«I colpi alla mafia non sono merito solo della politica»

Antonio Di Matteo
Pietro Orsatti

INTERVISTA. Antonino Di Matteo, pm a Palermo, che indaga sulle stragi dei primi anni Novanta, ci tiene a mettere in evidenza la professionalità e i sacrifici di magistrati e forze dell’ordine. E avverte su un rischio: «I provvedimenti governativi, alcuni già approvati e altri in discussione, potrebbero favorire il ricompattamento di Cosa nostra». Si riferisce al disegno di legge sulle intercettazioni, al controverso provvedimento sullo “scudo fiscale” e alla possibile riforma del Codice penale. E con lui parliamo pure delle dichiarazioni rese da Gaspare Spatuzza e Massimo Ciancimino.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato per le prossime settimane una serie di provvedimenti che andranno a costituire, queste le dichiarazioni alla vigilia di Capodanno, un piano per sconfiggere in poco tempo, definitivamente, la mafia. Questa affermazione muscolare del ministro si fonda sui numerosi successi conseguiti negli ultimi mesi e simboleggiati nella cattura di alcuni latitanti di spicco di Cosa nostra fra novembre e dicembre in Sicilia. Ma è davvero così?

Mills, Ciancimino ed Edilnord. Quanti guai per Silvio Berlusconi

Pietro Orsatti

SCENARI. Inizia oggi a Milano la tranche del processo contro l’avvocato inglese che riguarda il Cavaliere. E si riaprono i faldoni in cui negli anni sono state archiviate le dichiarazioni di Giuffré, Brusca, Cancemi, Siino, e anche di Cartotto e Cossiga.

Non è solo Gaspare Spatuzza a togliere il sonno a Marcello Dell’Utri e a far inalberare il premier. Perché non è solo il collaborante che testimonierà questa mattina a Torino a raccontare di possibili patti innominabili. Aveva iniziato Antonino Giuffré, uno dei pentiti su cui si basa la condanna in primo grado a Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.

I Ros non si fidavano della Procura di Palermo. Frammenti di trattativa

Pietro Orsatti

PAPELLO. Compaiono altre carte, un capitolo di un libro di Ciancimino e la memoria del prefetto Mori.

Ormai non passa giorno senza che non saltino fuori nuovi frammenti di verità sulla vicenda della presunta trattativa fra Stato e mafia. Un fatto ormai poco “presunto” e invece molto concreto visto il numero dei documenti e delle testimonianze. Ieri sono comparsi altri due documenti.

«La trattativa ci fu» Parola di Ciancimino jr

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Pietro Orsatti

MAFIA Nel giorno dell’audizione dell’ex presidente della Camera Violante, uno dei figli dell’ex sindaco conferma: «Mio padre era l’intermediario, Obinu e Mori la controparte».

E’ stata una mattinata di quelle che non si vedevano da tempo a Palermo. L’aula del tribunale dove si sta svolgendo il processo Mori-Obinu era stracolma di giornalisti, fotografi, telecamere. Stiamo parlando del processo al generale dei Ros, ex capo del Sismi e oggi prefetto Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nel 1995 a Mezzojuso.

Stragi e trattativa ora si riscrive la storia

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Pietro Orsatti

LO SCENARIO. Nuovi dettagli emergono dalle carte consegnate ai pm da Ciancimino. Dove nascono gli attentati e il tentativo di accordo con la politica operato dai boss.

La trattativa fra Cosa nostra e lo Stato è in quel foglio, il famoso o famigerato papello, redatto da Riina, o da qualcuno per lui, e consegnato a Vito Ciancimino da Nino Cinà, già condannato per mafia e oggi sotto processo insieme a Marcello Dell’Utri a Palermo. Dodici richieste secche, scritte a stampatello.

Al processo contro Provenzano nuove ombre su Forza Italia

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Pietro Orsatti

MISTERI Nell’udienza romana nuove rivelazioni di Antonino Giuffrè. Il collaboratore racconta delle missioni di don Vito nella Capitale e come “Binnu”, nel periodo di sommersione, fosse impegnato a riformare l’organizzazione.

E’ in trasferta a Roma, nell’aula bunker di Rebibbia, il processo al generale Mori e al colonnello Obinu, per ascoltare il collaboratore Nino Giuffrè. Il processo è relativo alla fuga di Bernardo Provenzano, come denunciato dal colonnello dei carabinieri Michele Riccio, il 31 ottobre 1995 in una cascina a Mezzojuso. Secondo Riccio, l’ex capo dei Ros avrebbe in qualche modo consentito che il boss si allontanasse indisturbato.
 

«Nel papello le contro richieste della mafia»

Pietro Orsatti

CIANCIMINO Stagioni delle stragi e trattativa tra lo Stato e i boss. Il figlio dell’ex sindaco di Palermo: «Parlo con Ruotolo e dopo pochi giorni gli arrivano le minacce.

Una delle figure centrali della riapertura dei processi a Caltanissetta e Palermo sulle stragi e sulla trattativa fra Stato e Cosa nostra nei primi anni 90 è sicuramente Massimo Ciancimino, figlio di Vito, il sindaco del “sacco di Palermo”.

Dell’Utri, un nome da non nominare invano

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Anna Petrozzi

ATTUALITA' Dell'Utri, l'innominato che faceva paura ieri come oggi, ma spesso presente: nelle intercettazioni mafiose, nelle testimonianze di chi poi è stato freddato, ed ora, anche nel caso Ciancimino.

«Io quello che ti voglio dire pure a te il nome di là non lo dobbiamo nominare». «Quale… è?». «Dell’Utri… capisti? Completamente non deve esistere, non deve esistere Ni’» (Intercettazione del 4 novembre 2007 tra i mafiosi Antonino Caruso e Letterio Ruvolo). Un nome che non si deve pronunciare nemmeno per sbaglio.

Stragi, mafia e Stato. Ipotesi che fanno tremare il governo

Pietro Orsatti

CRIMINALITÀ Se lo scenario descritto dalla sentenza del processo a Dell’Utri venisse riconfermato in secondo grado e poi in Cassazione, la tenuta della maggioranza sarebbe in pericolo. Le confidenze di un politico siciliano del Pdl.

«Non “babbiamo”, Dell’Utri non è un perseguitato », esclama un politico siciliano del Pdl. È uno di quelli che si ispira alla vecchia destra sociale siciliana, quella, per essere chiari, che era riferimento anche di Paolo Borsellino, e lo stare dentro il Pdl e essere associato a chi non perde occasione per attaccare chi sta conducendo le indagini più scabrose su mafia e affari e politica non gli piace affatto.

Il ricatto del fedelissimo

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Pietro Orsatti

MAFIA A Palermo c’è attesa per le possibili dichiarazioni di Massimo Ciancimino sui rapporti tra criminalità e politica. L’attacco del premier alla procura? Nei corridoi del palazzo di Giustizia si mormora delle crescenti difficoltà di Dell’Utri.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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