Cibo e clima. Le priorità ignorate dai G20

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Susan Dabbous

SUMMIT. Aumento delle riserve alimentari per abbassare i prezzi e fondi per la mitigazione del global warming i grandi assenti a Cannes.

Cannes, il giorno dopo. Tra gli orfani delle politiche ambientali e sociali la delusione è più forte delle altre volte. Non è il solito vertice in cui molto si promette e poco si fa, quello che si è concluso ieri è stato un summit dove le 20 economie più forti, che rappresentano insieme il l’80 per cento del Pil mondiale, sui disastri ambientali in corso non hanno speso una parola.

Fao: niente cibo per altri 70 milioni di affamati

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Susan Dabbous

SUMMIT. Nella sede delle Nazioni unite a Roma si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione. Diouf: «Servono 80 miliardi di dollari in più all’anno in vista del boom demografico del 2050».

«Nel mondo circa un miliardo di persone soffre la fame o è vittima di malnutrizione». Non è una novità purtroppo, a ricordarlo ieri, nel corso della Giornata mondiale dell’Alimentazione 2011 celebrata dalla Fao, è stato il suo direttore generale Jaques Diouf ormai a fine mandato. La volatilità dei prezzi delle derrate alimentari mette a repentaglio «il diritto umano fondamentale ad avere un’alimentazione adeguata».

Spreco alimentare, ecco il dossier Ue

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Marco De Vidi

CIBO. Ogni cittadino europeo spreca 179 chilogrammi di alimenti l’anno. Il documento della Commissione pone come prioritaria la correzione di condotte errate, provocate dalla mancanza di consapevolezza.

In occasione del Food Safety day la Commissione europea ha reso pubblico un dossier sullo spreco di cibo e gli imballaggi delle derrate alimentari. Lo scopo è porre l’attenzione sulla necessità di ridurre al minimo le perdite di prodotti alimentari. Ogni cittadino comunitario spreca, secondo le stime dell’Unione, 179 chilogrammi di cibo all’anno. In totale si tratta di 89 milioni di tonnellate buttate annualmente.

Meno carne e produzione bio. Così l’Europa sarà sostenibile

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Marco De Vidi

GREEN ECONOMY. In un anno si è passati da 15 a 462 MW ma entro il 2020 si potrà arrivare a 4mila. La politica di incentivi del governo rumeno alle rinnovabili fa da volano. E piace alla Ue.

Snyéléni, secondo la tradizione orale del Mali, è una contadina leggendaria divenuta simbolo di fertilità in agricoltura ed emblema del ruolo femminile nella vita sociale africana. A questa figura si è deciso di rendere omaggio dando il suo nome al primo Forum mondiale sulla sovranità alimentare, tenutosi proprio in Mali nel 2007. Oggi è ritornato, in veste europea, a Krems, piccolo centro austriaco sulle sponde del Danubio.

Prezzi alimentari e crisi somala. L’allarme della Banca mondiale

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Camilla Minarelli

EMERGENZE. Secondo il report “Food price Watch” della World Bank la catastrofe umanitaria nel Corno d’Africa è stata innescata da una forte siccità, ma il costo del cibo ha un ruolo fondamentale.

Prezzi alimentari mondiali sempre più elevati, combinati ad una continua volatilità, stanno aggravando la catastrofe umanitaria nel Corno d’Africa. è quanto afferma il report “Food Price Watch”, rilasciato lunedì dalla Banca mondiale. Anche se l’emergenza è stata innescata da una siccità prolungata, specialmente nelle aree con conflitti e migrazioni interne come la Somalia, i prezzi alimentari vicini ai livelli record del 2008 hanno contribuito alla situazione, dice il rapporto.

Tra sigle e additivi, i pericoli della spesa

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Pierpaolo De Lauro

ALIMENTAZIONE. Quello che le etichette non dicono è un volume pratico per comprendere cosa si nasconde nel cibo che acquistiamo.

Entrare in un supermercato e scegliere il cibo può essere un’impresa rischiosa. è un territorio minato e per scegliere cosa mangiare non basta guardare i prezzi o affidarsi ai marchi più famosi. In ogni alimento può nascondersi un pericolo, tenuto ben segreto da sigle misteriose, numeri e cifre che celano composti chimici o sostanze sintetiche che non hanno nessun legame con una sana alimentazione.

«E' compito dei governi garantire il diritto al cibo»

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Silvia Cerami

INTERVISTA. Parla Mohammed Saeid Nppro Naeini, tra i candidati più accreditati alla successione di Jacques Diouf alla guida della Fao. «Ora bisogna ridurre le fluttuazioni dei prezzi delle derrate».

«La formazione è lo strumento più forte contro la fame». è questa la linea di pensiero dell’iraniano Mohammed Saeid Noori Naeini, uno dei sei candidati alla successione di Jacques Diouf alla guida della Fao. Il nuovo direttore generale sarà eletto dal 25 giugno al 2 luglio dai 191 Stati membri. Per il ragazzo povero nato a Naein in caso di vittoria occorrerà «smaltire la gerarchia Fao puntando alla delegazione e a soluzioni pratiche alle fluttuazioni del prezzo degli alimenti».
 

Se gli uomini sono ciò che mangiano

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Alessio Nannini

L'EVENTO. Al Palazzo dei Congressi si parla di cibo e di mercato democratico, aspettando il forum europeo sulla sovranità alimentare.

Il sistema agroalimentare che ci nutre, se non del tutto sbagliato, è almeno eticamente scorretto, perché potrebbe sfruttare di più e meglio la natura. Questo è l’assunto di base del convegno intitolato Siamo quello che mangiamo. Il diritto al cibo, alla democrazia, al mercato, in programma dalle ore 11 al Palazzo dei Congressi. Se il modello economico attuale ci dice sempre di più sul cibo che mangiamo, esso ci suggerisce qualcosa anche su di noi. E senza tanti complimenti.

Fukushima, per l’Oms grave contaminazione del cibo

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Paolo Tosatti

GIAPPONE. Si attende l’entrata in funzione dei sistemi di raffreddamento. Ancora fumo dai reattori 2 e 3. L’Oms: la contaminazione degli alimenti nella zona della centrale è «grave».

Gli “eroi di Fukushima” finalmente ce l’hanno fatta. Dopo giorni di sforzi frenetici e indefessi i tecnici al lavoro nell’impianto sono riusciti a ripristinare la corrente in tre dei sei reattori presenti (nei numeri 1, 5 e 6), compiendo quello che tutti gli esperti hanno indicato come il primo passo necessario per la fine della situazione di emergenza.

C'è Frankenstein nel nostro piatto

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Diego Carmignani

SCAFFALE Nella nuova versione del libro-inchiesta Il dilemma dell'onnivoro, lo scrittore e giornalista americano Michael Pollan indaga sulle indigeste verità che si nascondono dietro al cibo che mangiamo

 
 
 

Giornalista e opinionista per grandi testate americane, professore all'Università di Berkeley, indicato tra le cento personalità più influenti del 2010 dal Time, Michael Pollan, oltre ad essere decisamente attendibile, è un signore piuttosto curioso, uno di quelli che non si accontenta della spiegazione più logica e razionale, ma che si propone di andare a fondo, perché sa che ogni fenomeno manifesto è causato da altri mille fenomeni soggiacenti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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