Se il futuro non è donna. La strada è ancora in salita

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Gianna Pontecorboli

NAZIONI UNITE. Un rapporto del segretario generale al Consiglio di sicurezza nell’undicesimo anniversario della risoluzione 1325. Sono i numeri a parlare: l’incarico di prestigio resta maschile.

Delle guerre, si sa, le donne sono quasi sempre le vittime principali. Quando però si tratta di fare, imporre o trattare la pace, la partecipazione femminile è raramente importante e la seconda metà del cielo ha poche opportunità di far sentire la sua voce.

Stato di Palestina, all’Onu la conta dei voti

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Gianna Pontecorboli

NAZIONI UNITE. I palestinesi corteggiano alcuni membri del Consiglio di sicurezza per avere numeri che mettano in imbarazzo chi è contrario alla loro proposta già respinta da Obama.

Poche cose, sotto il tetto del Palazzo di vetro di New York, sono così poco sicure come una promessa di voto favorevole fatta frettolosamente durante un ricevimento o alla fine di un breve colloquio a quattr’occhi. Dopo tanti anni passati sulla scena politica mondiale, il leader palestinese Abu Mazen queste cose le sa benissimo. E per di più, sa anche benissimo che la lista dei comprimari per la risoluzione del problema mediorientale, quest’anno, si è molto ampliata e arriva a comprendere anche Paesi che fino a ieri contavano ben poco.

Ankara, il governo deciderà se agire contro l’alleata Damasco

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Si riunisce oggi il Consiglio di sicurezza che prevede dure ritorsioni contro il presidente Bashar Assad se non cesserà la repressione. La Turchia ospita 7mila profughi siriani.

Bashar Assad s’è mostrato sorridente davanti alle telecamere nel ricevere gli applausi dei fidati sostenitori di apparati di governo e repressione, però il suo isolamento internazionale si fa totale. Non solo l’Occidente ora anche vicini importanti come la Turchia, rimasti per mesi a guardare, non sembrano più disposti a tollerare una situazione che introduce scenari destabilizzanti per una regione già piena di tensioni. Il governo di Ankara è preoccupato per i profughi alle frontiere.

I Radicali: Roma congeli le relazioni con Damasco

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Susan Dabbous

INTERVISTA. È di 1,7 miliardi di euro il valore degli scambi commerciali tra Italia e Siria. Il senatore Marco Perduca: «Sospendiamo qualsiasi rapporto col regime di Assad, anche in campo culturale».

Senatore Perduca, il Parlamento a marzo ha ratificato il trattato di collaborazione culturale siglato nel 2008 con il governo di Assad.
Lei non solo non lo ha votato ma ha chiesto anche il congelamento dei rapporti bilaterali tra i due Paesi. Perché?

Ritengo che con i regimi non bisogna avere nulla a che fare e che l’isolamento diplomatico, purtroppo, passa anche attraverso un settore che apparentemente non c’entra nulla come la cultura e l’archeologia.

Assad fiero dell’esercito. Gli attivisti: «isolatelo»

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Susan Dabbous

SIRIA. Il giorno dopo la strage il presidente siriano si congratula con i militari per l’operazione e li definisce “orgoglio nazionale”. Dure le reazioni dei Paesi europei, che però escludono un intervento.

Bisogna sapere cosa significa il Ramadan per i musulmani per comprendere fino in fondo il significato dell’offensiva del regime di Bashar al Assad che ha fatto più di 160 morti domenica scorsa, alla vigilia del mese sacro. Ramadan non è solo il mese lunare in cui si digiuna dall’alba al tramonto ricordando il profeta Maometto, ma «è il mese delle riunioni e delle feste - racconta Nazir attivista siriano della pagina youtube freedom for Syria 4566 -.

Onu: peacekeeping verde contro i conflitti ambientali

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Paolo Tosatti

GEOPOLITICA. Presentata al Consiglio di sicurezza una proposta per istituire operazioni di mantenimento della pace in scenari di guerra per il controllo delle risorse naturali.

In inglese si chiama environmental peacekeeping. Nonostante nella comunità internazionale se ne parli già da qualche anno, nessuno si è mai preso la briga di tradurre questa espressione, che nella nostra lingua potrebbe suonare come peacekeeping verde: operazioni delle Nazioni unite per il mantenimento della pace in situazioni di conflitto ambientale tra Stati o all’interno di singoli Paesi.

La Corea del Nord lancia ancora provocazioni

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Susan Dabbous

NUCLEARE
― Pyongyang sgancia due nuovi missili a corta gittata creando sconcerto a Seul. A nulla è valsa la condanna dell’Onu a seguito del test atomico di lunedì scorso. ―

Tra i sudcoreani il sentimento più diffuso è l’avvilimento. La Corea del Nord continua a provocare il mondo intero con il lancio, ieri, di altri due missili a corta gittata, di circa 130 chilometri. Il nuovo test è giunto all’indomani del secondo esperimento atomico sotterraneo di Pyongyang, lunedì scorso, da cui è scaturita nella stessa serata la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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