Stop agli aiuti al falso Made in Italy

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Susan Dabbous

COLDIRETTI. Bresaola uruguaiana e culatello statunitense, ecco dove vanno i soldi della Simest, la controllata dal ministero dello Sviluppo.

Guerra aperta tra Coldiretti e governo. L’oggetto del contendere sono gli aiuti statali al made in Italy prodotto all’estero e venduto con marchio nostrano. Gli esempi sono vari e vanno dalla bresaola uruguaiana al salame toscano fatto negli States. Per produrre queste leccornie taroccate la Parmacotto, denuncia l’associazione degli agricoltori, si sarebbe appena aggiudicata 11 milioni di euro.

I maiali di Piazza affari e la rabbia dei pastori

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Diego Carmignani

ECONOMIA. Allevatori davanti alla Borsa contro il caro-materie prime causato dalle speculazioni finanziarie. Una distorsione del mercato che sta uccidendo settori di eccellenza del made in Italy.

Le speculazioni borsistiche sulle materie prime e l’assenza di norme trasparenti che vadano incontro al settore primario, sono le principali cause della situazione disperata in cui versa un importante comparto - se non il più importante, viste le tante eccellenze - dell’economia italiana.

La rivincita del bio. E' boom negli acquisti

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Giovanni Grimaldelli

AGRICOLTURA. Un’analisi della Coldiretti certifica la clamorosa crescita del mercato di prodotti naturali. Pasta e mozzarella su tutti. Dietro l’exploit, forse, anche le paure legate al batterio killer.

Sarà la paura legata alla vicenda del batterio killer, o forse una maggiore attenzione alla qualità del cibo e, di conseguenza, un naturale spostamento verso il prodotto tipico. Fatto sta che i numeri del biologico sono in clamorosa ascesa. Come dimostra un’analisi della Coldiretti, pubblicata in risposta alle polemiche nate sulla sicurezza dopo la vicenda del batterio killer in Francia e Germania.

Agromafie da 12,5 miliardi. Un business sempre più ricco

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Alessandro De Pascale

STUDIO. Presentato ieri a Roma il primo rapporto Eurispes-Coldiretti sulla crimininalità alimentare. Da un sondaggio Swg per il 60 per cento degli italiani le frodi a tavola sono più gravi di quelle fiscali.

L'interesse della criminalità organizzata di tipo mafioso verso il settore economico-agricolo è in costante crescita. A scattare una dettagliata fotografia di questo fenomeno è il primo Rapporto sulle Agromafie, realizzato da Eurispes e Coldiretti, presentato ieri a Roma. I numeri sono impressionanti: il volume d’affari complessivo dei crimini agroalimentari in Italia è stimato in 12,5 miliardi di euro (5,6% del totale), di cui 3,7 miliardi da reinvestimenti in attività lecite (30%) e 8,8 miliardi di euro da attività illegali (70%).

La mafia nel piatto. Boom di truffe a tavola

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Alessandro De Pascale

FRODI. Nel 2010 il Nac dei carabinieri ha sequestrato 11mila tonnellate di alimenti per 22,5 milioni di euro. «Indebite destinazioni anche per la criminalità organizzata», spiega il generale Delli Santi.

Olio trattato con la clorofilla, falso extra vergine servito nei ristoranti. Ma anche formaggi e pomodori falsamente indicati come Dop o biologici, concentrati indicati come nazionali ma provenienti dalla Cina, alimenti in cattive condizioni o scaduti. Nel corso del 2010 superano le 11mila tonnellate i prodotti agroalimentari sequestrati dai Nuclei antifrodi carabinieri (Nac), per un valore che supera i 22,5 milioni di euro. Sono i dati contenuti nel rapporto “Contro le frodi alimentari. Al servizio dei cittadini”, appena pubblicato dal Nac.

L’alternativa al nucleare arriva dall’agricoltura

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Giuliano Rosciarelli

RISORSE. Dopo il verdetto del referendum, il futuro energetico dell’Italia passa per le fonti rinnovabili. Con particolare riferimento agli effetti sul territorio e sulle produzioni dei campi.

Archiviato il referendum e quindi la disastrosa avventura nucleare, è ora di pensare al futuro energetico del nostro Paese. A come sfruttare un’occasione irripetibile che può fare dell’Italia  la punta più avanzata dal punto di vista della ricerca sul fronte delle energie rinnovabili.

Expo, la Coldiretti lancia l’allarme

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

POLEMICHE. Il presidente dell’associazione di Milano e Lodi: «L’agricoltura non può essere un elemento di contorno della manifestazione».

Coldiretti lancia l’allarme Esposizione Universale. Dopo le polemiche innescate nei giorni scorsi dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala (che, riferendosi all’Orto Planetario progettato dall’architetto Stefano Boeri, aveva affermato «il concetto di un’esposizione eccessivamente verde non sfonda»), l’associazione degli agricoltori di Milano e Lodi alza la voce.

Ogm, il centrodestra si spacca

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Giannandrea Mencini (Terra Nordest)

 
VENETO. Una proposta di legge della Lega, favorevole l’assessore Manzato, per vietare la coltivazione provoca le critiche di Galan e Pdl.

 

 
Pochi mesi fa, nel dicembre 2010, l’Alto Adige si è dichiarato Ogm free: con una norma provinciale l’utilizzo dei prodotti transgenici è stato messo al bando. In Friuli Venezia Giulia oltre cinquanta fra associazioni e organizzazioni agricole hanno presentato una proposta di legge a protezione dalle coltivazioni Ogm in pieno campo e in questi giorni segnalano l’urgenza della sua approvazione all’approssimarsi della stagione delle semine.
 

Gli alberi in plastica? Meglio quelli di legno

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Alessio Nannini

TRADIZIONI. Un rapporto della Coldiretti evidenzia i pregi degli abeti coltivati nei vivai ed evidenzia i danni all’ambiente di quelli finti. Se prodotta in Cina, una pianta inquina quanto un’automobile.

Natale, tempo di regali e di addobbi luminosi. Tempo soprattutto di alberi, che la tradizione moderna e consumistica vorrebbe ornati di palle e stelline nelle case di chi festeggia a partire da oggi 8 dicembre. E di questi giorni è anche un rapporto della Coldiretti che ha inteso fare il punto sugli abeti di Natale in plastica, un tempo ritenuti una valida alternativa (e vagamente ambientalista) a quelli veri. In realtà, ci dice il documento dell’associazione, gli abeti finti inquinano, e inquinano ancora di più se provengono dalla Cina.

La rivolta dei pastori

Dina Galano

SARDEGNA. Gli allevatori locali bloccano aeroporti, strade e città. Da Alghero il Movimento autonomo chiede «soluzioni entro settembre, altrimenti moriremo». Mentre Coldiretti, a Cagliari, sta affinando le sue proposte.

La protesta degli allevatori sardi cresce di intensità e si sviluppa lungo almeno due direttrici. Da un lato il Movimento pastori sardi, d’origine spontanea, guidato da Felice Floris sta movimentando l’isola a colpi di blitz: dopo la chiusura dell’aeroporto di Olbia, ieri è stata la volta di quello di Alghero che è stato letteralmente interdetto ai viaggiatori per il sit in organizzato lungo le strade d’accesso allo scalo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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