Allarme per la salute dei bambini a 50 km dalla centrale

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Paolo Tosatti

FUKUSHIMA. Nella cittadina di Koriyama, a 50 chilometri dall’impianto, molti bimbi perdono sangue dal naso e soffrono di diarrea e debolezza. Disturbi apparentemente senza causa compatibili con i sintomi della contaminazione nucleare.

Emorragie dal naso, diarrea, perdita di forza. Da mesi i bambini della cittadina di Koriyama, a 50 chilometri dalla centrale di Fukushima, hanno iniziato a soffrire di inspiegabili malesseri di cui i medici non riescono a determinare la causa. A riferirlo è il quotidiano nipponico Tokyo Shimbun, che riporta i casi segnalati dall’ong Il ponte per Chernobyl.

A tre mesi dal disastro l’emergenza continua

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Paolo Tosatti

FUKUSHIMA. All’interno dell’impianto la radioattività resta elevata. Sono oltre 100mila le tonnellate di acqua contaminata che devono ancora essere smaltite. E il governo pensa a nuove evacuazioni.

Livelli radioattivi ancora troppo elevati per entrare nel terzo reattore, nuove evacuazioni in vista nei centri abitati intorno alla centrale, un altro tecnico della Tepco ricoverato d’urgenza in ospedale e oltre 100mila tonnellate di acqua altamente contaminata ancora da smaltire.

Meltdown a catena, evacuazione allargata

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Diego Carmignani

FUKUSHIMA. I reattori 2 e 3 potrebbero fondersi come accaduto al primo. Sgomberati cinquemila residenti di Kawamata e Iitate, a 30 km dalla centrale. Ma il governo lascerà invariata la road map. Rivelazioni sull’esplosione del reattore 4 di due mesi fa.

La conferma della rapida fusione del reattore 1 nella centrale di Fukushima potrebbe non essere un allarme isolato. Dopo il primo meltdown accertato, si prevede come «molto probabile» uno stesso epilogo per i reattori 2 e 3, circa i quali si è avuta l’ammissione di buchi e fuoriuscite di acqua radioattiva.

Paura a Sendai: «Spero che il vento non cambi»

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Bruno Picozzi da Taipei

LA TESTIMONIANZA. A colloquio con Hiromi, prigioniera di una terra devastata a pochi chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. «Non so cosa fare, non so dove scappare»

Hiromi mi parla dalla casa di suo fratello alla periferia di Sendai, prefettura di Miyagi, la regione più colpita dal disastro. Seduta al computer mi racconta con apprensione il peggior terremoto che il Giappone ricordi, quei minuti terribili con gli oggetti che volavano fuori dai mobili e tutto intorno che ballava come su una nave in tempesta. D’improvviso si blocca nel suo inglese approssimativo, appena sufficiente a farsi capire. «Trema ancora. Proprio adesso!

«Italia, zero prevenzione. E le leggi sono inattuate»

Paolo Tosatti

INTERVISTA. Il geologo Mario Tozzi sottolinea la differenza di approccio al problema sismico tra l’arcipelago nipponico e l’Italia. «Lì hanno imparato a conviverci, qui c’è ancora fatalismo»

I terremoti sono molto frequenti in Giappone perché in quella zona da tempi immemori ci sono due pezzi di crosta terrestre che si scontrano, uno è quello che si trova sotto l’Oceano Pacifico e l’altro è quello dell’Asia. Si tratta di fenomeni naturali e inevitabili, con cui da tempo hanno imparato a convivere». Mario Tozzi, geologo e ricercatore del Cnr, spiega il modo in cui l’arcipelago nipponico affronta il problema sismico, sottolineando la differenza tra un approccio concreto e lungimirante e l’impreparazione del nostro Paese.

Le vergogne del Lazio

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Ylenia Sina

CORTEI. I movimenti per la preservazione e la tutela del territorio si sono dati appuntamento ieri a Roma per dire no ai progetti che mettono a rischio l’ambiente, dal porto turistico di Fiumicino alla centrale nucleare di Montalto di Castro.

L’incanto minacciato del grande fiume Po

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Massimo Serafini

ITINERARI Viaggio a bordo di una imbarcazione dai pontili di Guastalla al porto di Casalmaggiore. Una discesa a valle nelle acque fluviali che i popoli antichi consideravano sacre e che oggi sono invece in mano a industriali senza scrupoli.

Quando Magnifique già intravede i pontili del porto di Guastalla, una telefonata ci chiede di proseguire fino a Casalmaggiore: il sindaco ci sta aspettando per farci vedere le bellezze del suo paese. Non siamo entusiasti della richiesta, in particolare non lo è il nostro comandante, da ore al timone sotto il sole, reso più cocente dal lambrusco scroccato ai fiumaroli.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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