Manovra, dalle Marche ricorso alla Consulta

festa-referendum-verdi-110601173111_big.jpg
Michele Fiorito

REFERENDUM. Il consiglio approva la mozione dei Verdi contro la privatizzazione dei servizi pubblici. La Regione farà ricorso alla Corte.

L'assemble legislativa delle Marche ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal capogruppo dei Verdi, Adriano Cardogna, che impegna la giunta regionale a ricorrere alla Corte Costituzionale contro la manovra finanziaria nazionale dello scorso agosto, per renderla illegittima. La parte del provvedimento contestata dal Sole che ride è quello che riguarda i servizi pubblici locali, che tali debbono rimanere secondo quanto deciso dagli italiani con il referendum di giugno, mentre il governo, viceversa, vorrebbe privatizzarli.

«Inammissibili o no, i quesiti hanno valore politico»

ainis.jpg
Dina Galano

L'ANALISI. Per il professor Michele Ainis è alto il rischio di bocciatura da parte della Consulta: «La mera abrogazione del Porcellum creerebbe un vuoto normativo insostenibile in materia elettorale».

Depositate le firme in Cassazione, l’iniziativa popolare per l’abrogazione della legge Calderoli rischia l’impasse. Il passaggio di fronte alla Corte Costituzionale, infatti, potrebbe determinare l’inammissibilità dei quesiti referendari, impedendo in ultima istanza la chiamata alle urne. Suo malgrado, il professor Michele Ainis, docente di diritto pubblico all’Università di Roma 3 e autore di numerosi saggi su diritto e Costituzione, riporta a misura la posta in gioco.

«Giù le mani dai referendum»

large_to190710int_009.jpg
Filippo Bortolini (Terra Emilia Romagna)

ACQUA. Nella nuova legge n. 148/11 si riaffacciano le privatizzazioni. Gli Enti locali chiedono alla Consulta di fare chiarezza.

La via della legalità nel nostro Paese è sempre più tortuosa e anche un plebiscito come il risultato referendario dello scorso 12 e 13 giugno, che ha visto 27 milioni di italiani recarsi alle urne, viene continuamente messo in dubbio dal governo Berlusconi attraverso pratiche legislative di dubbia costituzionalità. Così accade che dalle varie realtà dei territori arrivino informazioni frammentate e contraddittorie sulle scelte operative che le amministrazioni locali stanno mettendo in campo per la gestione dei cosiddetti ‘beni comuni’.

Via libera della Consulta. Ora si punta al quorum

nucleare.
Dina Galano

NUCLEARE. I giudici costituzionali respingono il ricorso dell’Avvocatura di Stato e confermano il referendum sull’atomo. Unica incertezza il voto degli italiani all’estero. Dal Viminale solo silenzio.

La Corte costituzionale si sarebbe pronunciata «con estrema rapidità», aveva indicato il neoeletto presidente Alfonso Quaranta, e così è stato. Nella tarda mattinata di ieri i quindici giudici hanno deciso all’unanimità di confermare il referendum sul nucleare abbattendo così l’ultimo ostacolo frapposto tra i cittadini e il voto del 12 e 13 giugno.

Sardegna e Consulta Doppio stop al nucleare

nu.jpg
Diego Carmignani

REFERENDUM. Dopo il plebiscito sardo, oggi alla Camera il voto sul decreto omnibus, che prevede la finta marcia indietro sulle centrali. Ma la Corte ha già accolto i ricorsi di tre Regioni contro l’atomo.

Sì al 97,14 per cento, No al 2,85. Al momento di andare in stampa, ieri, non ci è stato possibile dare i numeri ufficiali di una vittoria schiacciante, oltre ogni più rosea aspettativa: quella con cui la regione Sardegna ha espresso la propria contrarietà alle centrali nucleari nel proprio territorio, facendo da perfetta apripista alla scadenza referendaria nazionale del 12 e 13 giugno prossimi.

Nucleare, la Consulta sconfessa il governo

05.jpg
Rossella Anitori

ENERGIA. La Corte costituzionale dichiara parzialmente illeggittimo il decreto legislativo che disciplina la realizzazione delle nuove centrali. Diventa obbligatorio il parere delle Regioni.

Le Regioni non possono essere escluse dal processo decisionale che riguarda il futuro del loro territorio: per autorizzare la costruzione di una centrale nucleare sarà necessario consultare le amministrazioni locali. La Consulta sconfessa il governo e dichiara illegittimo l’articolo 4 del decreto legislativo n.31 del 15 febbraio 2010 che disciplina la localizzazione, la realizzazione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia nucleare.

Legittimo impedimento contro la Costituzione

03.jpg
Aldo Garzia

POLITICA. La bocciatura della Consulta scatena la reazione di Pdl e Lega. Berlusconi all’offensiva in tv. Bondi senza freni: «Rovesciato l’ordine democratico». Applausi per la sentenza alla direzione Pd.

Elezioni anticipate più vicine? Intorno alle 16,30 arriva il primo flash d’agenzia che annuncia che la Corte costituzionale ha bocciato, seppure parzialmente, la legge sul legittimo impedimento che impediva ai giudici di convocare Silvio Berlusconi nelle udienze dei processi che lo vedono imputato o teste. Poco dopo si capisce meglio il contenuto della sentenza: la Consulta boccia la certificazione di Palazzo Chigi sull’impedimento e l’obbligo per il giudice di rinviare l’udienza fino a sei mesi.

La Corte e l’atomo

Alessandro De Pascale

NUCLEARE. Tra gli ambientalisti c’è delusione per l’inammissibilità della Consulta ai ricorsi sulla legge del governo che apre alle nuove centrali italiane. Bonelli (Verdi): «La partita sulla legittimità non è finita».

Martedì i giudici della Consulta, avevano ascoltato in udienza pubblica gli avvocati delle Regioni e l’avvocatura generale dello Stato per conto del governo, affrontando la questione nella camera di consiglio di ieri pomeriggio. La Corte Costituzionale ha poi annunciato di avere rigettato i ricorsi presentati da Lazio, Umbria, Basilicata, Toscana, Calabria, Marche, Molise, Puglia, Liguria ed Emilia Romagna.

Oltre lo stop della Consulta. «Ecco perché è incostituzionale»

Pietro Orsatti

CLANDESTINITA' La Corte non entra nel merito, ma respinge le eccezioni avanzate dai magistrati sulla norma che aggrava le pene. Il caso di Torino attende la pronuncia sul reato di ingresso e soggiorno. Nelle carte indicate tutte le contraddizioni.

Intanto blocco poi ci penso. Potremmo sintetizzare così la decisione della Corte costituzionale su parte dei ricorsi avanzati negli ultimi mesi sulla introduzione nel nostro codice dell’aggravante di clandestinità. In breve, la Corte non ha deciso sul “merito costituzionale” per quanto riguarda la norma stessa, ma ha respinto al mittente i ricorsi di varie procure.

La Corte boccia il Lodo

lodo.jpg
Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO La Consulta ha emesso la tanto attesa sentenza: la legge Alfano viola il principio d’uguaglianza ed è stata approvata senza le procedure necessarie alle modifiche costituzionali. Sinistra e libertà: «Berlusconi, ora dimettiti».

Le indiscrezioni si sono alternate per l’intera giornata. Poi alle 18 è arrivata la sentenza della Corte costituzionale: il Lodo Alfano è bocciato perché viola il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e perché si è proceduto alla sua approvazione da parte della maggioranza di governo senza le procedure necessarie alle modifiche costituzionali. La decisione è stata presa a maggioranza (nove a sei).

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31