Frane, il 70 per cento dei Comuni è a rischio

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Marta Sauri

AMBIENTE. Presentato a Roma l’inventario dei fenomeni franosi nel Belpaese. Il bilancio è critico. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale lancia l’allarme.

Le frane in Italia sono all’ordine del giorno: nel giro di un anno se ne registrano quasi 500mila. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) torna a dare l’allarme. Secondo i dati emersi dal progetto Iffi, l’inventario dei fenomeno franosi in Italia, presentato ieri nell’ambito del secondo Forum mondiale sulle frane in corso alla Fao a Roma, oltre il 70 per cento dei Comuni è a rischio.

Censimento, i Comuni pensano al boicottaggio

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Dina Galano

POLITICA. Le amministrazioni cercano antidoti contro il riassetto locale imposto dalla manovra che taglia giunte e fondi. L’Anci Toscana: «Se non ci saranno modifiche bloccheremo la rilevazione Istat».

Con il quindicesimo censimento della popolazione italiana non si scoprirà soltanto quanti siamo. L’inaugurazione, lunedì scorso, delle procedure di rilevazione su base principalmente telematica ha segnato anche l’inizio della battaglia per la sopravvivenza di Comuni e giunte. Quando si giungerà i primi dati elaborati dall’Istat, intorno a marzo 2012, ci si troverà nel pieno dell’attuazione delle nuove norme approvate con la fiducia del Parlamento.

Meno tagli per i Comuni. Ma loro restano all’erta

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Eloisa Covelli

MANOVRA Duemila persone si sono riversate in piazza della Scala per protestare. Da Gianni Alemanno a Piero Fassino, da Flavio Tosi a Giuliano Pisapia, la mobilitazione ha coinvolto tutti

Mobilitazione permante. I Comuni italiani non si fidano più del governo e decidono di non gettare lo scudo se prima le norme che vedono la cancellazione dei piccoli e i tagli per i grandi non vengono stralciate del tutto dalla manovra. Dalla riunione tra Bossi e Berlusconi viene fuori la promessa di due miliardi di euro in meno per i tagli agli enti locali. Risorse reperite da una rimodulazione dei vantaggi fiscali e da un intervento sulle pensioni. Non vengono salvate invece le province. Il Pdl e la Lega hanno trovato infatti l’accordo per sopprimerle tutte.
 

Il governo taglia gli Enti. La Sicilia li moltiplica

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Giorgio Mottola

IL CASO. Nonostante la mannaia della maggioranza, nell’isola a breve potrebbe essere istituito un nuovo comune e una nuova provincia a Gela, con il sostegno bipartisan di Pdl, Fli e Pd.

Tremonti abolisce province e comuni? Nessun problema, non è mica una tragedia. Se il governo sopprime gli enti locali, basta crearne di nuovi. In Sicilia è così che ci si sta regolando rispetto al decreto lacrime e sangue dell’esecutivo. Mentre nel resto dello Stivale dovrebbero scomparire 29 province e 1500 municipi, sull’isola potrebbero a breve essere istituiti una nuova provincia, a Gela, e un nuovo Comune, a Piano Tavola. Poco importa se in Sicilia Enna e Caltanissetta smetteranno di essere enti provinciali.

Tagli e accorpamenti, piccoli Comuni in rivolta

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Rossella Anitori

PROTESTA. Previste manifestazioni a Milano e a Roma contro la soppressione dei municipi inferiori ai mille abitanti prevista nella manovra. Legambiente: «Sono la speranza del Paese».

L’Italia dei piccoli Comuni è in subbuglio. L’allarme per la soppressione dei municipi inferiori ai mille abitanti prevista nella manovra è alle stelle. «Siamo a un passaggio decisivo per il futuro delle nostre comunità», scrivono il presidente dell’Anci (Associazione dei comuni italiani), Osvaldo Napoli, e il coordinatore nazionale dei Piccoli comuni, Mauro Guerra, in una lettera che invita sindaci e amministratori dei piccoli municipi a mobilitarsi. «Non c’è tempo da perdere».

La manovra di Tremonti affonda il referendum

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Andrea Palladino

PRIVATIZZAZIONI. L’articolo quattro del provvedimento presentato venerdì in Consiglio dei ministri forza i Comuni a cedere i servizi pubblici locali ai privati. Esclusa, per ora, l’acqua.

Soli e disarmati. È questo lo scenario che Tremonti ha disegnato per i Sindaci italiani, rivedendo sostanzialmente le norme che regolano i servizi pubblici locali. Un intervento che si delinea come un attacco frontale al referendum popolare del 12 e 13 giugno, mascherato malamente dalla esclusione formale – e non sostanziale – della gestione dell’acqua, infilato nella manovra economica seguendo i suggerimenti silenziosi delle grandi lobby europee.

Fragile Italia. Sette comuni su dieci a rischio

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Diego Carmignani

DISSESTO. Il crollo improvviso del sottosuolo in Campania è destinato a ripetersi. Le aree tra Napoli e Caserta pullulano di cavità scavate dall’uomo nel tufo, di cui non si conosce l’ubicazione.

E' servito un camion compattatore sprofondato in un’immane voragine per ricordare a tutti gli italiani quanto il territorio del loro Paese sia fragile e disseminato di “sorprese”. Lo stato dell’arte del dissesto idrogeologico in Italia racconta di un costante e diffuso allarme, essendo il suolo nazionale per sua natura soggetto a frane e alluvioni, evenienze che, come mostrano i casi drammatici di Giampilieri o, andando più indietro nel tempo di Sarno e Quindici, hanno nella dissennatezza umana chiamata speculazione edilizia un complice decisivo.

Trivellazioni, i Comuni dicono no

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Lou Del Bello (Terra Emilia Romagna)

TERRITORIO. I sindaci dei paesi interessati al progetto di ricerca di idrocarburi tra Modena e Bologna sono sul piede di guerra.

I sindaci delle colline bolognesi lanciano un forte segnale per la tutela del territorio. Molti di loro sono in opposizione alle grandi compagnie petrolifere, che da qualche anno ormai guardano con interesse alla Pianura padana come possibile zona di estrazione. Nell’area di Modena e Bologna, in particolare, la texana Hunt Oil tenta di assicurarsi i diritti per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. Il progetto coinvolge alcune decine di piccoli comuni nelle due province, entro i bacini del Reno e del Panaro.

Comuni, ecco la verità sulla finanza locale

Giuliano Rosciarelli

RICERCA. Il Centro Studi Sintesi di Venezia ha verificato la relazione tra la capacità fiscale,
cioè l’imponibile Irpef procapite, e la spesa corrente. Al Centrosud il maggiore squilibrio.

Ci sono Comuni “cicala” localizzati soprattutto in Sardegna, Sicilia e Molise che spendono troppo senza averne la possibilità, e comuni  “formica”, in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, che invece pur avendo una capacità fiscale elevata stringono la cinghia. L’indicazione arriva da uno studio del Centro Studi Sintesi di Venezia che, in tema di federalismo fiscale comunale, ha voluto verificare la relazione tra la capacità fiscale (imponibile Irpef procapite) e la dimensione della spesa corrente dei Comuni italiani.

Vince il fronte dei Comuni. Il federalismo è rinviato

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Valerio Ceva Grimaldi

POLITICA. Anci e opposizione ottengono un rinvio di una settimana sul parere dell’esecutivo. Calderoli: «Solo un approfondimento». Bettin: «Il vero autogoverno è quello delle municipalità».

Il fronte dei Comuni italiani si ribella ed ottiene, da parte del Consiglio dei ministri, il rinvio del parere al decreto legislativo sul federalismo municipale. Ieri, il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli si è affrettato a precisare che «il mantenimento dei tempi di presentazione degli emendamenti, perché questa settimana deve essere sfruttata per un approfondimento e non per un differimento dei termini».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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