Fissione nel reattore 2. Livelli da Chernobyl

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Dina Galano

FUKUSHIMA. La Tepco, gestore della centrale, conferma l’«alta probabilità» che si sia avviato un processo fissile. Secondo un’autorevole ricerca il disastro giapponese è paragonabile a quello ucraino.

Sarebbe «alta» la probabilità che all’interno del reattore 2 della centrale di Fukushima si sia verificata una fissione nucleare. La notizia è stata diffusa ieri dalla Tepco, la società gestore dell’impianto, ed è stata accompagnata da tempestive rassicurazioni in merito al blocco del processo fissile, realizzato attraverso l’iniezione di una miscela di acqua e acido borico «a scopo precauzionale».

E' ora di scrivere un nuovo manifesto dell’ambientalismo

Maurizio Fraissinet

COMMENTI. Da Chernobyl a Napoli, nel corso degli ultimi decenni del ‘900 e nei primi anni del II millennio, puntualmente e inesorabilmente si sono verificate le sciagure e i problemi che il pensiero ambientalista aveva ipotizzato.

Nel corso degli ultimi decenni del ‘900 e nei primi anni del secondo millennio, puntualmente ed inesorabilmente si sono verificate le sciagure e i problemi che il pensiero ambientalista aveva ipotizzato. Non si trattava quindi di catastrofismo come superficialmente, ma con tecnica mediatica perfetta, le lobby che si sentivano minacciate si erano affrettate a dichiarare, ma il semplice verificarsi di fenomeni ed episodi che scienziati liberi pensatori avevano potuto facilmente intuire e ipotizzare.

Suggerimenti ecologici per vivere meglio

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Francesca Gentili (Inserto domenicale)

LIBRI. Nel suo libro Prepariamoci, il metereologo Luca Mercalli, ambientalista al cento per cento, analizza i cambiamenti climatici in corso e le loro origini. Ci attende un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza ma di sicuro più felice.

Per la casa editrice Chiarelettere, Luca Mercalli, climatologo e responsabile dell’Osservatorio Meteorologico del Collegio Carlo Albero di Moncalieri, pubblica Prepariamoci (pp.205, euro 14), un saggio ricco di informazioni sulla salute del nostro Pianeta e di consigli pratici su come potercene prendere cura.

A tre mesi dal disastro l’emergenza continua

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Paolo Tosatti

FUKUSHIMA. All’interno dell’impianto la radioattività resta elevata. Sono oltre 100mila le tonnellate di acqua contaminata che devono ancora essere smaltite. E il governo pensa a nuove evacuazioni.

Livelli radioattivi ancora troppo elevati per entrare nel terzo reattore, nuove evacuazioni in vista nei centri abitati intorno alla centrale, un altro tecnico della Tepco ricoverato d’urgenza in ospedale e oltre 100mila tonnellate di acqua altamente contaminata ancora da smaltire.

A pochi passi da una bomba

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Pierpaolo De Lauro

FOTOGRAFIA. Massimiliano Squillace con “Chernobyl, scatti dall’inferno” ci conduce nei luoghi del disastro. Tra l’abbandono e la natura che ha preso il sopravvento, 3.000 uomini lavorano ancora per evitare il peggio.

E' nel silenzio che cala in un bar di Kiev, in piena notte, pronunciando la parola Chernobyl che inizia il viaggio di Massimiliano Squillace. Un percorso fotografico in bianco e nero raccontato tra le pagine di un libro (Chernobyl, scatti dall’inferno, Infinito edizioni, 2011, 17 euro) che, un quarto di secolo dopo l’esplosione del reattore della centrale ucraina, ci conduce fino al cuore del più grande disastro nucleare nella storia dell’umanità. Squillace parte da un bar, quattro amici ucraini e tanta vodka.

Fall out, voci dimenticate

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Federico Raponi

CINEMA. Sarà presentato a Roma al Nuovo cinema l’Aquila il documentario di Daria De Benedetti, che racconta ciò che è rimasto a 25 anni dalla tragedia nucleare.

Fantasmi nucleari, le cui maledizioni continueranno a colpire da qui all’eternità. Programmato al Nuovo Cinema Aquila di Roma alla presenza della regista Daria De Benedetti il 4 e 5 Maggio, e poi distribuito in edicola a partire dal 7, Il documentario Fall out guarda alla Chernobyl di oggi. «E’ stato un viaggio - ci racconta l’autrice - attraverso le zone contaminate, dove ho dato voce alle persone che ancora vivono lì, in una situazione che dal momento dell’incidente del 1986 non è cambiata, anzi andrà peggiorando.

Perché dico no alla follia dell’atomo

Gerardo Marotta (presidente Istituto Italiano Studi Filosofici)

L'INTERVENTO. In occasione del 25mo anniversario del tragico incidente dell’impianto nucleare di Chernobyl e nei giorni drammatici dell’esplosione dei reattori di Fukushima, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ospita una giornata di studio sul tema dell’energia nucleare e degli aspetti scientifici, sanitari, economici e militari ad essa connessi.

In occasione del 25mo anniversario del tragico incidente dell’impianto nucleare di Chernobyl e nei giorni drammatici dell’esplosione dei reattori di Fukushima, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ospita una giornata di studio sul tema dell’energia nucleare e degli aspetti scientifici, sanitari, economici e militari ad essa connessi.

Un albero per ricordare Chernobyl

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Francesco Servino (Terra Napoli)

ANNIVERSARIO. L’iniziativa dei Verdi di fronte alla centrale elettronucleare del Garigliano, candidato a deposito nazionale di scorie.

Un albero per ricordare i 25 anni trascorsi dal disastro di Chernobyl: lo hanno piantato i Verdi, col commissario regionale Francesco Emilio Borrelli e il segretario napoletano Enzo Peretti, all’ingresso della centrale elettronucleare del Garigliano di Sessa Aurunca (CE), che secondo i piani del Governo e della Regione Campania potrebbe essere adibita a deposito nazionale di scorie radioattive.

I poveri uccelli di Chernobyl dal cranio più piccolo

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Andrea Bonisoli Alquati

CONTAMINAZIONI. Uno studio rivela che i volatili provenienti dall’area contaminata dall’incidente nucleare di 25 anni fa hanno un encefalo meno sviluppato della media. Colpa delle radiazioni assorbite dalla specie, sempre più in declino.

A venticinque anni dal disastro, riecheggiato dal recente incidente alla centrale giapponese di Fukushima-Daiichi, Chernobyl continua a far parlare di sé. L’ultima occasione è uno studio che ha dimostrato che gli uccelli provenienti da aree contaminate dalla radiazione hanno un cervello più piccolo rispetto a individui di aree vicine, relativamente non contaminate. Un team internazionale di scienziati – tra i quali chi vi scrive – guidato dal Prof. Tim Mousseau della University of South Carolina negli Stati Uniti e dal Prof.

Quel deserto atomico intorno a Fukushima

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Paolo Tosatti

GIAPPONE La zona intorno alla centrale potrebbe rimanere completamente disabitata per almeno vent’anni. Nell’impianto proseguono le operazioni di stoccaggio dell’acqua contaminata

Venti anni di isolamento, durante i quali nessun essere umano potrà mettere piede nella zona intorno alla centrale di Fukushima senza indossare una tuta antiradiazioni e un dosimetro per misurare l’esposizione alle particelle atomiche presenti nel terreno. Potrebbe essere questo uno degli “effetti collaterali” della crisi nucleare giapponese, uno dei tanti che, col passare dei giorni e delle settimane, vanno emergendo mentre si delineano con maggior chiarezza gli esatti contorni della catastrofe che ha colpito l’arcipelago nipponico.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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