Cgil

Tutta l’Italia in piazza

Giuliano Rosciarelli
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SCIOPERO. Da Palermo a Mestre, da Genova a Perugia ma anche a Roma, Napoli, Bologna e Cagliari, decine di migliaia di persone bloccano il Paese. Sono i lavoratori che non vogliono pagare la crisi.

Serviva una grande risposta da parte del mondo del lavoro che ora è arrivata. Centinaia di migliaia di persone (un milione secondo gli organizzatori) hanno affollato ieri le piazze di tutta Italia per rispondere all’appello lanciato dalla Cgil contro la manovra economica del governo, in discussione in Parlamento.

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Sciopero per il futuro

Luca Bonaccorsi
IN FONDO. Oggi ci sono tanti ottimi motivi per essere in piazza con la Cgil. Motivi per fermarsi, protestare, ma anche pensare e proporre.

Oggi ci sono tanti ottimi motivi per essere in piazza con la Cgil. Motivi per fermarsi, protestare, ma anche pensare e proporre. 
 

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Cgil allo sciopero generale

Valerio Ceva Grimaldi
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POLITICA. Epifani rompe gli indugi e annuncia la manifestazione «entro la fine di giugno» contro la manovra del governo. Marino, Pd: «Io parteciperò. Serve un’opposizione dura». De Magistris: «Mobilitiamoci».

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ha annunciato che proporrà al direttivo della prossima settimana uno sciopero generale contro la manovra economica, da attuarsi «entro la fine del mese di giugno». La Cgil, dunque, ha deciso. E l’opposizione politica cosa ne pensa? «Io parteciperò certamente», risponde a Terra il senatore del Pd Ignazio Marino.
 

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Regioni e Cgil alla carica

Diego Carmignani
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ECONOMIA. Enti locali, sindacato e opposizione bocciano la manovra di Tremonti. Errani: «Insostenibile», Epifani: «Iniqua». Bonelli: «Si colpiscono le fasce deboli e si premiano i disonesti, con il condono edilizio».

Due anni terribili, da 12 miliardi di sacrifici ciascuno. È quanto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha, come previsto, ufficializzato ieri, incontrando parti sociali, enti locali e poi il resto del Consiglio dei ministri per il via libera definitivo alla manovra correttiva 2011-2012.

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L’unità è ancora lontana

Manuele Bonaccorsi
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CGIL. Ieri a Rimini è stato il giorno della minoranza. Sul palco gli esponenti della seconda mozione, contraria alla linea di Epifani. Podda sembra aprire al dialogo, Cremaschi è per un sindacato di «opposizione sociale».

Il congresso della Cgil è  stato il giorno della minoranza e del dibattito interno. Sono intervenuti Carlo Podda, ex segretario della Funzione pubblica e Giorgio Cremaschi, portavoce della Rete 28 aprile, la componente di sinistra della Cgil. Ossia i principali esponenti, insieme al segretario della Fiom Gianni Rinaldini, della seconda mozione, che ha contestato la linea di Epifani, raccogliendo il 17 per cento dei voti, e che è sembrata dividersi.

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Cgil-Cisl-Uil, pace fatta

Manuele Bonaccorsi da Rimini
SINDACATO. Al 16° congresso della Cgil il segretario Epifani rimprovera la platea per i fischi a Bonanni e Angeletti. Che possono così intervenire senza contestazioni. A Rimini va in onda la ricucitura della triplice.

Rischi vietati, al congresso Cgil. Alle 12,20, al Palacongressi di Rimini dove si svolge il 16° congresso del sindacato “rosso”, il segretario Guglielmo Epifani si alza dal tavolo della presidenza per ringraziare Armando Cossutta, presidente dell’Anpi, che ha appena concluso il suo intervento.

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Dal palco rosso, il piano targato Cgil

Manuele Bonaccorsi
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CONGRESSO. Il segretario uscente Epifani chiede al governo misure anti-crisi: «Siamo pronti ad armonizzare i rinnovi contrattuali del pubblico come una parte dei costi di questa scelta». Ma in sala c’è chi scuote la testa.

La Grecia non fa paura alla Cgil keynesiana, che ieri, con la relazione del segretario uscente Gugliemo Epifani, ha aperto il suo 16esimo Congresso nazionale.

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La Fiom resta ancora sola

Betta Salandra
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LAVORO. Al 25esimo congresso nazionale dei metalmeccanici Cgil interviene Guglielmo Epifani. Accuse dure al governo ma pochissime aperture alle analisi e alle proposte che invocano “democrazia e conflitto”.

Continuerà la sua battaglia in salita la Fiom, e ancora sola.

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«Il Paese ha le pezze e il governo non fa nulla»

Giuliano Rosciarelli
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SCIOPERO. Ieri la mobilitazione generale indetta dalla Cgil. Epifani: «I lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta soprattutto nelle aree più industrializzate».

Diritti, reddito e lavoro. Questi i temi portati in piazza ieri dalla Cgil in oltre 100 città. Una giornata importante che si inserisce in un momento di forte difficoltà per il sindacato «più grande d’Italia», come lo stesso Epifani ha voluto ricordare. Isolato dalle altre organizzazioni, orfano di una sponda politica oggi in difficoltà l’organizzazione di Corso Italia ieri ha stretto i ranghi dimenticando anche le divisioni congressuali e portando nelle strade migliaia di lavoratori.

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In piazza con la Cgil

Luca Bonaccorsi
SCIOPERO. Non c’è futuro nelle politiche economiche che il Paese subisce, ma solo un miscuglio indigesto di elementi del passato: cemento, nucleare, precarietà. Non c’è ricerca, non c’è conoscenza, non ci sono le nuove energie e i nuovi lavori. Non c’è domani.

Quello di oggi è uno sciopero importante. è importante perché avviene in un paese colpito da una crisi economica congiunturale profonda che si innesta, accelerandone gli esiti disastrosi, in una crisi strutturale ormai decennale. E' importante perché non si scorgono, all’orizzonte di questo governo senza futuro, azioni e politiche che concedano il lusso della speranza.

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