri a calce ocra e le finestrelle azzurre? Spazzate via da un mostro urbano.

Spiagge di cemento, il nuovo look della costa Adriatica

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Massimo Serafini

REPORTAGE. Dalle Marche al golfo di Venezia, tra scempi paesaggistici, idee folli e inquinamento. Il confronto, anche aspro, con le amministrazioni locali e i pescatori in difficoltà per il blocco ittico.

Raggiungo, dalla stazione, il lungomare di Pesaro, felice di imbarcarmi su Goletta Verde ormeggiata nel porto canale. Mentre in lontananza già si intravedono le bandiere gialle di Legambiente, nella mia mente si addensano i ricordi della mia prima visita nella cittadina marchigiana. Era l’agosto di quasi cinquant’anni fa e, per amore di una ragazza, avevo lasciato Ravenna su una lambretta, quella con i due sedili, sfidando le insidie della statale 16.

Cemento e soldi al clan di Renata

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Andrea Palladino

REAZIONI. L’opposizione all’attacco del bilancio approvato dalla giunta Polverini. «Troppe sovvenzioni ingiustificate ai privati».
 

Uun vero pozzo senza fondo il collegato all’assestamento di bilancio. Un unico articolo, con 172 commi, dove la maggioranza di centrodestra della Regione Lazio ha infilato tutti i desiderata dei grandi elettori. Non solo Fondi: si va dagli asili nido privati, alla modifica del piano Casa approvato due giorni prima: «Un vero e proprio elenco di commi ad personam – commenta il Presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio – che ci pone di fronte ad una emergenza democratica, con una procedura che ha calpestato ogni confronto».

Il Piano parcheggi fa infuriare i romani

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Emanuele Rigitano

MOBILITA'. Domani i residenti della zona Marconi scendono in piazza contro il progetto della nuova area di sosta interrata. I Verdi chiedono ad Alemanno una moratoria di due anni.

Una fiaccolata contro il cemento, per il verde pubblico e contro il piano parcheggi (Pup) di Roma, che si dimostra sempre più un progetto che allarma i residenti della zona Marconi. Questo il senso dell’iniziativa contro il parcheggio interrato di mercoledì 27 luglio promossa dal comitato di via Enrico Fermi, alla quale aderiscono anche i Verdi. Una delle critiche è quella riguardante l’abbattimento delle piante.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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