«Conti è il mandante dell’uccisione del sole»

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Alessandro De Pascale

INTERVISTA Per il presidente dei Verdi Bonelli, l’Enel «spara a zero sulle rinnovabili per puntare sul nucleare per avvantaggiare gli azionisti, a scapito del futuro del Paese e delle nuove generazioni»

 

La corsa nucleare italiana che fa acqua da tutte le parti

Simonetta Lombardo

ENERGIA. Secondo il governo l’atomo conviene. Ma gli esperti smontano questa teoria conti alla mano. Secondo l’ecologo Lovins, negli Usa «questa tecnologia è morta a causa di un attacco incurabile delle forze di mercato».

Il nucleare conviene, promette il governo italiano. Sarà questa la parola d’ordine su cui si innesterà con tutta probabilità la campagna a favore del nostro ritorno all’atomo. E forse potrebbero essere tanti, in un momento di crisi e rialzo delle bollette elettriche, quelli che si possono lasciare convincere dalla sirena del risparmio economico.

Ecco la lista atomica

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Diego Carmignani

ENERGIA. Il presidente dei Verdi diffonde l’elenco con i nomi delle località dove sorgeranno i quattro impianti nucleari. La società elettrica risponde: «Non esiste alcun dossier». Bonelli: «Contraddicono quanto detto a La7 dall’ad Conti».

L’Italia ri-nuclearizzata ha già una sua mappatura e una geografia ben precisa. Le località italiane ritenute idonee ad ospitare le quattro centrali previste possono ora rinunciare ai sonni tranquilli. Questa la lista: Montalto di Castro (Viterbo), Borgo Sabotino (Latina), Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento) e Monfalcone (Gorizia).

La politica dell’Enel

Massimo Serafini (Comitato scientifico Terra)

IN FONDO. L'Enel ha stabilito quali saranno i siti per le centrali nucleari in Italia proprio mentre a Copenaghen si cerca di raggiungere un accordo mondiale per la lotta ai cambiamenti climatici.

Dunque l’Enel ha già deciso i siti dove si materializzerà l’angoscioso ritorno al nucleare di questo Paese. Lo ha dichiarato il presidente dell’Enel Conti, aggiungendo, con arroganza, che si guarda bene dal comunicarli.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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