«Aziende confiscate, nove su 10 falliscono»

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Giuseppe Lucano

DENUNCIA. L’allarme di Domenico Posca, presidente dell’Istituto nazionale degli Amministratori giudiziari: «Serve un regime agevolato».

«La lotta alla criminalità organizzata passa anche per la previsione di un regime fiscale e previdenziale agevolato unito al mantenimento delle linee di credito per le aziende sequestrate. Solo in questo modo sarà possibile permettere a queste imprese di poter rimanere sul mercato, scongiurando la perdita del posto di lavoro per centinaia di unità lavorative».

Una t-shirt contro i clan

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Francesco Servino (Terra Napoli)

LEGALITA'. I Verdi e don Manganiello lanciano una mobilitazione: «Basta con criminalità e violenza».

Un’iniziativa dei Verdi in risposta alla vergognosa maglietta apparsa nei negozi di Castellammare di Stabia e Pianura, “Meglio morto che pentito”: ieri alla libreria Treves in piazza del Plebiscito a Napoli erano presenti nell’occasione il presidente degli ecologisti, Angelo Bonelli, il commissario regionale, Francesco Emilio Borrelli e il prete anticamorra Don Aniello Manganiello.

La prima volta di Cosa Nostra. Gli affari dei clan sui rifiuti

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Vincenzo Mulè

MAFIA. I carabinieri del Nucleo ecologico di Palermo hanno arrestato tre persone accusate di aver gestito due invasi abusivi favorendo gli affari delle cosche mafiose legate ai Lo Piccolo.

Anche Cosa Nostra sul traffico illecito di rifiuti. I carabinieri del Nucleo ecologico di Palermo hanno arrestato tre persone accusate di aver gestito due discariche abusive causando gravissimi danni ambientali e favorendo gli affari delle cosche mafiose palermitane legate in particolare al clan Lo Piccolo. Tra i fermati c’è anche Giuseppe Liga, noto architetto palermitano, considerato l’erede dei Lo Piccolo e attuale reggente del mandamento di san Lorenzo.

Le mani dei clan sul calcioscommesse

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Eloisa Covelli

CAMORRA. Fermate 8 persone, accusate di aver riciclato denaro attraverso un sistema di puntate online con un giro d’affari di 10mila euro al giorno.

Scommesse truccate, parte seconda. Il procuratore aggiunto di Napoli, Rosario Cantelmo, è andato a fondo nell’inchiesta già iniziata nel 2008 sull’intreccio tra camorra e partite pilotate nel calcio. Ma non solo: nel mirino ci sono anche incontri di tennis, basket e pallavolo. Ieri sono state fermate otto persone, con accuse che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio alla fittizia intestazione di società. Per la procura di Napoli la camorra ricicla il denaro sporco anche attraverso un sistema di scommesse online.

Tutti gli uomini del clan sulla lista nera

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Andrea Palladino

RITRATTO. Ecco i nomi e i profili di chi ha guidato l’intelligence fino allo scoppio della rivolta. Sono loro i custodi dei misteri del Colonnello.

Sono i due depositari dei segreti di Gheddafi, gli uomini potenti che hanno gestito dal 1994 ad oggi i servizi segreti libici. Moussa Koussa, 62 anni, soprannominato «l’inviato della morte» ha un voluminoso dossier allo studio della Corte penale internazionale, che potrebbe accusarlo di crimini contro l’umanità. è stato a capo dei servizi d’informazione libici dal 1994 al 2009, per poi occupare il ministero degli esteri.

Svizzera, clan all’assalto. L’allarme della polizia

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Giorgio Frasca Polara

IL CASO. L’Ufficio federale rivela come i Cantoni siano diventati «il crocevia degli affari di mafia e ‘ndrangheta». I reati sono commessi «nella massima discrezione». Investigatori in difficoltà.

La Svizzera funge da crocevia e paese di transito per i traffici della mafia siciliana e della ‘ndrangheta calabrese. Lo rivela il rapporto annuale dell’Ufficio federale di polizia (FedPol) pubblicato due settimane fa dai giornali della Confederazione ma del tutto inedito in Italia (e c’è da chiedersi perché, dal momento che basta cliccare su Internet per trovarne la versione integrale in quattro lingue).

Il clan del cemento alla conquista di Roma

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Giorgio Mottola

CRIMINALITA'. Ieri, la Dda di Napoli ha sequestrato 600 milioni di euro e 900 immobili ai Mallardo, famiglia camorristica originaria di Giugliano. In manette anche il boss Feliciano, detto “o sfregiato”.

Giugliano meriterebbe la stessa fama di Casal di Principe. 110 mila abitanti, hinterland orientale di Napoli, da più di trent’anni anni crocevia di rifiuti tossici e cementificazione selvaggia. Da quando l’attenzione sulle terre dell’impero casalese si è fatta  più intensa, Giugliano è diventata probabilmente la vera capitale delle mafie campane. Il territorio è tutto sotto il controllo dei Mallardo, detti “Carlantonio”.

Calabria, un paradosso chiamato emergenza

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Vincenzo Mulè

RIFIUTI Raccolta differenziata inesistente. Nessun obiettivo raggiunto. La Commissione sull’ecomafia boccia senza riserve la gestione commissariale. Favorito l’inserimento dei clan

 

Le ricchezze dei clan

Vincenzo Mulè

'NDRANGHETA. La Direzione investigativa antimafia sequestra beni per 8 milioni di euro riconducibili alla famiglia Tripodo, tra cui una villa lussuosissima. Al centro degli affari il mercato ortofrutticolo di Fondi.

Se per la politica a Fondi, e in generale nel sud pontino, non è accaduto nulla, il lavoro della macchina della giustizia continua a raccontare un’altra storia. Fatta di omertà che per oltre un decennio ha nascosto gli interessi economici e imprenditoriali di ‘ndrangheta, camorra e Cosa Nostra nel mercato ortofrutticolo di Fondi, florida azienda a capitale misto pubblico/privato che in Europa, eccezion fatta per il mercato ortofrutticolo di Parigi, non ha uguali.

«Così vincono i clan»

Alessio Postiglione

INTERVISTA. Il procuratore aggiunto della Dda di Napoli Alessandro Pennasilico: «Non abbiamo mezzi, uomini, risorse. La malavita investe per rafforzare il proprio potere politico. Lo Stato, invece, disinveste».

Infiltrazioni dei clan nel voto. Ne parliamo con Alessandro Pennasilico, procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia di Napoli.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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