Ebola, scoperta la chiave per impedire il contagio

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Federico Tulli

MEDICINA. Svolta nella ricerca di una prevenzione efficace contro la temibile febbre emorragica che flagella l’Africa. I risultati di uno studio del BWH di Boston saranno pubblicati oggi su Nature.

Non esiste vaccino, non esiste cura e uccide tra il 50 e il 90 per cento delle persone che infetta. Il virus Ebola, comparso con i primi focolai in Sudan e Zaire nel 1976, da subito ha mostrato la sua potenza letale e ancora oggi è uno dei più temuti sul fronte del bioterrorismo.

Aids, bambini e donne. Il contagio dimenticato

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Federico Tulli

IL CASO. Allarme dell’Unicef: ogni anno in Africa sono 430mila i nuovi nati che hanno contratto l’Hiv nella placenta. Spesso le madri non sanno di essere infette, a rischio anche l’allattamento.

Sono le prime vittime di una guerra che l’umanità combatte da 30 anni. Da quando cioè il virus dell’Hiv/Aids ha cominciato a mietere vittime tra gli esseri umani in seguito al salto di specie dai primati. Arginare il dramma del contagio dei bambini per via parentale, trasmesso dalla madre durante la gravidanza, il parto o l’allattamento, è una delle priorità emerse ieri a Roma nel corso della sesta conferenza dell’International aids society-Ias 2011.

Epidemia, nuovo allarme in Francia e Germania

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Federico Tulli

SALUTE. Improvviso picco di contagi nei Land tedeschi. Le vittime del batterio di Escherichia coli raggiungono quota 44, i ricoveri sono quasi 3.800. A Bordeaux sette persone finiscono in ospedale.

All’inizio di questa settimana le autorità sanitarie tedesche erano certe che dopo oltre un mese l’epidemia di gastroenterite da Escherichia coli fosse entrata nella fase calante. E invece nelle ultime 24 ore non solo i contagi sono ripresi a un ritmo di circa 40 al giorno ma sono anche morte diverse persone. Poi, come se non bastasse, ieri sera è spuntato un nuovo focolaio a Bordeaux, nel sud ovest della Francia, che sembra simile a quello estremamente virulento protagonista dell’emergenza in Germania.

L’epidemia dei cetrioli fra psicosi e rischi reali

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Alessio Nannini

EMERGENZA. Nuove indagini da Amburgo rivelano che gli ortaggi spagnoli potrebbero non essere responsabili del contagio. Finora 15 le vittime e migliaia di nuovi casi nel nord del Paese.

Un cetriolo rischia di mettere in crisi i rapporti fra Berlino e Madrid. Dalla Germania è arrivata ieri una notizia destinata a infittire ancora di più il mistero sul cetriolo assassino, che ha fatto registrare quindici vittime e migliaia di contagi nelle regioni a nord del Paese: gli agenti patogeni scoperti su due dei tre cetrioli spagnoli contaminati non corrispondono a quelli trovati nelle feci dei pazienti tedeschi affetti dal batterio.

Cetrioli killer, ancora decessi in Germania

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Federico Tulli

SALUTE. Sono nove i morti segnalati dalle autorità sanitarie tedesche. Oltre mille le persone contagiate nel Paese, molte delle quali in gravi condizioni. Circa 40 i casi nel resto d’Europa.

Eliminare dalla dieta qualsiasi tipo di verdura fresca non ha evitato ai tedeschi di contare nel proprio Paese nuovi numerosi casi di gastroenterite acuta con diarrea ematica. Alcuni dei quali mortali. Nel corso della giornata di ieri il bilancio provvisorio delle vittime del batterio-killer Escherichia coli (Ehec), trasmesso dai pericolosi colibatteri riscontrati in un campione di cetrioli presumibilmente di origine spagnola, è salito a nove. Mentre il numero delle persone infette ha superato quota mille.
 

Mercati, è arrivato il contagio

Luca Bonaccorsi

MERCATI. Anche ieri sui mercati ha vinto la paura. Il contagio, fenomeno evocato con sadismo pervicace dalle autorità europee, ha seguito i suoi canali abituali: giù le borse, giù i titoli dei paesi più fragili (i soliti Portogallo, Spagna ma stavolta anche l’Italia), giù l’euro.

Anche ieri sui mercati ha vinto la paura. E ora sono cavoli amari. Gli operatori avevano fatto appena in tempo ad archiviare un’asta spagnola, andata in fondo bene, che è subito ripartita la girandola di voci e controvoci. Nel caos sono piovute le vendite.

«Se il virus corre è colpa dell’inquinamento»

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Valerio Ceva Grimaldi

INFLUENZA A. Il tossicologo Antonio Marfella svela il legame tra l’indebolimento delle difese immunitarie provocato dalla presenza di diossine e smog con la maggiore velocità della diffusione del contagio in Campania. «Altro che promiscuità».

Antonio Marfella* è impegnato da tempo nei comitati civici contro i rifiuti e i veleni. Che, da anni, provenienti da ogni dove, infestano la Campania, ex “Felix”.
Il governo ha detto che la particolare incidenza del virus dell’influenza A nella regione è colpa di una non meglio definita “promiscuità”, nonché del dato demografico. Lei, invece, ha un’altra spiegazione. Quale?

Autobus bloccati per la psicosi sull’influenza A

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Alessandro De Pascale

NAPOLI Gli autisti incrociano le braccia, mandando in tilt l’intera mobilità cittadina. Chiedono mascherine, vaccino e più pulizia. Anm, Regione e Asl: «Non c’è alcun rischio».

La paralisi degli autobus dell’Azienda napoletana mobilità, iniziata ieri mattina, potrebbe proseguire anche oggi. E addirittura estendersi a treni regionali, metropolitane e funicolari, coinvolgendo l’intera città. Alle 8:30 di ieri mattina gli autisti del sindacato autonomo Faisa-Cisal, hanno bloccato l’uscita dei mezzi pubblici dal deposito più grande del capoluogo partenopeo: quello di Via Nazionale delle Puglie, nella zona orientale della città.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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