Fine vita, le posizioni in campo

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Federico Tulli (Inserto domenicale)

DIRITTI. Il tema del testamento biologico torna alla discussione dell’Aula della Camera il prossimo 27 aprile, dopo l’avvio del confronto avvenuto il 7 e il 9 marzo. L’esame delle “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” è fissato per la seduta del pomeriggio. Tutto dovrebbe concludersi nella giornata di venerdì 29 aprile con la votazione definitiva del testo. Le opinioni restano però distanti e le divisioni percorrono sia il centrodestra sia il centrosinistra. Un vademecum sul dibattito in corso per orientarsi e farsi un’opinione.

Il caso Englaro, pur nella tragica conclusione, meglio di ogni altro ha indicato le priorità del governo riguardo al valore indiscusso della vita. Si conferma il principio di precauzione e un no fermo a ogni forma di eutanasia. L’impegno del governo per arrivare a una legge nazionale che stabilisca il principio del consenso informato e assicuri l’attuazione dell’articolo 32 della Costituzione e la libertà di scegliere le terapie è stato, in questi mesi, costante.

Un genocidio dimenticato

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Federico Tulli

CANADA. Decine di migliaia di bambini e donne violentati, torturati e uccisi. Un dramma consumato per oltre un secolo nelle scuole cattoliche e oggi al centro della conferenza organizzata da Anticlericale.net e dai Radicali.

Un sistematico sterminio, soprattutto di bambini e donne, durato oltre un secolo e compiuto da esponenti della Chiesa cattolica canadese con la silenziosa e attiva complicità delle istituzioni locali. In tutto almeno 150mila indiani nativi delle cosiddette Prime Nazioni (Inuit, Meticci) abusati, violentati, uccisi e seppelliti in fosse comuni, alcune delle quali ancora nascoste in luoghi probabilmente noti solo al Vaticano, tra il 1890 e il 1996. 

 

«Ricostruire la verità»

Dina Galano

INTERVISTA. Da quindici anni si batte per far luce sulle violenze e lo sterminio subito dalle popolazioni native del Nordamerica. Oggi, all’Europa, il reverendo Kevin Annett chiede di far pressione sui governi e la Chiesa.

Kevin Annet è stato ministro della Chiesa unita, la più grande congregazione delle Chiese protestanti canadesi, da cui è stato estromesso dopo aver incominciato a raccontare ciò che avveniva nelle Residential school della West coast. 
 
Reverendo Annett, perché è venuto nuovamente in Italia?

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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