I gruppi ambientalisti contro la macchia nera

cina.
Paolo Tosatti

CINA. Undici ong annunciano un’azione legale di gruppo contro le compagnie petrolifere che gestiscono il giacimento da cui si è originata la perdita di petrolio nel Mare di Bohai.

I gruppi ambientalisti cinesi si mobilitano contro la macchia nera nel Mare di Bohai. Undici organizzazioni non governative hanno annunciato l’intenzione di promuovere un’azione legale di gruppo nei confronti della ConocoPhillips China (Cpoc), la società statunitense che gestisce il Penglai 19-3, il giacimento da cui si è originata la perdita di greggio che sta minacciando le coste della provincia dello Shandong.

«Sarebbe una catastrofe»

Giuseppe Deleonibus (Presidente dei Verdi di Monopoli, ingegnere ambientale)

DENUNCIA. L’esperto lancia l’allarme: «Se arrivano le trivellazioni sarà un disastro. Solo l’impianto di desulfurazione utilizzerà un milione di litri d’acqua potabile al giorno».

Avere questa perforazione a largo della costa di Monopoli significa cedere parte del nostro territorio alla/e compagnia/e petrolifera/e per estrarre petrolio di pessima qualità che dovrà essere sottoposto a processi molto inquinanti di desulfurazione. Il 90% della popolazione si troverà a vivere dentro un distretto petrolifero. Le compagnie petrolifere pagheranno allo Stato il circa un 7% di royalty e alla nostra regione solo l’1%.
 

Puglia, le multinazionali vanno a caccia d'oro nero

petrolio.jpg
Valerio Ceva Grimaldi

IL CASO. Al largo di Monopoli le compagnie petrolifere cercano idrocarburi. I cittadini denunciano forti rischi per l’ambiente in un territorio già compromesso.

Northern Petroleum, Petroceltic irlandese, Eni, Nautical Petroleum della Transunion Italia e Shell. Sono le multinazionali del petrolio che si preparano a trasformare il basso Mar Adriatico in un enorme campo petrolifero. Sono infatti diciannove le richieste di indagini sottomarine (tecnicamente “prospezioni sismiche”) inviate al ministero dell’Ambiente per  cercare giacimenti di oro nero nei fondali.
 

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31