La famiglia tunisina

Gianpaolo Silvestri

IL COMMENTO. Stefania Craxi, attuale sottosegretario agli Esteri ove ha sostituito il fratello Bobo che ricopriva tale incarico nel governo precedente (e poi c’è chi sostiene che la famiglia è in crisi!) esterna sulle vicende tunisine.

Stefania Craxi, attuale sottosegretario agli Esteri ove ha sostituito il fratello Bobo che ricopriva tale incarico nel governo precedente (e poi c’è chi sostiene che la famiglia è in crisi!) esterna sulle vicende tunisine. «Sono grata» a Ben Alì, anche se «il regime è ad un punto di rottura ed il presidente deve fare un passo in avanti per creare una democrazia vera, perché il disagio sociale c’è ed è dovuto ad una crescita disomogenea all’interno della società.

La promessa del Vaticano:basta con il riciclaggio facile

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Giorgio Mottola

BANCHE Il pontefice ha promulgato ieri la legge 127, che adegua la Santa Sede alle norme europee sulla trasparenza delle operazioni finanziarie. Viene istituita un’autorità di autocontrollo: l’obiettivo è l’inserimento nella white list

 

La guerra, Milano e Craxi. Memorie di un socialista

Leo Sansone

LIBRI. Ugo Intini, ex viceministro degli Esteri, racconta drammi e speranze della sua generazione.

"Avevo la febbre ed ero a letto con la lampadina del comodino accesa. Entrò un soldato della Wermacht con l’elmetto e il mitra, accompagnato dalla mamma. Era un perquisizione, nel corso di un rastrellamento. Guardò negli armadi, scrutò dappertutto, nel silenzio più assoluto. Mi fece una carezzina e se ne andò”.

Oltre i risentimenti Craxi, dieci anni dopo

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Marco Boato

RICORDO. A quasi vent’anni dall’esplosione di Tangentopoli, è giunto il momento di una riflessione più pacata, ‘sine ira ac studio’ avrebbero detto gli antichi romani, cioè ormai fuori dagli odi, che sembrano riprodurre sempre uno scenario immoto e desolante.

 

Dal Midas al lancio irridente delle monetine. La parabola di un socialista diventato premier.

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Aldo Garzia

MEMORIA. Il 19 gennaio, decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, sono annunciate varie iniziative per ricordarlo. La più importante si svolgerà presso il Senato. E forse è pronta anche la “riabilitazione” da parte del Quirinale. Ma chi era l’uomo politico più potente degli anni Ottanta? Vale la pena di riaprire la discussione. Di seguito un profilo fortemente critico del personaggio [Nell'articolo sotto di R. Ruocco un profilo più comprensivo].

L’ era politica di Bettino Craxi inizia nella calda giornata del 16 luglio 1976, quando il Comitato centrale del Partito socialista lo elegge segretario nel salone dell’Hotel Midas a Roma. Nelle elezioni politiche di quell’anno il Psi era sprofondato al 9,6% mentre il Partito comunista balzava al 34,4. Tutte le correnti del Psi - da quella autonomista di Pietro Nenni a quella di sinistra di Riccardo Lombardi - pensano che occorra dare uno scossone al partito e buttare giù dalla torre Francesco De Martino. La riunione del Midas è un putsch di palazzo.

Il riformista Craxi voleva modernizzare l’Italia e fu vittima di Tangentopoli

Rodolfo Ruocco (Inserto domenicale)

MEMORIA. Un profilo di Craxi, uno degli uomini più potenti degli anni '80, tendenzialmente comprensivo delle sue ragioni.

Socialista, autonomista, riformista. Bettino Craxi tra l’Est e l’Ovest, nella dura era della “guerra fredda” tra Stati Uniti e Unione Sovietica, scelse la democrazia e combatté le dittature comuniste. Ebbe un obiettivo strategico: modernizzare l’Italia e la sinistra italiana. Non si rassegnava a vivere nel Paese delle anomalie: in tutti i Paesi europei, tranne che in Italia, i socialisti erano il partito egemone a sinistra e i comunisti una forza minoritaria.

Il berlinguerismo, idee e ipotesi di una stagione italiana

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Aldo Garzia

MEMORIA
— Il «compromesso storico», la vittoria nel referendum sul divorzio, i successi elettorali nel 1975 e 1976, i governi di solidarietà nazionale, l’assassinio di Moro. Poi la politica di «alternativa democratica», il femminismo e il referendum sull’aborto, lo strappo da Mosca, la questione morale, lo scandalo P2, il disarmo, il dialogo con le sinistre del Nord e del Sud. Nella politica di Enrico Berlinguer ci sono due fasi. La seconda, la più innovatrice, si interrompe nel 1984 con la morte improvvisa del segretario del Pci. —

Sono passati venticinque anni, un quarto di secolo, dalla morte di Enrico Berlinguer, avvenuta a Padova l’11 giugno 1984. Da allora, sono cambiati completamente l’Italia e il mondo (non ci sono più Dc, Pci e Psi; è scomparsa la “cortina di ferro” che divideva Est e Ovest; il comunismo non è al potere a Mosca, eccetera, eccetera). Eppure l’ammirazione per «il compagno Enrico» e la nostalgia per una stagione specifica della politica italiana restano fortissime nelle generazioni che hanno vissuto in prima fila gli anni Settanta e Ottanta.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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