La mattanza dei delfini in nome della tradizione

mattanza delfini.jpg
Alessio Nannini

GIAPPONE. Come ogni anno inizia a settembre la caccia ai cetacei nel villaggio di Taiji: una brutalità legittimata nel nome del folklore e degli affari. In tutto il mondo si registrano iniziative di protesta verso l’orrenda pratica secolare.

Ieri primo giorno di settembre è iniziata in Giappone, più precisamente nel piccolo paese di Taiji, la tradizionale caccia ai delfini. In coincidenza con essa in Occidente e, va detto, soprattutto in Italia, è partita la mobilitazione; addirittura il nostro governo ha presentato una protesta formale per questa che più che una corsa alla cattura del cetaceo è una mattanza.

Tra gli ultimi balenieri di Lamalera

DSC08849.jpg
Riccardo Bottazzo

REPORTAGE. In Indonesia nel villaggio dove la popolazione caccia ogni anno 10-15 grandi cetacei su piroghe di legno con arpioni di bambù. Un’attività che anche Greenpeace considera ininfluente per la tutela della specie.

Dall’altra parte del mondo, lontano, nel sud dell’Indonesia, c’è un villaggio di balenieri che si chiama Lamalera. Arrivarci è tutta un’avventura. Dall’isola di Bali bisogna salire in uno di quei piccoli aerei che, dopo qualche inevitabile scalo intermedio come neanche un autobus di linea, atterra a Maumere, nell’isola di Flores, a poche miglia marine a nord di Timor. Da qui, dovete cercare di infilarvi in uno dei coloratissimi bemo, sorta di pulmini taxi, e raggiungere il porto di Larantuka, dall’altra parte dell’isola.

Scacciatori di balene

Diego Carmignani

GREENPEACE. Attivisti incatenati e striscioni di protesta contro il rigassificatore a largo di Livorno. Si tratterebbe della prima Area marina industriale in una zona dove vige l’Accordo che tutela i cetacei.

La strenua opposizione di Greenpeace al rigassificatore in fase di realizzazione dodici chilometri a largo della costa livornese è iniziata da tempo, subito dopo che, nel febbraio del 2006,  venne concessa l’autorizzazione dal ministero per le Attività produttive, di concerto con quello dell’Ambiente.

Un Oscar contro la mattanza

Bruno Picozzi

POLEMICHE. In Giappone partono azioni legali contro la distribuzione del lungometraggio sulla caccia ai delfini
“The cove”, vincitore a Los Angeles dell’Academy award. I produttori si difendono: «Una pratica violenta e insensata».

Affermazioni non scientifiche, pronunciate senza alcun rispetto o comprensione verso le tradizioni culturali della regione. Questa l’accusa che il sindaco di Taiji muove ai realizzatori del lungometraggio “The cove”, vincitore domenica scorsa a Los Angeles dell’82esima edizione del prestigioso Academy award. La Cooperativa dei pescatori di Taiji, dal canto suo, non esita a liquidare il film come ecoterrorismo.

Ancora una strage di balene in Nuova Zelanda

BALENE.jpg
Assunta Gammardella

ESTINZIONE. Centinaia di cetacei spiaggiati nonostante i tentativi da parte di volontari e marina di salvarli. Non si conoscono ancora nel dettaglio le cause.

Circa 126 balene sono state ritrovate in fin di vita, lo scorso fine settimana, sulle spiagge della Nuova Zelanda, nonostante gli sforzi compiuti dalle autorità locali per salvarle. 105 balene pilota sono arenate sabato sulla zona a ovest dell’isola del Sud, a Farewall Spit. I corpi di altri 21 cetacei, invece, sono stati recuperati domenica sulla costa est dell’arcipelago del Nord.

Chi ha incastrato i capodogli?

capodogli.jpg
Diego Carmignani

IL CASO. Rifiuti nell’apparato digerente dei cetacei spiaggiati nel foggiano. Secondo gli esperti hanno scambiato delle buste di plastica per calamari. Distratti anche dai potentissimi sonar emessi dalle imbarcazioni in cerca di petrolio.

Spietate le immagini dei sette capodogli venuti a morire in questi giorni sulle spiagge foggiane. Imbarazzante scoprire che con tutta probabilità sono stati ammazzati da noi. All’interno dell’apparato digerente di quello che sembrerebbe essere il capobranco, è stata infatti rinvenuta un’anomala quantità di rifiuti: buste di plastica, pezzi di corda, scatole e contenitori. Meno materiali di scarto negli stomaci dei tre che lo seguivano, nulla nei restanti.

L’inutile massacro delle balene

estinzione-balene.png
Simonetta Lombardo

DENUNCIA
— Ogni anno vengono uccisi circa 2.000 cetacei. Solo la metà viene cacciata per motivi di sussistenza, il resto a scopi commerciali. Un business insensato e poco remunerativo che rischia di far estinguere molte specie. —

Una inutile macelleria. La caccia alle balene non è solo un attentato alla sopravvivenza di una specie già minacciata dall’inquinamento, dalla generica attività di pesca e dalle collisioni con imbarcazioni merci e passeggeri. È anche il modo per sovvenzionare un’industria dannosa e in perdita totale.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29