«Coltivare con la terra stessa». La sfida della Cina al deserto

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Bruno Picozzi

FOCUS. Oltre il 40% delle terre emerse è colpito dalla desertificazione. Un fenomeno che risulta più aggressivo dove più forte è l’attività dell’uomo. La nazione più colpita è il paese asiatico.

Nella lotta infinita tra l’uomo e la natura, vince la sabbia. La desertificazione è un lento processo di degradazione dei suoli contro il quale sembra non esserci soluzione. In un suo saggio del 2003 sulla Convenzione delle Nazioni unite contro la desertificazione (Unccd) il professor Uwe Holtz dell’università di Bonn affermava che il 40 per cento delle terre emerse è ormai colpito dalla desertificazione.

Ecco Mas, l’alternativa biotech alla «truffa» Ogm

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Federico Tulli

AGRICOLTURA. Dal campo in laboratorio. Presentata a Roma dalla Fondazione diritti genetici la tecnica che riproduce in poco tempo gli incroci tra diverse specie di piante selezionando le loro migliori caratteristiche.

Accelerare e semplificare la selezione delle migliori caratteristiche delle piante attraverso incroci ripetuti, producendo nuove varietà vegetali in maniera del tutto compatibile con l’ambiente.

Verdi: «Stop agli Ogm»

Giulio Finotti

AGRICOLTURA. Iniziativa ad Ancona del Sole che ride con Giobbe Covatta. Gianluca Carrabs: «Tutte le regioni adottino normative a tutela delle coltivazioni tipiche e di qualità, non geneticamente modificate».

Patate, rigorosamente italiane e “ogm free”, distribuite in piazza per sensibilizzare i consumatori sull’importanza di difendere l’agricoltura italiana, i prodotti tipici, di qualità e non geneticamente modificati. Ospite, il comico Giobbe Covatta.

Un orto da primato

Adele Parrillo

CONSUMI. Sono sempre di più gli italiani che si dedicano alla cura di appezzamenti di terreno. E in Rete impazzano le colture “virtuali”. Intanto, aumenta pericolosamente il consumo del suolo. Quello vero.

Come avranno preso la notizia dell’autorizzazione, da parte della  Commissione europea, ad avviare colture della patata ogm i circa 80 milioni di contadini virtuali di FarmVille? è una domanda del tutto legittima, considerando che il gioco gratuito di Facebook è diventato il più utilizzato ed una vera manìa degli utenti del social network. “Coltivare il proprio orto”, non è più metafora del “fare i propri interessi”, ma è tornato a significare proprio lo zappare, seminare, annaffiare, potare.

Coldiretti si schiera contro e in difesa dell’agricoltura tipica

g.m. (Terra Nordest)

AGRICOLTURA. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato l’organizazione agricola vuole difendere il diritto della stragrande maggioranza dei cittadini e degli agricoltori di avere territori ogm free.

«Non basterà una sentenza del Consiglio di stato a permettere la coltivazione di mais ogm nel territorio del Friuli Venezia Giulia ». Non ha dubbi Elsa Bigai direttrice della Coldiretti del Friuli, la sua organizzazione vigilerà sul territorio affinché Futuragra non cominci a seminare mais ogm nel pordenonese.

Rischio ogm in Friuli La denuncia dei Vas

Giannandrea Mencini (Terra Nordest)

AGRICOLTURA. Sarà proprio un angolo del Friuli occidentale, in provincia di Pordenone, a ospitare forse le prime coltivazioni Ogm dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Vas: «Problema reale».

Con la sentenza del 19 gennaio scorso, il Consiglio di Stato ha dato il via libera per la prima volta in Italia a seminare mais transgenico. Sarà proprio un angolo del Friuli occidentale, in provincia di Pordenone, a ospitare forse le prime coltivazioni Ogm. Forse, in quanto il ministro Zaia ha promesso battaglie in tutte le sedi per impedire che fra tre mesi il mais “Mon 810 possa essere seminato fra i comuni di Arba e Vivaro nella cintura pedemontana pordenonese.

«L’agricoltura è salva»

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Susan Dabbous

HAITI. A nove giorni dal sisma, continua l’esodo da Port-au-Prince verso le campagne. Le coltivazioni sono in buono stato. Cristina Amaral, esperta di ricostruzione della Fao: «Bene gli aiuti, ma all’economia locale servono soldi e non solo cibo».

Mentre si estraggono gli ultimi superstiti dalle macerie del terremoto che ha devastato Haiti il 12 gennaio c’è chi sta già lavorando alla ricostruzione. Cristina Amaral è direttore del ufficio Emergenze e strategie di pianificazione della Fao, l’agenzia Onu per la sicurezza alimentare. Nel 2005 ha coordinato gli aiuti dopo il disastroso tsunami che si abbatté nel Sud est asiatico.

Ogm, Italia a rischio invasione. Il governo verso il via libera

Simonetta Lombardo

AGRICOLTURA. Il prossimo 28 gennaio, in sede di Conferenza Stato Regioni, si discuteranno le linee guida per la coesistenza tra colture tradizionali e geneticamente modificate. Nonostante 18 amministrazioni locali siano contrarie.

«Una scelta in controtempo», la definisce la Coldiretti, una delle maggiori associazioni agricole. E realmente questo pare il progetto di portare al tavolo della conferenza Stato Regioni del 28 gennaio prossimo le linee guida per la coesistenza tra colture tradizionali e ogm. Perché coesistenza, una volta tanto, significa una brutta cosa e cioè il via libera a una di fatto al cambiamento delle caratteristiche di gran parte dell’agricoltura italiana.

Clima, coltivazioni industriali e la tempesta perfetta del cibo

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Bruno Picozzi

NUTRIZIONE. Il ricco Nord del mondo potrebbe scoprirsi presto sottoalimentato: l’allarme è del governo britannico che teme per i prossimi vent’anni disordini, migrazioni e conflitti. Tutti disastri legati a un modello agricolo sbagliato.

 

Lo Stato che sfrutta i minori

Beniamino Bonardi

LAVORO. In Uzbekistan il governo difende le imprese che coltivano cotone utilizzando come manodopera i bambini. E chi denuncia alla stampa internazionale è aggredito.

Un cittadino uzbeko, Bakhtiyar Hamrayev, è stato aggredito poche ore dopo che il sito della Bbc ha pubblicato un’inchiesta sullo sfruttamento del lavoro minorile nei campi di cotone, a cui l’uomo, attivo nella difesa dei diritti umani, aveva collaborato. L’aggressione è avvenuta nella città di Jizzax, in una delle zone dell’Uzbekistan in cui si coltiva il cotone.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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