Lavoratori e studenti in piazza. Arresti e scontri a Santiago

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Marco De Vidi

PROTESTE. Quarantotto ore di sciopero indette dai sindacati per chiedere una grande riforma del sistema Paese. Nella capitale del Cile barricate lungo le strade e ancora incidenti.

Anche i lavoratori scendono in piazza con gli studenti. I principali sindacati del Cile hanno indetto uno sciopero di 48 ore per mercoledì e giovedì per dimostrare solidarietà alla Confech (Confederazione degli studenti cileni) e per chiedere cambiamenti del sistema delle pensioni, della sanità e nel settore fiscale. Gli studenti scendono in piazza da mesi per ottenere maggiori finanziamenti alla scuola pubblica e una radicale riforma dell’istruzione, ma nelle ultime settimane le proteste si sono inasprite.

Quella del Cile è una guerra di povertà

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Marco De Vidi

AMERICA LATINA. L’Economist analizza le cause del conflitto sociale di questi mesi. Nelle ultime ore i primi tentativi di dialogo tra i manifestanti e un governo sempre più debole.

Anche l’Economist analizza il conflitto in corso in Cile, parlando di una vera e propria “prova di forza tra gli studenti e il governo”. L’autorevole settimanale britannico cita i risultati dei test Pisa, che comparano i sistemi scolastici di diversi paesi. La scuola cilena risulta la meno scadente tra gli stati dell’America Latina, ma i buoni risultati complessivi nascondono in realtà forti disparità.

Scontri in Cile, la polizia si infiltra tra i manifestanti

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Marco De Vidi

AMERICA LATINA. Quattrocento arresti nella notte. Smascherato a Valparaiso un agente travestito e intento a provocare disordini. Il governo decide di chiedere spiegazioni ai militari.

Non si fermano le proteste degli studenti cileni, scesi nuovamente in piazza dopo gli scontri della settimana scorsa. Martedì erano 150mila le persone in marcia per le strade di Santiago (il governo ne ha contate 70mila), mentre in migliaia hanno manifestato anche a Valparaiso, Talca, Conceptión. Rispetto ai giorni scorsi la tensione non è diminuita: ieri notte sono stati 396 i nuovi arrestati, dopo gli oltre 800 della settimana passata. Si sono registrati 23 civili e 55 agenti feriti.

Cile, scontri tra “indignados” e polizia. Più di 800 i fermati

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Marco De Vidi

PROTESTA. In molte città del Paese studenti e insegnanti scendono in piazza da mesi per chiedere al premier Piñera una riforma del sistema dell’istruzione in senso più egualitario e democratico.

La mobilitazione studentesca in Cile ha assunto nelle ultime ore sempre più le sembianze della guerriglia urbana. In varie città ci sono stati violenti scontri tra i manifestanti e le forze di polizia, e nella notte tra giovedì e venerdì si sono registrati 874 arresti in tutto il Paese, con il ferimento di 90 agenti. Gli studenti cileni protestano da mesi per ottenere maggiori finanziamenti alla scuola pubblica, oltre che una riforma complessiva del sistema dell’istruzione.

Cile, sul web tutte le malefatte dietro agli affari idroelettrici

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Angelo M. D’Addesio

PATAGONIA. Grazie ad informazioni confidenziali messe in rete, bloccati i lavori per le cinque centrali che devasterebbero zone protette del Paese. Il presidente Piñera parte attiva nel progetto.

E' un’ennesima vittoria della rete e dell’ambiente, coordinata da organizzazioni ecologiste e corporazioni in difesa della Patagonia, quella sulle cinque centrali idroelettriche nel Cile australe di Endesa-Enel con la cilena Colbún, unite nella joint-venture Hidroaysen.

Cile, dai giudici uno stop all’ecomostro dell’Enel

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Sirio Valent

PATAGONIA. La corte d’appello di Porto Montt ferma il mega progetto HydroAysèn, che prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche nell’estremo Sud del Paese.

Il governo cileno l’aveva già approvato, l’Enel era già pronta con le ruspe e i dollari: eppure la battaglia per la difesa della Patagonia l’hanno vinta gli indios. Il progetto HydroAysèn, che prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche nell’estremo Sud del Cile, è stato fermato dalla Corte d’Appello di Porto Montt, per «grave minaccia alla vita umana e animale e all’ambiente».

Miguel Littin e il Cile dei senza nome

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Alessia Mazzenga

CINEMA. Dawson Isla 10, la pellicola del più militante dei registi cileni si interroga sulla fine di un sogno al tempo del colpo di Stato di Pinochet.

Miguel Littin, il più più popolare e militante regista cileno vivente, torna al cinema con una nuova pellicola, Dawson Isla 10, (candidata a due Oscar e presentata alla passata edizione del Festival di Roma), che narra le tragiche conseguenze del colpo di stato cileno dell’11 settembre 1973.

Patagonia, via libera alle dighe dell’Enel

Paolo Tosatti

CILE. La Commissione ambientale della regione dell’Aysen approva la costruzione del contestato progetto idroelettrico HydroAysen. Ma ambientalisti e attivisti per i diritti restano sul piede di guerra.

Violenti scontri tra attivisti e forze dell’ordine sono scoppiati ieri nella regione dell’Aysen, in Cile, dopo il via libera concesso dalla Commissione ambientale locale al controverso progetto HidroAysen. Con undici voti a favore e un astensione, l’organismo ha formalmente approvato la realizzazione di 5 centrali idroelettriche sui fiumi Baker e Pascua, nella Patagonia cilena, causando le vive proteste degli ambientalisti, preoccupati dal devastante impatto che gli impianti avranno sul territorio e sulla vita delle popolazioni locali.

Roma, pacchi bomba a due ambasciate

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Alessandro De Pascale

ATTENTATI Due plichi sono esplosi ieri nelle sedi diplomatiche di Svizzera e Cile ferendo degli impiegati. Si temono nuovi casi. Il ministro dell’Interno Maroni: «Seguiamo la pista anarchica»

Prove di secessione all’ombra dei Moai

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Maurizio Torretti, Foto di Lorenzo Moscia

MONDO. L’Isola di Pasqua, patrimonio dell’Unesco, è un triangolo sperduto di terra nell’Oceano Pacifico. Ma anche qui ci sono tensioni non sopite per via dell’appartenenza innaturale al Cile datata 1888. Nel 1966 gli abitanti originari divennero a tutti gli effetti cittadini cileni. Gli indigeni, discendenti del popolo Rapa Nui, ora chiedono di far parte della Polinesia per difendersi dall’immigrazione e salvare l’ecosistema.

Situata a quasi 3.600 chilometri dalle coste del Sud America e altrettanti da Tahiti, l’Isola di Pasqua - Rapa Nui è il suo nome polinesiano - è un triangolo di terra sperduto nella vastità dell’Oceano Pacifico, battuto dal vento e difeso dai Moai, le famose statue monolitiche sparse qui e là su tutto il perimetro dell’isola. Un tempo l’Isola di Pasqua si raggiungeva solo via mare e gli approvvigionamenti arrivavano dal continente due volte all’anno.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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