cinema

Un ponte sul Tamigi

Alessia Mazzenga
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TEMPI MODERNI. Da pochi giorni in sala la pellicola del regista francoalgerino Rachid Bouchared. Un racconto intimo e umano che trasforma la tragedia in solidarietà.

Effettivamente alcuni sentendo l’argomento di London River, l’ultimo film del francoalgerino Rachid Bouchared, presentato l’anno scorso al Festival di Berlino e che fece vincere all’attore Sotigui Kouyaté, da poco scomparso, un meritatissimo Orso d’argento, potrebbero storcere il naso e pensare all’ennesima storia d’immigrazione e integrazione banale e piena di

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Il gigante Eiger

Alessia Mazzenga
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TEMPI MODERNI. In sala il film del tedesco Philipp Stölzl. Alla sua seconda pellicola il regista realizza un’opera spettacolare di grande impatto visivo, che fa riflettere sull’uomo e le sue imprese.

La storica impresa della scalata dell’Eiger, gigante di 3970 metri tra le Alpi svizzere, “che divora chiunque gli si avvicini”, fu realizzata da un gruppo di alpinisti, due tedeschi e due austriaci nel 1938 (uno di loro Heinrich Harrer sarà l’autore del celebre romanzo Parete Nord in cui racconta l’incredibile avventura).

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Orrore di seconda mano

Diego Carmignani
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OVERLOOKHOTEL. Nelle sale il remake del primo Nightmare. Con il mitico Robert Englund spariscono paura e ironia, per dare spazio a nuove generazioni di teenager, “no future” dopati di Red Bull.

In questo strano periodo post-vacanziero, la febbre del remake (o reboot, come dicono quelli bravi: cioè il riavvio di un’intera serie) sta raggiungendo livelli piuttosto alti. E ora inizia a preoccupare.

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Beat come Urlo

Alessia Mazzenga
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In sala Howl dei documentaristi premio Oscar Bob Epstein e Jeffrey Friedman. Opera originale che tenta di superare la monotonia dei codici del biopic classico.

La pellicola di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, da questo fine settimana in sala, dedicata al poeta statunitense Allen Ginsberg e al processo per oscenità subito nel 1957 dal suo editore Lawrence Ferlinghetti  per la sua opera più conosciuta, Howl (Urlo), tra le più rappresentative del movimento artistico e letterario della beat generation, di cui Ginsberg fu uno degli autori di riferimento insieme a Jack Kerouac, William Burroughs, Neal Cassedy e lo stesso Ferlinghetti, è un’opera interessante che tenta di  affrancarsi d

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Delitti di famiglia

Alessia Mazzenga
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TEMPI MODERNI. In sala da questo fine settimana l’opera seconda del regista romano Dodo Fiori. Film incentrato sull’aridità sentimentale di genitori colpevoli di non saper amare.

Come definire La strategia degli affetti, opera seconda del regista romano Dodo Fiori (produttore di Good Morning Aman, il film di Claudio Noce presentato l’anno scorso alla Mostra del cinema di Venezia) se non un altro progetto abortito del nostro “giovane” cinema? Almeno per quanto riguarda le pellicole a cui si concede l’onore di essere distribuite in sala.

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Amori mancati

Alessia Mazzenga
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TEMPI MODERNI. In sala "Le refuge" di Francois Ozon, uno dei registi simbolo della nuova generazione francese. Raffinato narratore dell’animo, il film però rimane in superficie e non emoziona.

Esce oggi nelle sale il film di François Ozon, Le refuge, a pochi giorni di distanza dall’apertura della Mostra del cinema di Venezia, dove il regista francese presenterà Potiche, la sua ultima pellicola in concorso, con Catherine Deneuve e Gérard Depardieu. 
 

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Diabolica giustizia

Diego Carmignani
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OVERLOOKHOTEL. In sala l’esplosivo "Giustizia privata": un cittadino mette in ginocchio il malato sistema della legge. Intrattenimento puro che perde il confronto con la serie tv.

Siamo a Philadelphia. Nella serenità casalinga di una famigliola fanno irruzione due criminali che violentano e fanno fuori mamma e figlia, mentre il papà Clyde, immobilizzato, osserva il tutto. Qualche tempo dopo, l’uomo assiste alla stretta di mano pubblica tra tutore della legge e carnefice: la procura ha patteggiato con l’inquisito, che ha testimoniato contro il collega malfattore, guadagnandosi la libertà.
 

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Shrek, felici e scontenti

Alessia Mazzenga
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TEMPI MODERNI. La quarta e ultima avventura dell’orco verde appare come la versione sbiadita dell’ineguagliato primo episodio della serie. Mancano autoironia e carica eversiva.

Questo quarto episodio di Shrek (Shrek e vissero felici e contenti), da oggi nelle sale di tutta Italia, l’ultimo, a quanto pare, della saga che nel 2001 fece la fortuna della sua casa di produzione, la Dreamworks di Steven Spielberg (la stessa di Madagascar, Kung Fu Panda e del più recente Dragon Trainer), appare purtroppo come la versione sbiadita dell’ineguagliato primo

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La guerra di Pietro

Diego Carmignani
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OVERLOOKHOTEL. In sala il film di Gaglianone applaudito a Locarno: la sofferta vicenda di un ragazzo ritardato. Magnifica l’interpretazione di Pietro Casella, che rievoca il miglior Peter Lorre.

Reduce dai consensi ottenuti al festival di Locarno (secondo premio della Giuria giovani), il terzo lungometraggio del regista anconetano Daniele Gaglianone, Pietro, è un’opera programmata per lasciare il segno - per non dire una profonda ferita - nella pancia di qualsiasi spettatore. Piacciano o meno sia la forma che la sostanza della narrazione.
 

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Il candore di Bruno S.

Diego Carmignani
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OVERLOOKHOTEL. Scompare l’artista di strada berlinese portato sul set da Werner Herzog in "Stroszek" e "Kaspar Hauser". Incarnava il contrasto tra cultura e natura della nostra barbara società.

La breve storia enciclopedica della cultura pop è zeppa di episodi minori, ma capaci di lasciare un segno profondo nell’immaginario collettivo. Ian Curtis, compianto leader della band inglese Joy Division, si impicca nel 1980, a ventiquattro anni. Prima dell’estremo gesto, si sofferma su due recenti pietre miliari: ascolta, cioè, l’album The idiot di Iggy Pop e si guarda un film, La ballata di Stroszek di Werner Herzog. Dopodiché usa la rastrelliera della sua cucina come forca.
 

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