crisi

«Il Paese ha le pezze e il governo non fa nulla»

Giuliano Rosciarelli
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SCIOPERO. Ieri la mobilitazione generale indetta dalla Cgil. Epifani: «I lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta soprattutto nelle aree più industrializzate».

Diritti, reddito e lavoro. Questi i temi portati in piazza ieri dalla Cgil in oltre 100 città. Una giornata importante che si inserisce in un momento di forte difficoltà per il sindacato «più grande d’Italia», come lo stesso Epifani ha voluto ricordare. Isolato dalle altre organizzazioni, orfano di una sponda politica oggi in difficoltà l’organizzazione di Corso Italia ieri ha stretto i ranghi dimenticando anche le divisioni congressuali e portando nelle strade migliaia di lavoratori.

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In piazza con la Cgil

Luca Bonaccorsi
SCIOPERO. Non c’è futuro nelle politiche economiche che il Paese subisce, ma solo un miscuglio indigesto di elementi del passato: cemento, nucleare, precarietà. Non c’è ricerca, non c’è conoscenza, non ci sono le nuove energie e i nuovi lavori. Non c’è domani.

Quello di oggi è uno sciopero importante. è importante perché avviene in un paese colpito da una crisi economica congiunturale profonda che si innesta, accelerandone gli esiti disastrosi, in una crisi strutturale ormai decennale. E' importante perché non si scorgono, all’orizzonte di questo governo senza futuro, azioni e politiche che concedano il lusso della speranza.

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Dopo la crisi esplode la sfiducia

Giuliano Rosciarelli
DOSSIER. Una ricerca condotta da Ires-Cgil e istituto Swg su un campione di 2.787 persone rivela: il 62% di chi ha perso un lavoro non percepisce alcun ammortizzatore sociale. E la quasi totalità si dice fiaccata dalle difficoltà.

Sressati, preoccupati, malpagati. I lavoratori nel tempo della crisi giudicano grave la situazione economica e le sue ripercussioni sul lavoro; fanno sacrifici per far quadrare il bilancio contando sulla presenza di un doppio stipendio e si sentono a rischio di lavoro nero. Chi è rimasto disoccupato ritiene che la colpa sia soprattutto della recessione (87%) e il 66% dichiara di non riuscire a mantenere la famiglia.

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«Venerdì tutti in piazza». Lavoro e fisco le priorità

Giuliano Rosciarelli
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MANIFESTAZIONE. Il leader Guglielmo Epifani illustra le priorità alla base della mobilitazione. E accusa il governo: «Non ha fatto nulla». Previste iniziative in tutte le regioni.

E' una Cgil un po’ in affanno quella che si prepara allo sciopero generale del 12 marzo prossimo. Ed è per questo che «i temi al centro della protesta richiedono un sforzo aggiuntivo», ha avvertito il leader Guglielmo Epifani, durante la conferenza stampa di ieri promossa per la presentazione della grande giornata di mobilitazione.

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“Facciamo l’impresa” Così Bortolussi ci prova

Francesca Segato (Terra Nordest)
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ELEZIONI. Una campagna dominata dai temi del lavoro e della crisi. Ma anche dallo spettro del nucleare.

 

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Due anni di ghiaccio bollente

Carlo Freboudze
L'ANALISI. La causa principale della crisi islandese è stata l’esagerata dimensione dell’attivo e passivo bancario rispetto alla modesta dimensione dell’economia nazionale e alla capacità dell’istituto centrale di Reykjavik.

Illiquide  o insolventi? Tutte le banche sono soggette al rischio di liquidità, il che non significa rischio di insolvenza. Le banche raccolgono denaro a breve termine e lo investono (o prestano) a lungo termine. Anche se il valore dell’attivo supera quello del passivo, l’improvviso ritiro di finanziamenti e depositi ricevuti a breve termine mette una banca in grave difficoltà.

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Cresce ancora la disoccupazione

Giuliano Rosciarelli
ECONOMIA. Pil in calo nel 2009 (-5%). è il dato peggiore dall’inizio delle rilevazioni nel 1971. Aumenta anche il numero di senza lavoro: a gennaio erano l’8,6% del totale (2.144.000). Ecco la congiuntura italiana che emerge dai rapporti Istat, Cerved a dall’Osservatorio nazionale dei distretti industriali.

Se c’era bisogno di  una conferma che la crisi non è finita, beh questa è arrivata: il Pil nel 2009 è crollato del 5% (record dal 1971), il debito pubblico è salito al 115,8% del Pil e il deficit a toccato a quota 5,3%. Conseguentemente la pressione fiscale è aumentata di due punti decimali.

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Crisi, l’Europa che sciopera

Susan Dabbous
PROTESTE. Blocco generale in Grecia contro i tagli alla spesa pubblica del governo Papandreu. Anche in Spagna scendono in piazza i sindacati, infuriati per la riforma del sistema pensionistico che sposta a 67 anni l’età per congedarsi dal lavoro.

Di lavorare fino all’età di 67 anni gli spagnoli non ne vogliono sapere. Così come i cittadini greci non hanno intenzione di accettare il congelamento dei propri salari per ripagare un deficit da 12,7 per cento del Pil, triste eredità del precedente governo di centro-destra.

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I dati sul consumo abbattono le aspettative di ripresa economica

Carlo Freboudze
CONGIUNTURA. In Germania, Francia, Italia e Stati Uniti i dati sui consumatori confermano le difficoltà di famiglie e imprese a uscire dalla crisi. L’ottimismo diffuso dai media, e fondato sulla spesa pubblica, si rivela sempre più fragile.

L’indice Ifo tedesco ha registrato una flessione per la prima volta in undici mesi, segnalando debolezza nella principale economia europea. La battuta d’arresto è un sintomo di stanchezza dopo l’ottimismo per la ripresa degli scorsi trimestri. Il dato mensile dell’istituto tedesco è tra i più seguiti nei mercati finanziari perché anticipa correttamente da decenni lo sviluppo della congiuntura economica, rivelandosi un buon anticipatore dell’andamento della Borsa, dei tassi a breve termine, del Pil.

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Fiat, la produzione si ferma

Giuliano Rosciarelli
VERTENZE. Da ieri e fino all’8 marzo 30mila operai sono in cassa integrazione. E ovunque si moltiplicano le proteste. A Pratola Serra, nell’avellinese, dopo gli scontri con la polizia in 1.500 occupano il Comune. La tensione resta molto alta.

«Su Termini Imerese Fiat ha già cambiato linea», ha detto ieri il  ministro Sacconi. «Sulla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese la Fiat ha già detto tutto», è stata la risposta di John Elkann, vicepresidente del gruppo torinese.

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