Rutelli ammicca al centro. Fava: «Maneggio tattico»

Valerio Ceva Grimaldi

POLITICA All’assemblea dell’Udc Fini striglia Bossi: «Negare i diritti ai migranti è il suicidio della ragione».

«Negare l’universalità dei diritti fondamentali dell’uomo, negare che accanto alla politica dei doveri verso gli immigrati c’è la politica dei diritti, non credo sia un suicidio politico. Tutt’al più farlo è il suicidio della ragione». Gianfranco Fini, ieri all’assemblea dell’Udc a Chianciano, risponde a muso duro a Bossi che, nei giorni scorsi, sull’apertura del presidente della Camera al voto ai migranti, aveva detto: «Fini?

Frutto di parole malate

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Dina Galano

IMMIGRAZIONE Il colloquio con il professor Marramao, docente di Filosofia all’università di Roma Tre, svela le ragioni di merito della repressione degli irregolari. E illumina sulle prospettive. L’Italia assiste alla propria deculturalizzazione.

Alla base delle leggi italiane che regolano il fenomeno immigrazione insiste «un’equazione patologica tra alterità e pericolosità». Questo è il giudizio del filosofo Giacomo Marramao, docente presso l’università di Roma Tre, che interviene nel dibattito successivo alle ultime stragi del mare. Ieri ci sono stati nuovi sbarchi, sia in Sicilia che a Malta. Altri 55 migranti, questa volta di nazionalità egiziana, hanno raggiunto le nostre coste.
 

Il palleggio delle responsabilità

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Elena Di Dio

SBARCHI Mentre i superstiti della tragedia rischiano l’incriminazione per favoreggiamento dell’immigrazione, tra il governo italiano e Malta si apre il giallo. Sullo sfondo, l’Asgi denuncia come il patto con la Libia abbia aumentato i respingimenti, vietati dalle convenzioni internazionali.

Rischia di diventare un giallo, consumato nelle acque internazionali che dividono, oggi più che mai, l’Italia dal continente africano, al largo dell’isoletta di Malta. è la storia riportata dai cinque superstiti eritrei che lo scorso 20 agosto sono arrivati a Lampedusa raccontando la “cronaca” della morte di 73 compagni di viaggio, che dalle coste libiche, a bordo di un barcone di disperati, hanno incontrato stenti, fame, sete e infine la morte.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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