Rientro con polemica

Susan Dabbous

EMERGENCY. I tre operatori verranno trasferiti oggi in Italia con un aereo di linea, ma è giallo sul presunto rifiuto da parte dei volontari di un rimpatrio con un volo di Stato offerto dal sottosegretario Crosetto.

Finisce l’incubo dei tre operatori di Emergency. Dopo la liberazione di domenica scorsa, Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani dovrebbero tornare oggi in Italia con un volo civile. Il loro rientro resta però avvolto da una nube.

L’appello dell’Onu

emergency.jpg
Susan Dabbous

EMERGENCY. Il rappresentante speciale delle Nazioni unite in Afghanistan Staffan de Mistura: «Sono speranzoso che questi arresti siano frutto solo di qualche serio fraintendimento». Ma è ancora mistero.

Dopo la lettera del premier Silvio Berlusconi e del ministro degli Esteri Franco Frattini, è arrivato anche l’appello dell’Onu. A chiedere il rispetto dei diritti fondamentali dei tre operatori italiani di Emergency arrestati, spostati ieri dall’Helmand a Kabul, è il rappresentante speciale dell’Onu in Afghanistan, Staffan de Mistura. «Sono speranzoso che questi arresti - ha detto - siano frutto solo di qualche serio fraintendimento».
 

Emergency via dall’ospedale. «Era quello che volevano»

emergency2.jpg
Paolo Tosatti

AFGHANISTAN. La struttura di Lashkar Gah è stata lasciata in mano alla polizia locale. Sui tre cooperanti italiani arrestati nessuna notizia. Frattini scrive a Karzai perché acceleri i tempi e la Procura di Roma apre un’inchiesta.

Emergency ha lasciato l’ospedale di Lashkar Gah. I sei cooperanti stranieri, di cui cinque italiani e uno indiano, che ancora si trovavano nella struttura dopo l’arresto di   Dell’Aira, Garatti e Pagani, hanno abbandonato ieri mattina la clinica diretti in aereo a Kabul. Una decisione concordata con le autorità afgane per ragioni di sicurezza: dal giorno dell’arresto dei colleghi, i sei erano stati bloccati nelle loro case e non erano più rientrati in l’ospedale.
 

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31