«Siamo in recessione». Oggi il voto di fiducia

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Betta Salandra

MANOVRA. E' giunto il momento dell’approvazione per il contestato decreto “Salva-Italia”. Ieri il premier Monti si è difeso: «Senza queste misure altro che piccola perdita di prodotto interno».

La manovra è in dirittura d’arrivo. Oggi il governo porrà la fiducia alla Camera sul decreto soprannominato (forse sperando che fosse di buon auspicio) Salva-Italia. Il tempo delle mediazioni e modifiche è finito, e nonostante i cambiamenti apportati restano molte le critiche ai provvedimenti. Dalle critiche i due ministri maggiormente sotto tiro, Monti e Passera, ieri si sono difesi in ogni occasione pubblica.

Ultimatum delle imprese. Ecco le cinque richieste

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Eloisa Covelli

CRISI. Riforma delle pensioni e del fisco, privatizzazioni, liberalizzazioni e infrastrutture: le proposte di Confindustria, che minaccia di interrompere il dialogo col governo se non prenderà misure urgenti.

Dopo la letterina al governo della Bce, anche le imprese scrivono la loro. Ieri l’ha presentata la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, mentre l’Istat sciorinava i numeri sulla disoccupazione, lievemente in calo ad agosto, ma solo per gli uomini. Più che una lettera quella delle imprese suona come un ultimatum. La giunta di Confindustria «mi ha dato il mandato di portare avanti proposte forti e coraggiose», dice la leader che avverte: «Se non andranno avanti ho anche il mandato di valutare se restare ai tavoli con il governo».

Accordi sindacali Alleva: «Articolo 8 bomba inesplosa»

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Eloisa Covelli

LAVORO. Il patto siglato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria annulla le norme decise dalla manovra del governo? Ne parliamo con un esperto.

Cgil, Cisl e Uil (assieme all’Ugl) si sono seduti allo stesso tavolo con Confindustria per siglare in via definitiva l’accordo del 28 giugno. I sindacati escono così rafforzati: solo loro - e non il governo - possono decidere di cambiare le relazioni industriale. Quest’accordo stabilisce che il contratto collettivo nazionale resta valido per garantire la «certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale».

Privatizzazioni, l’assalto di Cerroni e Marcegaglia

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Giorgio Mottola

RETROSCENA. La presidente di Confindustria e la figlia del proprietario di Malagrotta avrebbero spinto sulla norma del decreto che apre ai privati.

Ci sarebbe una regia precisa dietro la norma della manovra anti crisi che obbliga i Comuni a privatizzare i servizi pubblici locali. Con il governo di fatto commissariato dalla Bce e la frattura tra Tremonti e un Berlusconi sempre più delegittimato, Confindustria ha avuto gioco facile nell’imporre la sua linea. È riuscita a far saltare il Sistri, il fallimentare sistema di tracciabilità dei rifiuti, inviso sin dall’inizio all’associazione degli industriali. Ma soprattutto ha vinto la battaglia sulla privatizzazione delle municipalizzate.

Per il ministro bocciatura bipartisan

Giorgio Mottola

Un coro di no. Dall’opposizione (e c’era da aspettarselo), ma, a sorpresa, anche dalla maggioranza. Giulio Tremonti non è mai stato così isolato. Quando nel 2004 si dimise dopo lo scontro con Gianfranco Fini sulla cabina di regia, arrivò a incrinarsi persino il rapporto con il Cavaliere, ma c’era comunque la truppa leghista a sostenerlo con convinzione. Ieri, invece anche Umberto Bossi sembra averlo scaricato: «Un discorso fumoso», è stato il commento velenoso del leader del Carroccio.

«Convinceremo la Cgil a modificare l’accordo»

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Giuliano Rosciarelli

INTERVISTA. A due giorni dalla firma dell’accordo tra Confindustria e i tre sindacati, la Fiom ribadisce la propria contrarietà e lancia un appello alla Camusso: «Coerenza con quanto si è detto».

«Coerenza con quanto si è detto e quanto poi si vuole fare». è quanto ha chiesto ieri dal segretario della Fiom Maurizio Landini ai vertici della Cgil che martedì sera hanno firmato, insieme con Cisl, Uil e Confindustria, un’intesa di accordo sulla contrattazione e la rappresentanza. Una bocciatura su tutta la linea da parte degli stati maggiore delle tute blu della Cgil. Che si sono riuniti ieri per chiedere una sospensione degli accordi, almeno fino a quando gli operai delle categorie interessate non avranno espresso la propria opinione.

Sistri: flop al click day. Il sistema è già in tilt

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Giorgio Mottola

IL CASO. Il click day del 11 maggio si è rivelato un disastro. Soltanto un imprenditore su tre è riuscito a iscriversi al sistema di tracciabilità dei rifiuti. Le aziende. «Va sospeso e revisionato».

Otto mesi di ritardo e due proroghe non sono bastati a mettere a punto il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Il click day dell’11 maggio si è rivelato un vero e proprio disastro: soltanto un utente su tre è riuscito a registrarsi. E se per il ministero dell’Ambiente è comunque un successo, Confindustria e piccole imprese bocciano il sistema: «non va semplicemente sospeso, deve essere revisionato per intero», dichiarano in una nota.
 

«Ma i Comuni hanno vinto la sfida del solare»

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Simona Santoro

RINNOVABILI. Parla Francesco Pinto, presidente del Consorzio Asmez, che raccoglie 1.250 enti locali. «Imprese scoraggiate dal decreto. Il governo sbaglia a trattare solo con Confindustria».

Sindacati, associazioni ecologiste, imprese del settore e investitori lo hanno bocciato duramente. Confindustria, invece, l’ha promosso. Francesco Pinto, presidente di Asmez, il più grande consorzio di Comuni italiani (1.520 enti locali su tutto il territorio nazionale), si colloca a metà strada: per lui il decreto Romani sul quarto conto energia «è stato un intervento utile, ma ci si poteva aspettare di meglio». Cosa c’è di positivo?

E Twitter ruba la scena ai piani segreti di Emma

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Betta Salandra

CONFINDUSTRIA. Doveva essere un appuntamento “blindato”, senza stampa e tv. Ma grazie a un anonimo impenditore arriva la sintesi in diretta dei «noiosi» interventi delle Assise di Bergamo.

Le auto blu con la scorta, i vip sul paco, i seimila delegati presenti, l’atteso intervento di Emma Marcegaglia. Tutto oscurato dal vero protagonista delle Assise di Confindustria alla Fiera di Bergamo: un anomimo “limprenditore”, così si è firmato, che ha raccontato su Twitter quello che accadeva in sala. E’ stato lui per primo a rivelare che «le proposte sono poche: la maggior parte degli interventi è confusa, meglio che non ci siano giornalisti a sentire questa roba».

Incentivi, Confindustria divisa cerca la soluzione

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Alessandro De Pascale

RINNOVABILI. Imbarazzo degli industriali per le polemiche interne dopo l’approvazione del decreto, appoggiato anche da via dell’Astronomia. Aldo Fumagalli: «Ora un nuovo testo per dare certezze».  

La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, subito dopo l’uscita del cosiddetto decreto “ammazza rinnovabili”, approvato il 3 marzo dal Consiglio dei ministri, si era detta «soddisfatta del testo». Una posizione forse troppo frettolosa che nel giro di pochi giorni aveva creato all’interno dell’associazione degli industriali diverse polemiche.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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