Guerre in Asia. Scia di terrore in Afghanistan e Pakistan

tn_IMG_5497 copia.jpg
Emanuele Giordana

CONFLITTI. Ennesima giornata di violenze a Kabul con un attentato contro le forze Isaf. Una donna kamikaze si fa esplodere a Kunar. Ma anche nello Stato confinante si continua a morire.

Dopo l’attacco contro un compound di militari e funzionari occidentali a Kandahar - battaglia di 15 ore - ieri la violenza della guerra si è abbattuta su Kabul e su altre zone del Paese. Almeno 17 persone, tre civili, un poliziotto e 13 soldati stranieri, sono stati uccisi da un attentato kamikaze rivendicato dai talebani contro un autocarro americano di Isaf nella zona di Darulaman, dove ha sede il parlamento.

La piazza indignata vista con gli occhi di un afgano

MNB_SRequestManager.exe1_.jpg
Enrico Campofreda

CONFLITTI. Parla Mohammed Sameer membro del partito afgano Hambastagi ieri alla manifestazione italiana: «Gli effetti della crisi forse accelereranno il ritiro delle vostre truppe».

Sohammed Sameer, che viene dal Paese della guerra, ha guardato, fotografato, commentato il corteo dei nostri indignati. Medico e membro del partito afgano Hambastagi è in questi giorni a Roma per contatti politici con alcuni parlamentari italiani dell’opposizione. Racconta a Terra di aver avuto notizie delle proteste e soprattutto delle profonde difficoltà economiche dell’Occidente. «Accanto ai gravissimi problemi che abbiamo in casa, - ci dice durante la manifestazione di Roma - il nostro partito segue la situazione internazionale.

Sud Sudan, Msf sotto tiro

Pieri_SudSudan.jpg
Luca Mattiucci (Csv)

CONFLITTI. Lo scorso 18 agosto il Paese ha assistito all’assalto più cruento da parte dei predoni. Quattrocento le vittime accertate, duecentro tra donne e bambini hanno fatto ricorso alle cure degli ospedali di Lir e Nasir.

Andavano ormai avanti da giorni nella città di Pieri, Sud Sudan, le razzie da parte dei predoni. Poi lo scorso 18 agosto l’assalto più cruento sempre a Pieri che ha visto salire vertiginosamente il numero di vittime: circa 400 morti. Duecento le persone, tra cui donne e bambini, ricoverate presso gli ospedali di Leer e Nasir dagli operatori di Medici Senza Frontiere. Ma, stavolta, a farne le spese anche la storica organizzazione: « Un membro del personale sudanese di Msf è stato ucciso insieme alla sua famiglia.

Afghanistan, ancora vittime tra gli italiani

MNB_SRequestManager.exe_.jpg
Joseph Zarlingo

CONFLITTI. David Tobini, 28 anni compiuti tre giorni fa, paracadutista, è la vittima italiana numero 41. Ieri è stato colpito in un’imboscata avvenuta a Bala Murghab, nel nord ovest. Altri due feriti.

David Tobini, 28 anni compiuti tre giorni fa, paracadutista, è la vittima italiana numero 41 in Afghanistan. Ieri è stato colpito in un’imboscata a Bala Murghab, nella provincia afgana di Baghdis, nel nord ovest del Paese, non lontano dal confine con il Turkmenistan. Altri due soldati sono rimasti feriti, uno in modo grave. La valle di Bala Murghab si conferma uno dei posti più pericolosi per il contingente italiano. Lì, il 18 gennaio di quest’anno, è stato ucciso il caporale Luca Sanna, alpino della brigata Julia.

Afghanistan, muore un altro soldato italiano

MNB_SRequestManager.exe_.jpg
Joseph Zarlingo (Lettera 22)

CONFLITTI. Roberto Marchini, paracadutista 28enne di Viterbo, è saltato su un ordigno a Bakwa, nel settore sotto il comando dell’Italia. È il 40esimo militare nostro connazionale a perdere la vita.

La vittima italiana numero 40 in Afghanistan si chiamava Roberto Marchini ed era un caporal maggiore, paracadutista, specializzato nel disinnescare gli Improvised explosive device (Ied, ordigni esplosivi improvvisati) che sono l’incubo dei contingenti militari internazionali. Era al suo ultimo giorno di missione, ieri, quando proprio un Ied è esploso appena il caporale è sceso dal blindato dove si trovava per un giro di pattugliamento nella provincia di Bakwa, settore occidentale dell’Afghanistan, quello sotto comando italiano.

Soldi e politica, i negoziati per la fuga Usa dall’Afghanistan

AP11060809629.jpg
Emanuele Giordana

CONFLITTI. Fervono i preparativi per Bonn II, la conferenza di pace che 10 anni dopo l’occupazione occidentale del 2001 dovrebbe dare un nuovo equilibrio al martoriato Paese. Come? coinvolgendo i Talebani.

Il dibattito sul ritiro infiamma il Congresso e la stampa Usa da mesi: quanti soldati, quali e in che tempi si ritireranno dall’Afghanistan? Entro il 2012, il 2014? Entro mai....? Quanti ne resteranno insomma e per quanto tempo nella palude dell’Hindukush? L’ultima domanda è quella vera e le risposte sono contenute in due file: uno si chiama bilancio, l’altro negoziato.

Record di rifugiati. Quasi 44 milioni in fuga

MNB_SRequestManager2.exe_.jpg
Dina Galano

DIRITTI. L’Unhcr pubblica il dossier Global trend 2010. Tra vecchi conflitti e nuove crisi neanche 200mila persone sono rientrate nel proprio Paese. Ad accoglierli resta il Sud del mondo.

Si moltiplicano le crisi umanitarie, i vecchi conflitti invece si incancreniscono e sembrano non aver fine. Ecco le due principali ragioni che hanno segnato il 2010 come l’anno con il numero di rifugiati più elevato degli ultimi 15 anni. Nel mondo sono 43 milioni e 700mila le persone in fuga da guerre e persecuzioni, segnalate ieri dall’alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, in occasione del 60esimo anniversario della Convenzione di Ginevra che ne tutela lo status giuridico.

Dalle rivoluzioni arabe un milione di profughi

AP11061619770.jpg
Susan Dabbous

NUOVI CONFLITTI. La maggior parte sono fuggiti dalla guerra in Libia. In Italia ne sono giunti solo 20mila, mezzo milione in Tunisia. Aumentano i siriani in Turchia: oltre 10mila via da Assad.

"Grazie Lampedusa” scrivevano i tunisini sbarcati a inizio febbraio sull’isola italiana. “Grazie Erdogan” inneggiavano ieri i siriani al confine turco fuggiti dalla feroce repressione del regime di Bashar al Assad. Per un popolo che scappa ce n’è sempre uno che accoglie.

A Roma il laboratorio della pace duratura in Afghanistan

AP101223024437.jpg
Tiziana Guerrisi

CONFLITTI. La società civile afgana, nell’incontro organizzato in Italia da Afgana, offre consigli e lancia l’appello per la Conferenza di Bonn di fine 2011: «Partendo non dimenticate i diritti umani».

E' il dopo 2014 a tenere banco nella giornata conclusiva della Conferenza internazionale della Società Civile Afgana, organizzata dalla rete Afgana.org in collaborazione con la Ong italiana Intersos e finanziato della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri.

Per superare i conflitti servono altri strumenti

12.jpg
Emanuele Giordana*

DIPLOMAZIE. Ci vuole un nuovo organismo, non un nuovo ordine, mondiale. E nuove levatrici. I cinque Paesi che vinsero l’ultima guerra mondiale non possono più decidere per tutti.

Un ambientalista è per forza un pacifista? Non sempre e non per forza, come il dibattito sull’intervento in Libia ha dimostrato e come dimostra l’interrogativo che, dall’ingerenza umanitaria in avanti, caratterizza un modo di interrogarsi che va oltre schemi e ideologie. Pur se, per forza di cose, non si può eludere  il rapporto che la guerra ha, oltre  la distruzione degli  esseri umani, con le offese e le ferite che porta al territorio, agli animali che lo popolano, alle specie vegetali che lo ricoprono.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29