Gli ultrà conservatori vanno all’attacco di Barack Obama

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Domani l’ultradestra manifesterà a Washington contro il presidente. L’evento si terrà al Lincoln Memorial, dove Martin Luther King pronunciò “I have a dream”. La comunità nera: «Un affronto».

Barack Obama si recherà domani a New Orleans per celebrare il quinto anniversario del disastro causato dall’uragano Katrina e fare il punto sulla marea nera.

Dopo quello tedesco, scricchiola anche il bipolarismo inglese

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Bruno Picozzi

EUROPA. Vigilia elettorale nel Regno Unito, con i Laburisti di Gordon Brown (premier uscente) e i conservatori di David Cameron sempre più uguali nei programmi. Chi vince tra i due potrebbe allearsi con Nick Clegg, giovane leader dei Liberaldemocratici. Proprio come ha fatto a Berlino la cancelliera Angela Merkel, che governa con i Liberali di Guido Westerwelle.

Tra confronti televisivi all’americana e bombardamenti di post sui social network, continua in Gran Bretagna la campagna elettorale più incerta degli ultimi anni.

Conservatori scatenati

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Emanuele Bompan da Washington

SANITA'. La riforma voluta da Barack Obama dovrà essere rivotata a causa di alcuni vizi procedurali. E così l’opposizione decide di attuare un ostruzionismo senza precedenti su tutti i provvedimenti della maggioranza.

Repubblicani e democratici sempre più divisi. La riforma della Sanità, firmata martedì scorso dal presidente Usa Barack Obama, ha ricevuto uno stop dal Senato. A causa di un’irregolarità procedurale, infatti, la legge dovrà essere sottoposta ad una nuova votazione. La decisione non costituisce però un rischio per la riforma, che è già stata firmata. Al Senato ieri si votava per sconfiggere gli emendamenti proposti dai Repubblicani e confermare tutti i provvedimenti presentati dai democratici.
 

Cameron, euroscettico timido e pragmatico

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Lorenzo Biondi da Londra

GRAN BRETAGNA. Dopo che anche la Repubblica Ceca lo ha firmato nei giorni scorsi, i conservatori inglesi rinunciano al referendum sul Trattato di Lisbona. Ma il loro leader probabile vincitore delle elezioni politiche di maggio 2010 - si predispone alla battaglia su budget, diritti e finanza dei ventisette Paesi comunitari. E si prepara a chiedere che le clausole sociali dei trattati europei escludano la Gran Bretagna. Nel suo partito c’è addirittura chi è più antieuropeo di lui.

I Tories non sotterrano l’ascia di guerra, neanche dopo la rinuncia al referendum sul trattato di Lisbona. E benché David Cameron - leader dei conservatori britannici e probabile futuro premier - volesse smorzare i toni nel confronto tra il suo partito e l’Europa, il suo discorso di mercoledì scorso ha alzato un polverone. Alcuni conservatori lo accolgono come un gesto di responsabilità, ma qualcuno si dimette e mezza Europa protesta. Anche se poi, in realtà, Cameron non ha detto proprio niente di nuovo.

Botswana, la crisi economica arriva al cuore delle elezioni

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Paola Mirenda

AFRICA. Verranno resi noti martedì i risultati delle legislative, da cui uscirà un nuovo Parlamento e forse un nuovo presidente. Favorito il partito conservatore al potere, che da oltre quarant’anni domina il Paese senza il pugno di ferro.

Urne chiuse e inizio immediato delle spoglio dei voti. In Botswana da questa mattina la commissione elettorale è già all’opera per scrutinare le schede da cui uscirà il nuovo Parlamento, anche se le previsioni danno come acquisita la vittoria del Partito democratico del Botswana (Bdp), al potere dal 1966.

Obama ci vede verde

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Emanuele Bompan da Washington

CLIMA. Il capo della Casa Bianca vuole approvare la normativa sull’energia e le emissioni entro dicembre. Per il presidente sarebbe un gran successo in vista di Copenaghen, ma i conservatori si oppongono. E le pressioni delle lobby aumentano.

La legge sul clima e la riforma energetica americana, nota come Acesa ha una nuova marcia. Il premio Nobel per la Pace, conferito ad Obama, tra gli altri motivi, per “il suo ruolo costruttivo nell’affrontare le grandi sfide del cambiamento climatico che il mondo intero si trova dover confrontare”, deve aver smosso qualcosa a Washington, visto la rinnovata pressione della Casa Bianca sul Senato.

Impazza il testamento biologico tra speranze e calcolo elettorale

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Andrea Boraschi

POLITICA - DIBATTITI
A Roma i conservatori, a Firenze i progressisti. In mezzo la negazione del progresso scientifico e culturale del Paese. Mentre civiltà e democrazia restano ostaggio della politica imposta dall’integralismo vaticano.

Quanti chilometri ci sono tra Firenze e Roma? Se la distanza potessimo misurarla non linearmente ma, per metafora politica, sul metro di due iniziative sul testamento biologico tenutesi ieri nel capoluogo iorentino e nella Capitale, dovremmo prendere in considerazione grandezze siderali.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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