Nella lotta al terrorismo Gheddafi alleato di Cia e MI6

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Joseph Zarlingo

RETROSCENA. Uno studio dell’Ong Human Rights Watch rivela la collaborazione tra le intelligence occidentali e quelle libiche in occasione delle extraordinary renditions.

C'è un passato scomodo che torna dagli archivi libici. È quello della collaborazione tra l’MI6, il servizio segreto britannico, la Cia e l’intelligence del nemico di oggi, Muhammar Gheddafi. Le prove di questa collaborazione sono emerse da alcuni documenti ritrovati a Tripoli, secondo il quotidiano britannico The Guardian, da un gruppo di ricercatori della Ong Human Rights Watch. Tra questi, una lettera attribuita a sir Marcus Allen, ex direttore del ramo antiterrorismo dell’MI6, all’allora capo dello spionaggio della dittatura libica, Moussa Koussa.

Blitz Usa in Pakistan. Ucciso Bin Laden

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Susan Dabbous

STATI UNITI. Il leader di al Qaeda si trovava in un accampamento ad Abbottabad, fuori Islamabad. Morti anche altri membri della sua famiglia. I cittadini americani festeggiano.

«Come comandante in capo non potrei essere più fiero dei nostri uomini e delle nostre donne in uniforme». Nel suo breve discorso, pronunciato a dodici ore dall’annuncio della morte di Bin Laden, Obama, ieri, ha reso omaggio ai militari Usa. Osama Bin Laden è morto, lunga vita a Barack Obama. Il presidente americano firma il più grande successo militare e mediatico di tutti i tempi: la cattura e l’uccisione ad Abbottabad, in Pakistan, del principe del terrore ricercato da 10 anni.

Le mani della mafia sull’agricoltura

Rossella Anitori

AGROPIRATERIA. La presenza della criminalità organizzata nel settore alimentare è allarmante. La denuncia della Cia.

Dall’orto alla tavola. L’interesse delle mafie nel settore agroalimentare si estende dalla produzione alla commercializzazione degli alimenti. Comincia con le truffe all’Unione europea e finisce con l’impiego di manodopera nera. Include la vendita di prodotti contraffatti e il traffico di rifiuti tossici e pericolosi che vengono interrati proprio sotto le colture.

Pakistan, catturato il numero due della guerriglia talebana

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Paolo Tosatti

INTELLIGENCE. I servizi segreti del Paese e la Cia hanno arrestato a Karachi il mullah Abdul Ghani Baradar. Un’operazione congiunta che sembra indicare un cambio di strategia di Islamabad e un suo nuovo impegno per contrastare i fondamentalisti.

Potrebbe essere il punto di svolta nella guerra contro i talebani. Oppure rivelarsi l’ennesimo attacco contro l’Idra di Lerna della loro cupola direttiva, pronta a sostituire ogni testa tagliata con altre due. È ancora presto per valutare le conseguenze della cattura del mullah Abdul Ghani Baradar, numero 2 dei talebani afgani, sulla morale della guerriglia fondamentalista.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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