Dopo il nucleare, il carbone. Un altro no contro il passato

large_ro040808pol_0328.jpg
Vincenzo Mulè

PROTESTA. Oggi alle 14 prende il via a Adria, nel Polesine, la grande manifestazione nazionale contro la fonte fossile più antica. E responsabile del 43 per cento delle emissioni di CO2 nel mondo.

Il carbone come alternativa al nucleare. È contro questa scelta che oggi associazioni, comitati e cittadini scenderanno in piazza contro quello che viene definito «un ritorno al passato». Le 35 associazioni della coalizione Fermiamo il carbone hanno organizzato una manifestazione nel Polesine, ad Adria, per di no alla riconversione della centrale di Porto Tolle. Contemporaneamente, ci saranno poi una serie di presidi a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure, Civitavecchia e Brindisi.

Se le emissioni di C02 domineranno il mondo

large_110712-005517_To110711est_14199.jpg
Emma Sagonà

PIANTEA. Presentato il rapporto del Fondo Onu per la popolazione (Unfpa): il 31 ottobre saremo sette miliardi. Troppi per le risorse a disposizione. Che potremmo usare in altro modo.

Tra meno di una settimana la popolazione mondiale raggiungerà quota 7 miliardi. E la pianificazione per uno sviluppo sostenibile a livello globale che ponga tra le sue priorità la tutela ambientale, oltre a politiche di equità sociale e controllo demografico, sembra essere una delle principali chiavi d’azione per affrontare le sfide dei prossimi trent’anni.

Geocarbon, un sistema per calcolare la Co2 nel mondo

co2.jpg
Emanuele Bompan

CLIMA. Presentato un nuovo progetto europeo per armonizzare la misurazione dei i gas climalteranti. Al via anche una moderna rete di stazioni per rilevare dell’inquinamento nell’Ue.

Quante volte vi è capitato di incontrare discrepanze nelle misure delle concentrazioni di Co2? Quanta ne emette l’Italia? E la Francia? E quanta ne assorbono le foreste e il suolo? Senza dimenticare poi gli obbiettivi di riduzione, sempre così incerti. Misurare con esattezza i gas climalteranti diviene fondamentale per prendere decisioni politiche finalizzate raggiungere obbiettivi programmatici, come il 20-20-20 europeo o mettere in atto meccanismi volontari internazionali di taglio alle emissioni.

Ue, al via le quote di CO2 per gli aerei

foto-aereo.jpg
Marco De Vidi

TRASPORTI. Il settore dell’aviazione civile entra nel sistema che regola la quantità di anidride carbonica permessa. Coinvolte 900 compagnie.

La Commissione europea ha assegnato le quote gratuite di CO2 alle compagnie aeree. In pratica le compagnie avranno un tetto massimo di inquinamento da CO2 che possono produrre, superato il quale dovranno pagare per le emissioni prodotte. I parametri di riferimento pubblicati ieri riguarderanno 900 compagnie aeree che operano negli scali europei, ma valgono sia per i voli interni al continente che per quelli che partono o arrivano in Europa.

Con la crisi, a rischio la finanza climatica

LFP0209_Acosta_BR-GreenEconjpg.jpg
Emanuele Bompan

GREEN ECONOMY. Crolla il prezzo della CO2 sul mercato delle emissioni, nato dai tentativi di incentivare chi investe in tecnologie pulite. Così la recessione impatta la lotta al climate change.

La prossima vittima della doppia recessione in Usa e Eurozona potrebbe essere la lotta per fermare i cambiamenti climatici. A rischio gli investimenti nella green economy e nella finanza climatica. Ieri il prezzo della CO2 ha raggiunto un limite storico, scendendo sotto i 7,10 € a tonnellata per i CER, (il mercato delle emissioni nei paesi in via di sviluppo promosso dal Clean Development Mechanism ideato dall’Onu) e sotto i 10,65 euro a tonnellata per il mercato europeo delle emissioni ETS EU, il più grande e il più solido.

Tutti i vantaggi del cloud computing

Server_room_5.jpg
Pierpaolo De Lauro

Un risparmio di 12,3 miliardi di dollari in bolletta e emissioni di Co2 ridotte, entro il 2020, di oltre 85 milioni di tonnellate. Sono questi i vantaggi del cloud computing per le aziende americane segnalati da uno studio sponsorizzato da AT&T. In base ai dati presentati nel rapporto ci attende nell’informatica un futuro verde con un notevole risparmio di carta stampata, consumi elettrici e, soprattutto spostamenti fisici di personale o cose. Tutto sarà racchiuso nella nuvola di server, a patto ovviamente, che questi ultimi siano alimentati da energia pulita.

Non di solo CO2 soffre la nostra atmosfera

gas.jpg
Valentina Perugini

EMISSIONI. Uno studio della rivista Nature individua altre sostanze nel “gas serra”. Dimenticato per anni il ruolo del metano, dell’ossido di azoto e di tante altre sostanze pericolose.

Erroneamente si pensa che dicendo “gas serra” ci si riferisca soltanto all’anidride carbonica. Non è così. Uno studio pubblicato recentemente su Nature viene in soccorso a sfatare questo luogo comune, sottolinea quanto sia sbagliato incentrare la battaglia contro i cambiamenti climatici unicamente sulla riduzione di CO2.

Clima, anche la Regione deve agire

EMILIA.jpg
Vittorio Marletto (Terra Emilia Romagna)

EFFETTO SERRA. Di fronte ad un dramma planetario anche gli amministratori locali debbono assumersi la responsabilità di decidere.

Alcuni anni fa un medico mi disse che avevo un cancro, un piccolo ma potenzialmente letale cancro della pelle. Mi disse anche che doveva operarmi e che avrei sofferto un po’, ma che la situazione si sarebbe con ottima probabilità risolta. Voi cosa avreste fatto al posto mio? Banale, affidarsi al medico, farsi operare, soffrire un paio di mesi e poi stare meglio, con la fondata speranza che la cosa finisse lì.

Effetto serra e incendi. Il caso dell’Anaktuvuk

anaktuvuk_fire.jpg
Alessio Nannini

AMBIENTE. Nel settembre 2007 in Alaska un fulmine causò la perdita di 1.000 chilometri quadrati di vegetazione e il rilascio nell’aria di 2,3 milioni di tonnellate di carbonio. Secondo uno studio americano, il disastro fu causato dal cambiamento climatico.

Il primo studio sulle conseguenze del grande incendio del settembre 2007 nella tundra lungo il fiume Anaktuvuk, nel nord dell’Alaska, riporta la data dell’ottobre scorso. Allora sul Journal of Geophysical Research apparve una ricerca dell’Università dell’Illinois che, attraverso l’analisi di carote di sedimenti dell’area bruciata, rivelava come quello fosse stato il più distruttivo in almeno cinquemila anni.

California, la misteriosa morte delle sequoie

sequoie.jpg
Emanuele Bompan

USA. Un albero secolare cade all’improvviso nel Bosco di Muir. Sul tronco nessun segno dell’uomo, di parassiti o fulmini. Todd Dawson, biologo della Università di Berkley: «Colpa del climate change».

Lo scorso 9 giugno un albero è caduto, senza che nessuno potesse udirne il tonfo, il suono secco del suo tronco spezzarsi. Era una sequoia della California, venuta giù lungo il sentiero di Chatedral grove nell’incantato Muir Wood, il Bosco di Muir, poche miglia al di là del Golden Gate bridge di San Francisco. Il suo peso ha frantumato il cemento del sentiero turistico, calcato ogni anno da centinaia di migliaia di turisti che vengono a visitare il Muir Woods National Monument.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29
OpinionePerché ho sognato anch'io lo stesso ricordo
da Pietro Autier
 - 29/12/2011 - 13:29
OpinioneUcciso su una croce e intriso di dolore
da giuliano lazzari
 - 29/12/2011 - 13:16
OpinioneBerlusconi condannato ad un servizio socialmente utile
da robertod1961
 - 26/12/2011 - 10:50
OpinioneAgli altri dedico questa canzone buona per tutte le ore
da Pietro Autier
 - 24/12/2011 - 08:43