Ecco i temi oscurati dalla tv. Radicali, al via “InformeRai”

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Valerio Ceva Grimaldi

INFORMAZIONE. Il Centro d’ascolto presenta i dati sulle priorità di tg e trasmissioni radiotelevisive nella stagione 2010-11: ai primi posti la politica e la cronaca nera. Scarsissimo spazio ad ambiente, energia, dramma carceri. E parte una campagna.

Politica, cronaca giudiziaria e nera, con una “spruzzata” di costume e cinema. Sono questi i temi prioritari raccontati dai principali media televisivi nella stagione 2010-2011 secondo la rilevazione del Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva. I dati sono stati resi noti ieri nel corso della conferenza stampa promossa dai Radicali per presentare la campagna InformeRai.

Le immagini “censurate” della settima arte

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Alessia Mazzenga

CINEMA. A Bologna continuano fino a sabato le proiezioni de Il Cinema Ritrovato. Con la 25esima edizione molti i capolavori del muto riproposti. Da Nosferatu a Les enfants du paradis.

Continua l’appuntamento con Il Cinema Ritrovato, che quest’anno compie 25 anni. «Grazie a Il Cinema Ritrovato è nato, a Bologna, il primo laboratorio italiano specializzato nel restauro, dicono Giuseppe Bertolucci e Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca. L’Immagine Ritrovata, che ci ha consentito di realizzare, dal 1990 ad oggi, oltre mille interventi.

I quadri di Montecitorio censurati dalla Pivetti

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Giorgio Frasca Polara (Inserto domenicale)

MEMORIA. La breve presidenza della Camera dell’ex esponente leghista, poi trasformatasi in dark lady televisiva, è famosa quasi solo per un episodio: la furia censoria con cui fece spostare, complice Sgarbi, dal suo studio e dai suoi uffici alcuni dipinti che riteneva troppo licenziosi. Li fece sostituire con madonne e scene di battaglia in un perfetto mix vandeo-lefebvriano.

Dedicarsi agli anniversari solo per gli eventi terribilmente seri? Sbaglierò, ma ogni tanto è opportuno dedicarsi anche a quelli terribilmente ridicoli. Com’è appunto il caso che andiamo a ricordare.

La reazione di internet. Ebook contro la censura

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Alberto Bassan

REFERENDUM. A pochi giorni dal voto un libro tenta di sfondare il muro del silenzio
della tv sui temi che saranno oggetto della consultazione popolare. E lo fa partendo dal web.

Tutti sanno che il 12 giugno si svolgerà un referendum. Pochissimi, però, sanno cosa si va a decidere. I quesiti vengono rimbalzati – sempre meno - sui giornali come slogan o concetti astratti: nucleare, acqua pubblica, giustizia. Che vuol dire, detto così? Tutto e niente. Il cittadino meno informato non sa orientarsi: votare sì per rifiutare qualcosa? E che cosa, poi? La confusione regna sovrana, fomentata da chi ha interesse al fallimento della consultazione popolare, e il quorum rischia di non essere raggiunto.

«Giù le mani dal voto». Sul web artisti alla carica

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Giuliano Rosciarelli

MOBILITAZIONE. Dopo la liberatoria-censura del concerto del primo Maggio, numerosi musicisti registrano un video che denuncia lo “scippo” dei referendum. Tra loro Gino Paoli e Daniele Silvestri.

Vietato parlare dei referendum del 12 e 13 giugno e in particolar modo del nucleare; in televisione così come durante un concerto. E allora, in queste ore, molti artisti si stanno mobilitando su internet per dire ciò che davvero pensano.

Bavaglio sui referendum. Vietato parlarne in tv

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Giorgio Mottola

INFORMAZIONE. Per il concertone dell’1 maggio la Rai ha imposto a tutti gli artisti il silenzio su acqua e nucleare. Oggi Articolo21 presenterà 50mila firme per bloccare l’oscuramento mediatico.

Si celebra la giornata mondiale della libertà di stampa, ma in tv non si può parlare dei referendum su acqua e nucleare. È il paradosso, come al solito, tutto italiano. L’Onu festeggia oggi la libera informazione nel mondo. Ma a poco meno di un mese dalle consultazioni popolari, la Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai non ha ancora approvato il regolamento sulla par condicio. Di conseguenza, rimangono bloccati sulle reti del servizio pubblico anche gli spazi minimi di divulgazione, che dovrebbero essere dedicati al voto del 12 e 13 giugno.

«Censurato per quelle battute sul Papa»

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Giuliano Rosciarelli

FESTA DEL LAVORO. Dal 2007 il comico Andrea Rivera non sale sul palco del Primo Maggio. «La festa ormai somiglia al Festivalbar. Gli artisti  non vanno a promuovere “il lavoro” ma l’ultimo disco».
 

«Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così, assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni. Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta».

La spietata repressione del Dragone cinese

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Paolo Tosatti

CINA. Il rapporto Freedom House denuncia la censura del governo sul web. Ma il controllo della Rete è solo parte dell’ondata oppressiva che ha colpito il Paese. La peggiore da Tiananmen.
 

Pechino ha messo in piedi il più sofisticato sistema di controllo di internet». Per la Freedom House di Washington, che pubblica ogni anno un rapporto sullo stato della Rete nel mondo, classificando i Paesi in base alla libertà che essi concedono al web, non ci sono dubbi: nessuno sul pianeta è in grado di superare il Dragone in efficienza censoria digitale.

La censura di Rosetta

Pierluigi Schiano Moriello (Terra Campania)

CULTURA. Il sindaco fa togliere dai muri i manifesti di Sebastiano Duva. E' attesa per le esibizioni live dell’artista.

Il sindaco Iervolino si dà alla censura: dopo lo scalpore diffuso tra le strade calde e annoiate di prima estate, spariscono da Napoli i manifesti prodotti dall’estro dell’artista Sebastiano Deva, vero e proprio “poeta” della trasgressione che accanto a dibattiti di critica sia etica che sociale non ha mai evitato di evocare malcontenti e polemiche accesissime.

E' tutta questione di business

Pierpaolo De Lauro

OLTRE LA TIVVU'. Senza fine la lotta tra Google e la Repubblica Popolare Cinese.

Senza fine la lotta tra Google e la Repubblica Popolare Cinese. Il gigante di Mountain View è pronto a lasciare il più grande mercato asiatico. La querelle va avanti ormai da mesi. Tutto ebbe inizio un paio di mesi fa quando Google, stanca dei continui attacchi provenienti da hacker cinesi, chiuse i ponti con Pechino ma soprattuto sciolse le maglie della censura, lasciando trapelare migliaia di siti e informazioni prima nascosti al popolo cinese.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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