L’Fmi allunga le mani

Emanuele Bompan

FINANZA. Sarà il Fondo internazionale monetario insieme alla Banca mondiale a gestire i soldi promessi a Copenaghen per combattere il global warming. I Paesi in via di sviluppo, sottorappresentati, si oppongono.

Cento miliardi di dollari all’anno entro il 2020. Questa la cifra che si stabilirà al tavolo tecnico dell’alta finanza internazionale del prossimo 31 marzo. Si tratta di soldi destinati a progetti per l’adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.  Una marea di denaro non facile da gestire e che deve essere fatto fruttare per attrarre investitori privati e consolidare l’impegno dei Paesi donatori.
 

Ambiente, arriva la nuova bozza della legge su clima ed energia

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Emanuele Bompan da Washington

STATI UNITI. Il testo potrebbe essere presentato ufficialmente già lunedì prossimo. Da domani però potrebbero circolare versioni ufficiose. Sarà il fondamento della posizione americana nei negoziati post Copenaghen e nel cammino verso Bonn.

A Capitol Hill si attende la nuova bozza della legge sul clima ed energia, nota con il nome di Clean energy and security act. Il testo potrebbe essere presentato ufficialmente dal senatore democratico John Kerry e all’indipendente Joseph I. Lieberman, insieme al repubblicano Kerry Graham già lunedì prossimo. Da domani però potrebbero circolare versioni ufficiose.

Copenaghen, firmano Cina e India

Paolo Tosatti

CLIMA. Alla fine anche i due colossi asiatici hanno detto sì a Copenaghen.

Alla fine anche i due colossi asiatici hanno detto sì a Copenaghen. Con una lettera ufficiale firmata dal negoziatore cinese sul Clima, Su Wei, Pechino ha comunicato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, Yvo De Boer, di poter finalmente «procedere a includere la Cina nella lista» dei Paesi che sostengono l’accordo raggiunto durante il summit di dicembre. Anche l’India ha firmato il documento, seguendo l’esempio di Indonesia, Brasile, Sudafrica e Messico.

Mister Kyoto getta la spugna. Sul clima l’Onu ha perso la sfida

Simonetta Lombardo

ECODIPLOMAZIA. Il segretario della Convenzione sui cambiamenti cimatici Yvo de Boer ha annunciato ieri le sue dimissioni dall’incarico presso le Nazioni Unite. Dopo il flop di Copenaghen avvertì i suoi detrattori: «Non ho motivi per lasciare».

Yvo de Boer, il segretario della Convenzione sui cambiamenti cimatici e uno degli eco diplomatici che più hanno contato nella Conferenza sul clima di Copenaghen, ha annunciato ieri, via agenzie stampa, le sue dimissioni nel prossimo mese di luglio. Nei mesi scorsi, subito dopo il summit - che per sua stessa ammissione avrebbe potuto aver “prodotto maggiori risultati” -  le sue dimissioni erano state variamente richieste, ma aveva tenuto duro.

Dopo Copenaghen nulla

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Emanuele Bompan

AMBIENTE. Cresce lo scetticismo dopo il fallimento del vertice danese. Mentre i negazionisti tornano alla carica. Per John Prescott, esperto di clima del Consiglio europeo: «Un accordo globale al prossimo summit in Messico è impossibile».

Il negoziato post Copenhagen continua ad avanzare flebilmente. Lo scorso 31 gennaio Usa, Cina, Unione europea ed altri 52 Stati hanno riconfermato gli impegni presi a Copenaghen: mantenimento a 2 gradi del tetto massimo di aumento della temperatura terrestre entro il secolo, stanziamento di 30 miliardi di dollari nei prossimi 3 anni per i Paesi in via di sviluppo e tagli alle emissioni (non vincolanti, ma da esplicitare entro la fine del mese scorso).
 

Aie: Italia leader nelle rinnovabili

Giuliano Rosciarelli

REPORT Uno studio analizza le politiche a sostegno delle fonti pulite. Positivi gli ultimi tre anni per il nostro Paese.

 

Gestione spa per obbligo di legge «Scelta ideologica e illegittima»

Dina Galano

INTERVISTA. «A Copenaghen porteremo un memorandum per la difesa del regime pubblico», annuncia Emilio Molinari, presidente del comitato italiano per un contratto mondiale sull’acqua. Che, prima di essere una risorsa, «è un diritto umano».

Presidiano Montecitorio i movimenti per l’acqua bene comune. Insieme a loro, esponenti politici e centinaia di cittadini. Ad interpretarne lo spirito e indirizzarne l’azione, Emilio Molinari, presidente del comitato italiano per un contratto mondiale sull’acqua.
Professore, quali azioni di contrasto all’iniziativa del governo state elaborando?

Il futuro della Terra? Davvero agghiacciante

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Simone d’Antonio

AMBIENTE Alain Hubert*, fondatore dell’International Polar Foundation, avverte: «Il cambiamento climatico è molto più accelerato che in passato». Un problema che riguarda la vita di tutti gli abitanti del nostro pianeta.

L’esploratore e ambientalista Alain Hubert è uno dei più importanti animatori del dibattito sui negoziati di Copenaghen in Belgio. Fondatore e presidente dell’International Polar Foundation, Hubert intende fare della capitale belga un punto di riferimento per la promozione dello sviluppo sostenibile e della ricerca polare in Europa.

Piccoli paradisi combattono

Bruno Picozzi

AMBIENTE L’Aosis, l’Alleanza dei piccoli Stati insulari, denuncia lo stallo dei negoziati in vista del vertice di Copenaghen. Solo nel Pacifico circa mezzo milione di persone rischia di essere spazzato via per l’innalzamento del livello del mare.

Paesi dell’Aosis, l’Alleanza dei piccoli Stati insulari, hanno lanciato un preoccupato grido di allarme sullo stallo delle negoziazioni riguardo agli obiettivi da perseguire alla conferenza di Copenaghen il prossimo dicembre. L’Aosis è un’organizzazione intergovernamentale che raduna 42 tra Paesi membri e osservatori situati in tutti gli oceani del mondo: dalle Bahamas a Samoa, da Singapore alla Giamaica.

Copenaghen gira su due ruote

Rosanna Calabrò

AMBIENTE Con 350 chilometri di piste, la capitale danese si prefigge di diventare, entro il 2015, la città più ciclabile al mondo. La metà della sua popolazione si sposterà in bicicletta, consentendo una drastica riduzione delle emissioni.

Una città intera che si sposta in bicicletta. Uomini d’affari e giovani, persone anziane e famiglie intere con bimbi al seguito pedalano per le strade di Copenaghen sulle cargo bikes: oggi già un terzo degli abitanti della città danese si muove lungo i 350 chilometri di piste ciclabili distribuiti per la città.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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