Il Dragone cinese riduce le importazioni di uranio

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Paolo Tosatti

RISORSE. Il programma nucleare di Pechino va avanti ma le importazioni del combustibile atomico si contraggono. Un dato incongruente causato dai tentennamenti delle compagnie acquirenti.

La sua fame di energia nucleare è insaziabile al punto che neppure il disastro di Fukushima ha potuto arrestarla. Nei suoi progetti di sviluppo l’atomo ha un posto d’onore ed è visto come una delle fonti che consentirà al Paese di ottenere la quantità necessaria di energia per garantire un più ampio ed esteso benessere a tutta la popolazione. Le sue autorità puntano a costruire 100 centrali pienamente operative entro il 2020, trasformando la nazione in una delle principali potenze atomiche mondiali.

Il Dragone è pronto a riprendere la sua corsa all’energia atomica

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Paolo Tosatti

NUCLEARE. Il ministero dell’Ambiente cinese annuncia che entro ottobre saranno ultimati i test sui 28 reattori in costruzione nel Paese. A quel punto i progetti per lo sviluppo dell’atomo avranno il via libera.

Giusto il tempo di un ultimo controllo e il programma nucleare della Cina sarà pronto per ripartire. Terminati i test sui 13 reattori attivi, il ministero dell’Ambiente cinese ha annunciato che entro ottobre la Cina ultimerà anche le ispezioni dei 28 attualmente in costruzione nel Paese, finiti le quali Pechino riprenderà la sua corsa atomica per raggiungere il traguardo fissato dalla dirigenza del Partito comunista: 100 impianti pienamente funzionanti entro il 2020.

Sul nucleare dietrofront improvviso del governo

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Alessandro De Pascale

ENERGIA. Dopo la moratoria, l’esecutivo vuole abrogare le norme sul ritorno all’atomo. Il leader dei Verdi Bonelli denuncia: «E' un trucco per far saltare il quorum ai referendum».

Nuovo passo indietro del governo sul nucleare. Nel decreto legge che prevede la moratoria ha inserito l’abrogazione delle norme approvate per la realizzazione delle nuove centrali italiane.

Confusione nucleare. Con un occhio alle urne

Vincenzo Mulè

NUCLEARE. Il governo annuncia: moratoria di un anno per le centrali. Ma nell’opposizione si teme una trappola referendaria. Intanto il presidente della Repubblica difende le rinnovabili.

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Quel reattore del futuro che ancora non esiste

Erasmo Venosi

ANALISI. La ricerca sull’atomo sicuro va avanti ma gli esiti sono ancora tutti da verificare. I problemi generati dall’uso di metalli liquidi sono irrisolti. E in Giappone è allarme per il Mox.

I richiami alla ragione, e le geremiadi contro chi si oppone al nucleare,  continuano.

Nucleare, il governo sceglie di fare melina

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Diego Carmignani

ITALIA. Da Bruxelles, Romani assicura massima informazione sui test nelle centrali Ue: «Quando saremo sicuri, faremo la scelta». Verdi e Idv: «Berlusconi prende tempo per sabotare il referendum».

Meno male che c’è la crisi libica, staranno pensando i nuclearisti convinti, imprenditori dell’energia e politici, così la grana atomica scivola giù nell’agenda e nella memoria dell’opinione pubblica. E la reclamizzata «pausa di riflessione» può durare finché i missili fischiano. Ieri, i ministri europei dell’Energia si sono intanto riuniti a Bruxelles per valutare l’impatto sul continente dell’emergenza nipponica e per verificare l’esistenza dei pericoli in casa.

Un governo ipnotizzato dalla lobby nucleare

Angelo Bonelli, presidente dei Verdi

IN FONDO. Un'altra politica energetica è possibile.

 

Il nucleare del governo più forte dello tsunami

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Diego Carmignani

ITALIA. La maggioranza conferma la linea atomica del Paese e spera che gli italiani a giugno non votino sull’onda dell’emotività. Barsani conferma intanto il sostegno alla campagna referendaria

La paura atomica che giunge dal Giappone sta animando un dibattito mondiale circa la sicurezza e l’opportunità dell’energia nucleare. La parola dibattito è però molto generosa se applicata al nostro contesto, caratterizzato da assenza di dialogo, da proclami e da posizioni assolutamente rigide, come testimoniano le ultime affermazioni dei nostri rappresentanti al Governo, fermi su una via neo-nuclearista che pare a prova di tsunami.

Anche in Svizzera si vota contando gli incidenti

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Diego Carmignani

NUCLEARE. Durante lo scorso anno si sono moltiplicati gli “inconvenienti” nelle cinque centrali presenti nella confederazione elvetica: 42 in totale, la maggior parte nell’impianto di Mühleberg.

Nel cadenzare l’attesa per il referendum italiano sul ritorno o meno nell’abisso nucleare, può essere di estrema utilità dare un’occhiata a quanto accade negli altri Paesi europei, specie in quelli a noi più vicini per distanza, più che per modello socio-culturale.

Teheran, centrali nucleari aperte per gli ambasciatori

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Annalena Di Giovanni

IRAN. La diplomazia persiana scrive una lettera per concedere ispezioni. Per gli Usa «una sceneggiata». Atteso l’Egitto di Mubarak che secondo Wikileaks aveva auspicato un attacco militare.

Weekend sul Golfo Persico. È questo l’invito diramato da Tehran per il prossimo fine settimana, con una lettera che propone un viaggio interamente spesato alle centrali nucleari volute dal governo della Repubblica Islamica. Scopo del viaggio, dimostrare ad una serie di Paesi come il programma per l’arricchimento dell’uranio, in Iran, sia del tutto limitato alla produzione di energia elettrica e ricerca medica.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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