Grandi città, piccolo mondo. I rischi del sovrappopolamento

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Alessio Nannini

SCENARI. L’incremento demografico favorirà lo sviluppo di grandi aree urbane a scapito di foreste e coste. Lo dice uno studio americano che ammonisce sui pericoli dell’impatto ambientale.

Servirono circa sedici secoli affinché dai 250 milioni di abitanti, stimati ai tempi di Roma imperiale, si passasse al mezzo miliardo.

Depuratori rotti e trivelle. I mali del Tirreno

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Laura Binetti

AMBIENTE. Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, racconta ogni anno lo stato di salute di mari e coste. A metà percorso, ecco il diario di quanto scoperto nell’edizione 2011.

Estate 2011: anche quest’anno, come dal 1986, l’imbarcazione ambientalista di Legambiente, Goletta Verde, solca le acque del mare italiano per proseguire la sua opera di monitoraggio ed informazione sulla salute del mare e delle coste italiane. Dopo aver toccato 18 tappe nel Mar Tirreno, la nave del cigno verde è giunta a metà del suo viaggio e al giro di boa sono tante le storie che raccontano luci ed ombre di questa estate.

Goletta Verde boccia le nostre coste

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Emanuele Rigitano (Terra Lazio)

MARE- Termina il viaggio laziale in quattro tappe della nave di Legambiente. Boom di denunce presentate, Ventotene Bandiera Nera.

Vedere le coste laziali dal mare non deve essere stata una bella esperienza per Goletta Verde. La nave di Legambiente, che monitora lo stato delle acque e delle spiagge, ha appena concluso la visita nella nostra regione avvenuta dal 5 al 7 luglio. Un tour in quattro tappe (Fiumicino, Anzio, Fondi e Gaeta) che ha lasciato l’amaro in bocca per la quantità di denunce presentate dall’associazione ambientalista. A Fiumicino le critiche arrivano su alcuni progetti in cantiere.

Goletta Verde. In missione per il Mediterraneo

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Ignazio Angeli

INIZIATIVA. Abusivismo sulle coste, plastica in acqua, trivellazioni petrolifere: Legambiente presenta il rapporto annuale sulle illegalità e i nemici del mare.

Ironia e denuncia. Sono i due ingradienti che Legambiente utilizza quest’anno per denunciare l’attacco indiscriminato che il nostro mare ormai da anni subisce. Il rapporto Mare Monstrum 2011 illustra le caratteristiche del mare illegale nostrano e denuncia tutte quelle attività che inquinano e deturpano i fragili ecosistemi delle nostre località costiere.

Bandiere Blu all’ombra del “piano spiagge”

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Diego Carmignani

AMBIENTE. Salgono a 233 le località italiane premiate dall’annuale riconoscimento assegnato per acque pulite, qualità dei servizi e rispetto dell’ambiente. In testa Liguria, Marche e Toscana.

Quest’anno un’ombra funerea incombe sulle coste italiane: la concessione ad libitum accordata dal Governo ai gestori delle strutture ricettive lungo i nostri litorali.

Spiagge pulite, quel sogno mancato

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Franco Ortolani* (Terra Napoli)

CAMPANIA. Percolato e abusivismo hanno distrutto le coste. Che, disinquinate, potrebbero diventare un formidabile volano economico.

Imass media nei giorni scorsi hanno diffuso la notizia dei provvedimenti giudiziari eseguiti a carico di 38 persone (di cui 14 arrestati) per non avere impedito lo sversamento di percolato in mare e per associazione per delinquere e reati ambientali.

I piccoli pescatori combattono contro la vendita delle coste

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Susan Dabbous

MAURITIUS. «Ecco come gli artigiani sono rimasti incastrati tra l’acquacoltura e la pesca industriale che svuota i loro mari». A colloquio con l’oceanografo Vassen Kauppaymuthoo.

«La prossima settimana taglieranno le reti alle gabbie in segno di protesta. I pescatori di Mauritius non ne possono più dell’acquacultura. Il governo sta privatizzando le coste, mentre a largo ci sono i pescherecci industriali. Per loro non c’è nessuno spazio». Vassen Kauppaymuthoo, oceanografo dell’Organizzazione non governativa Oceanika Kalypso, sta seguendo a Roma i lavori del Cofi, la Conferenza mondiale della pesca dell’Onu che si concluderà oggi alla Fao (Food and agriculture organization).

Droni per contrastare le ecomafie

Alessandro De Pascale

TECNOLOGIA. È stato firmato ieri a Napoli un innovativo protocollo d’intesa, tra l’università Parthenope e il Comando generale della Guardia costiera, che consentirà di utilizzare un drone civile Uav (Unmanned aerial vehicle), per monitorare dall’alto la costa e l’entroterra della Campania.

È stato firmato ieri a Napoli un innovativo protocollo d’intesa, tra l’università Parthenope e il Comando generale della Guardia costiera, che consentirà di utilizzare un drone civile Uav (Unmanned aerial vehicle), un aereo senza pilota che usa la stessa tecnologia di quelli militari ma sono “armati” solo di sensori e telecamere per monitorare dall’alto la costa e l’entroterra della Campania.

Niente bando, coste a rischio

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Giulio Finotti

IL CASO. Da oggi è scaduto il contratto del ministero dell’Ambiente con il consorzio Castalia, che pattuglia le acque territoriali e interviene rapidamente in caso di disastri ambientali. Così il Belpaese è senza più difese.

Mezzanotte di ieri. E' da quel momento che i mari italiani sono, di fatto, senza difese. Parliamo della difesa da pericoli di inquinamento. Come avevamo infatti anticipato, dalla mattina di oggi non sarà più valido il contratto che il ministero dell’Ambiente ha stipulato col consorzio di armatori Castalda Ecolmar, che con la sua flotta garantiva il pattugliamento delle zone sensibili, e il rapido intervento in caso di incidenti con conseguente rischio di inquinamento, specialmente in caso di perdita di oli o idrocarburi in mare.
 

«I disastri lungo le coste»

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Giannandrea Mencini (Terra a Nordest)

INTERVISTA. Il professor Gerolamo Fazzini lancia l’allarme sui danni provocati ai siti archeologici costieri dall’attività umana.

In previsione del convegno su “Erosione costiera nei siti archeologici”, che si terrà il 2 e 3 ottobre prossimi all’Isola del Lazzaretto Nuovo, incontriamo il professor Gerolamo Fazzini, rappresentante legale “Ekos Club”, associazione di volontariato concessionaria dell’isola demaniale del Lazzaretto Nuovo, e presidente della sede di Venezia e consigliere nazionale di “

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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