Regioni contro gli Ogm

Giulio Finotti (Terra Lazio)

AGRICOLTURA. In Emilia Romagna una norma, voluta dai Verdi, vieta temporaneamente la coltivazione degli organismi geneticamente modificati. Ma dopo le regionali si punta a una legge di iniziativa popolare.

Una legge di iniziativa popolare per dire no alle coltivazioni di organismi geneticamente modificati. È in questa direzione che, in Emilia Romagna, si stanno muovendo i comitati contrari all’immissione nel ciclo dell’agricoltura italiana degli Ogm.

Ogm, l’Autorità parziale

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Federico Tulli

IL CASO. Ancora una volta i pareri in materia di biotech espressi dall'Ente europeo per la sicurezza alimentare causano perplessità. E la patata Amflora può trasformarsi in un boomerang commerciale per chi decide di coltivarla.

E se quella della lobby biotech fosse una vittoria di Pirro? A 48 ore dal via libera di Bruxelles alla coltivazione in Europa della patata Amflora, e di altre tre varietà di mais Ogm, l’azienda tedesca Emsland Stärke GmbH (Esg), seconda produttrice mondiale di carta (con le sue 350.000 tonnellate di amido di patate) ha dichiarato di non voler al momento coltivare il tubero biotech della Basf «pur avendo considerato nel passato la possibilità di farlo». Nessun ripensamento di carattere “morale”.
 

Quante ragioni per dire no

Valerio Cevo Grimaldi

L'ESPERTO. Gianni Tamino, docente di Biologia generale all’Università di Padova, uno degli scienziati italiani più impegnati sul tema delle biotecnologie, commenta tranchant la decisione dell’Unione europea.

 

«I biofuel non sono una soluzione a impatto zero»

Pietro Orsatti

CLIMA. Il biologo Gianni Tamino spiega quali siano i limiti di una scelta energetica basata sulla produzione di biocarburanti. Il primo è la necessità di immense aree di terra destinate alla coltivazione.

«Non illudiamoci che sposare acriticamente un’agricoltura no food per la produzione di biocarburanti sia una risposta alla crisi climatica. Prima di tutto perché si parte sempre da una combustione e di conseguenza si produrrebbe comunque CO2, poi perché non sussiste il cosiddetto “pareggio”. Un ricercatore americano, David Pimentel, ha dimostrato che per produrre una caloria di energia da biocarburanti bisogna, oggi, consumarne quasi il doppio con fonti tradizionali».

Canapa d’origine controllata

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Peppe Ruggiero

TERRITORIO - CAMPANIA
— Due ettari di terreno vengono legalmente destinati alla coltivazione della pianta ritenuta utile per l’economia e l’ambiente. —

Caivano, capitale della coltivazione della canapa. Nessuna notizia di cronaca nera. Niente di illegale. Anzi una buona notizia. O meglio una buona pratica. Si è svolta la scorsa settimana nella cittadina a nord della provincia di Napoli la prima semina di due ettari di canapa a livello sperimentale per un’effettiva reintroduzione di un coltura benefica per l’ambiente, e in grado di contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio, oltre che utilizzabile per l’industria tessile.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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