Niente bando, coste a rischio

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Giulio Finotti

IL CASO. Da oggi è scaduto il contratto del ministero dell’Ambiente con il consorzio Castalia, che pattuglia le acque territoriali e interviene rapidamente in caso di disastri ambientali. Così il Belpaese è senza più difese.

Mezzanotte di ieri. E' da quel momento che i mari italiani sono, di fatto, senza difese. Parliamo della difesa da pericoli di inquinamento. Come avevamo infatti anticipato, dalla mattina di oggi non sarà più valido il contratto che il ministero dell’Ambiente ha stipulato col consorzio di armatori Castalda Ecolmar, che con la sua flotta garantiva il pattugliamento delle zone sensibili, e il rapido intervento in caso di incidenti con conseguente rischio di inquinamento, specialmente in caso di perdita di oli o idrocarburi in mare.
 

Disdetto il contratto, è scontro

FEDERMECCANICA. Il Consiglio Direttivo di Federmeccanica, «nel confermare la legittimità e validità dell’Accordo 15 ottobre 2009, ha dato mandato al presidente, a fronte delle minacciate azioni giudiziarie Fiom relative all’applicazione del succitato accordo, di comunicare sin d’ora, in via meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende, il recesso dal Ccnl 20 gennaio 2008».

Il Consiglio Direttivo di Federmeccanica, «nel confermare la legittimità e validità dell’Accordo 15 ottobre 2009, ha dato mandato al presidente, a fronte delle minacciate azioni giudiziarie Fiom relative all’applicazione del succitato accordo, di comunicare sin d’ora, in via meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende, il recesso dal Ccnl 20 gennaio 2008». Questo quanto ha riferito una nota della Federazione sindacale dell’industria metalmeccanica. Ed è subito scontro.

L’appello dal tetto

Occupanti Ispra

FINE D'ANNO. Lettera dei ricercatori e tecnici dell’Ispra che da 38 giorni occupano il tetto dell’Istituto a Roma per protestare contro la scadenza dei loro contratti. E si preparano a passare il Capodanno sullo stesso tetto, fieri di essere diventati un simbolo di protesta civile contro le assurdità del nostro Paese. L'appello ai politici di ogni schieramento, alle istituzioni e ai cittadini: chi può intervenire lo faccia subito

Siamo un gruppo di ricercatori e tecnici altamente specializzati, eppure i 38 giorni che finora abbiamo passato sul tetto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)  per difendere il nostro posto di lavoro ci hanno insegnato molte cose. 
 

Capodanno precario

Rossana De Rossi

LA STORIA. Da 36 giorni 200 ricercatori e tecnici precari dell'Ispra occupano il tetto dell’Istituto a Roma per protestare contro la scadenza dei loro contratti. Dal primo gennaio 2010 molti resteranno senza lavoro, come già accaduto quest’anno a 250 loro colleghi. Inutile la trattativa con la struttura commissariale, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi, e le richieste di incontro con il ministro Stefania Prestigiacomo

E' iniziato il conto alla rovescia sul tetto dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Non si tratta del classico countdown che precede capodanno: il -1 che è sulla bocca dei 200 ricercatori e tecnici precari, che ormai da 36 giorni occupano il tetto dell’Istituto a Roma, è riferito alla scadenza dei loro contratti.
 

In piazza il Paese reale

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Manuele Bonaccorsi

LO SCIOPERO DELLA FIOM Cortei dei metalmeccanici per il contratto a Roma, Milano, Firenze, Napoli e Palermo. Nella Capitale gli operai davanti alla Rai. Chiedono che si torni a parlare della crisi. Cancellata da festini e presunte «toghe rosse».

Democrazia, diritti, salario. Libertà di stampa, blocco dei licenziamenti, un nuovo modello di sviluppo, rispettoso dell’ambiente, per uscire dalla crisi. Oggi scende in piazza l’opposizione vera. Quella senza toghe né programmi tv. è l’opposizione di chi, questa estate, ha deciso di salire sopra i tetti delle fabbriche. Per non finire sotto i ponti. I metalmeccanici della Fiom-Cgil incrociano le braccia.

Governo, solo un bluff

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Valerio Ceva Grimaldi

SCUOLA Il decreto del Consiglio dei ministri prevede un’indennità di disoccupazione per i docenti che l’anno scorso hanno ottenuto un contratto annuale. Ma nessuna risorsa aggiuntiva. Errani: «Lo Stato non scarichi sulle Regioni».

Il mondo della scuola continua a essere profondamente in agitazione. E il rischio di «misure che realizzino disparità tra lavoratori » è più che verosimile, spiega a Terra il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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