Muore il monarca rosso. Ora tocca a suo figlio

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Emanuele Milanese

COREA DEL NORD. Si è spento Kim Jong-il, il “Caro Leader” a capo del Paese più chiuso del pianeta. Una dinastia rossa alla fame ma con l’atomica.

Il monarca rosso è morto. E’ morto all’età di 69 anni il “Caro Leader” Kim Jong-il, capo supremo della Corea del Nord, al governo da diciassette anni nel “Regno eremita”, il Paese più isolato al mondo. La prima e ultima dinastia comunista con tanto di “verbo”, la Juche, che dava (e dà) ai suoi membri di spicco (Kim, suo padre e, ora, suo figlio) un che di vagamente divino.

Pyongyang misteriosa? Non è poi così vero

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Bruno Picozzi (Inserto domenicale)

MONDO. Nella città cinese di Dandong, oltre il fiume Yalu che segna il confine tra i due Paesi, la gita fuori porta verso la Corea del Nord è un mercato di tutto rispetto, aperto anche agli occidentali. La passeggiata sul lungofiume brulica infatti di venditori che rivolgono a tutti la fatidica domanda: «Vuoi andare lì?».

La scorsa settimana, per la terza volta in un anno, il presidente nordcoreano Kim Jong-il ha visitato la Cina. Un viaggio in treno di vari giorni attraverso la provincia industriale dello Jangsu maturato nel mistero e avvolto dalla consueta discrezione. Secondo fonti sudcoreane, al “caro leader” sarebbe stata offerta «un’opportunità per imparare dallo sviluppo economico della Cina e usare questo apprendimento a beneficio del proprio sviluppo».

Sul confine del Paese proibito

Gino Fusco da Dandong

MONDO. Il “regno del male”, visto dalla riva cinese, è un marchio commerciale di successo, un copyright che si trasforma in oro nelle mani di imprenditori capaci. Il governo cinese considera intanto tutti i nordcoreani privi di documenti come immigrati clandestini e non si fa scrupoli di arrestarli, se colti in flagrante. In molti raccontano che tutto è gratuito dall’altra parte, sotto il regime di Kim Jong-il: assistenza sanitaria, alloggio, istruzione. Ma aggiungono che si ricevono porzioni di riso che non bastano per sfamarsi.

Le gradinate in pietra che si tuffano nello Yalu sono affollate da gruppi di pescatori e da manipoli di bambini che urlano felici mentre giocano con le piccole onde provocate dai rari battelli di passaggio. L’acqua scorre tranquilla nella calda mattinata di inizio agosto. Al di là del fiume, a portata di mano, c’è lei, nemica, sconosciuta, impenetrabile: la Corea del Nord.

In fuga dalla Corea del Nord. Il traffico delle vite in vendita

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Bruno Picozzi

DIRITTI. Il passaggio della frontiera verso la Cina è il sogno di molte donne. Ma ad attenderle, nel migliore dei casi, c’è il concubinaggio. Costrette a vivere senza documenti e sotto falso nome, temono la condanna del regime di Pyongyang.

Lavorare in Cina in cambio della sola certezza di potersi nutrire e magari sposare un uomo che provveda al suo sostentamento. Una prospettiva che deve sembrare meravigliosa a una contadina della Corea del Nord, dove in alcune aree persino un pasto a base di riso bollito è considerato un lusso.

Il balletto atomico di Kim

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Paolo Tosatti

COREA DEL NORD. Il leader di Pyongyang promette un ritorno al tavolo negoziale e la denuclearizzazione del Paese. Dietro le sue offerte si cela un tentativo di riavvicinamento a Pechino in un momento di particolare difficoltà per il regime.

Un nuovo impegno della Corea del Nord per la denuclearizzazione della penisola e la ripresa dei Six party talks sul programma di armi atomiche portato avanti da Pyongyang. È quanto ha promesso ieri il leader nordcoreano Kim Jong-il durante un incontro con l’alto funzionario cinese Wang Jiarui, inviato da Pechino proprio per cercare di riavviare i colloqui interrottisi l’anno scorso.

Clinton, monito a Teheran e Pyongyang sul nucleare

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Paolo Tosatti

DIPLOMAZIA Il segretario di Stato Usa vola in Thailandia per la conferenza dell’Asean sulla sicurezza regionale. Da Bangkok lancia il suo avvertimento all’Iran e alla Corea del Nord, chiedendogli ancora una volta di rinunciare all’atomo.

 

Sette missili da Pyongyang. Seul e Tokyo in allarme

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Paolo Tosatti

COREA DEL NORD
— Nel giorno dell’indipendenza Usa, l’ennesima provocazione del regime di Kim Jong-il. Le autorità sudcoreane: «Siamo pronte ad affrontare la minaccia». —

Sette, non esattamente magnifici ma comunque sufficienti per raggiungere lo scopo. La Corea del Nord ha lanciato ieri altri missili dalla costa orientale verso il Mar del Giappone, in quello che appare come l’ennesimo atto di provocazione verso i suoi rivali strategici, Stati Uniti in testa, impegnati nella celebrazione del 4 luglio, giorno dell’indipendenza nazionale.

La condanna mancata

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Susan Dabbous

G8 ESTERI
— Le diplomazie degli otto grandi insieme ad altre 44 delegazioni discutono i nuovi equilibri mondiali. Deboli reazioni per le violenze in Iran, un duro monito contro la Corea del Nord e l’invito a Israele a bloccare i nuovi insediamenti. —

«La crisi iraniana dovrebbe essere risolta attraverso un dialogo democratico e metodi pacifici». È questo l’auspicio espresso dai ministri degli Esteri del G8 riuniti ieri a Trieste, senza fare nessun riferimento esplicito all’irregolarità delle elezioni presidenziali del 12 giugno scorso.

Hanno lavorato per ore alla dichiarazione di condanna per le violenze in atto a Teheran, da cui il popolo iraniano si aspettava molto, arrivando ad auspicare addirittura delle sanzioni economiche e sminuendo le ripercussioni sulla popolazione già stremata dal regime degli ayatollah.

Prove di successione alla corte di Kim Jong-il

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Paolo Tosatti

VILLAGGIO GLOBALE - COREA DEL NORD
— Il dittatore potrebbe aver nominato il terzo figlio come suo erede. Ora dovrà imporlo al suo entourage e ai militari. Mentre cresce la tensione nella penisola. —

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-il potrebbe aver scelto il figlio Kim Jong-un come suo successore al potere. La notizia è stata diffusa ieri da due giornali sudcoreani, l’Hankookilbo e il Dong-a Ilbo, che citano entrambi la soffiata di una spia dell’intelligence sudcoreana secondo cui la Corea del Nord avrebbe «inviato email alle legazioni all’estero, chiedendo di impegnarsi con fedeltà verso Kim Jong-un».

La Corea del Nord lancia ancora provocazioni

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Susan Dabbous

NUCLEARE
― Pyongyang sgancia due nuovi missili a corta gittata creando sconcerto a Seul. A nulla è valsa la condanna dell’Onu a seguito del test atomico di lunedì scorso. ―

Tra i sudcoreani il sentimento più diffuso è l’avvilimento. La Corea del Nord continua a provocare il mondo intero con il lancio, ieri, di altri due missili a corta gittata, di circa 130 chilometri. Il nuovo test è giunto all’indomani del secondo esperimento atomico sotterraneo di Pyongyang, lunedì scorso, da cui è scaturita nella stessa serata la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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