Rifiuti, sulle norme serve chiarezza

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Francesco Iacotucci (Terra Napoli)

IL CASO. Mentre procede l’iter del Piano regionale, un decreto apre al superamento della provincializzazione. Creando molta confusione.

Il Piano rifiuti in Campania viaggia su due binari separati: mentre in questi giorni sono state presentate le osservazioni al Piano regionale, il ciclo dei rifiuti sembra oramai sempre più determinato dalle decisioni del Tar o dalle ordinanze, che sempre più scardinano il principio di provincializzazione esso a fondamento del piano regionale.

Mezzi pubblici, che confusione

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Vittorio Marletto (Terra Emilia Romagna)

LA STORIA. Viaggiare nel territorio regionale è complicato. La strada per l’integrazione dei servizi, orari e biglietti, è ancora lunga.

Facciamo un gioco, fingiamo di abitare, che so io, a Budrio, non lontano da Bologna, e di dover andare per esempio a Langhirano, in provincia di Parma. Fingiamo di voler fare questo viaggio con i soli mezzi pubblici. Già vi vedo scartabellare orari sui siti internet delle diverse compagnie di trasporto coinvolte, le ferrovie regionali da Budrio a Bologna, quelle statali da Bologna a Parma e infine le corriere di Parma e provincia.

Etica istituzionale o Cnb. Chissà chi scade prima

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Federico Tulli

IL CASO. Prima soppresso, poi rianimato il Comitato nazionale per la bioetica vivrà fino al 27 agosto. Una situazione che mette a nudo la confusione d’idee che regna alla presidenza del Consiglio dei ministri.

In principio fu una mail con cui il presidente Francesco Paolo Casavola ha comunicato ai membri del Comitato nazionale per la bioetica che il Cnb era venuto a scadere lo scorso martedì 4 maggio 2010, e cioè a tre anni esatti dall’adozione del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 4 maggio 2007, che ha provveduto al riordino degli organismi operanti presso la presidenza di Palazzo Chigi.

Gli italiani sono confusi

Antonio Noto (Direttore Ipr Marketing)

ANALISI. In un sistema informativo largamente caratterizzato da un approccio episodico e superficiale la visibilità - dunque la conoscibilità - delle tematiche ambientali risulta gravemente compromessa.

ll rapporto degli italiani con le tematiche ambientali è  approssimativo e limitato.  Le “parole verdi”, del resto, sono poco presenti nell’agenda della politica e dei media: la prima, orientata verso la compilazione delle proprie priorità in base alla capacità di aggregazione del consenso, guarda più o meno sinceramente altrove; i secondi oppongono ai temi della

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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