Tu cosa fai per il clima? È tempo di agire

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Emanuele Bompan

EVENTI. Oggi salite su un mezzo di trasporto sostenibile e celebrate il “Moving Planet”. Un evento globale di mobilitazione per la Terra che si svolge nelle principali metropoli del mondo. A Roma raduno alla “Città dell’altra economia” alle 15 e bioaperitivo alle 20. A Milano le bici si danno appuntamento alle 16 a piazza della Scala.

Ingrassate la catena, misurate la pressione delle ruote, lucidate il sellino. Se la bici non vi garba tirate fuori il vecchio monopattino, o la canoa, o il deltaplano. Insomma oggi 24 settembre saltate su un mezzo di trasporto sostenibile e celebrate Moving Planet, un evento globale di mobilitazione per l’ambiente organizzato via social network e in contemporanea con le principali metropoli dei cinque continenti.

Scippata l’Altra economia

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Marco Incagnola (L'inkontro.info)

IL CASO. Pubblicato il bando del Comune di Roma che snatura lo spazio dell’ex Mattatoio. Arrivano armi e pellicce.

Era nata per ospitare tutte quelle attività che rientrano nella definizione di “Altra economia”. Oggi, a quasi quattro anni dalla sua inaugurazione, lo stesso spazio viene destinato ad impieghi che nulla hanno a che vedere con un’economia “altra”, compresa perfino la fabbricazione di armi e munizioni e il trattamento dei combustibili nucleari.

Chiude la Città dell’utopia

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Giulio Sardi (L'inkontro.info)

ROMA. A fine mese scadono i contratti alle realtà che hanno animato il progetto dell’Altra economia. Incerto il futuro.

Da quando Tommaso Moro inventò il neologismo nel 1516, “Utopia” significa non-luogo, ma anche luogo ideale. Uno spazio, fisico o mentale, che non c’è, ma anche un progetto rivolto all’attuabilità e alla concreta “felicità dei popoli”. A volte il non-luogo, sognato e vagheggiato, diventa realtà. A volte nasce e, come tutto ciò che nasce, rischia di morire.

Addio all’altra Roma

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Dina Galano

IL CASO. Nata nel 2007 come base per il consumo e la produzione sostenibile nella Capitale, la Città dell’Altra Economia oggi è in abbandono. I contratti delle piccole imprese sono in scadenza e mancano i fondi pubblici.

Alcune cooperative hanno già deposto le armi e tirato giù le saracinesche. Altre chiuderanno per tutto il mese d’agosto per, forse, riprendere a settembre. C’è chi stringe i denti per far quadrare i conti, chi cerca un altro posto per ricominciare.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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