Giornalisti alla sbarra

Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Depositati in commissione Giustizia dodici emendamenti della maggioranza al ddl approvato dalla Camera. Cresce la stretta sulla libertà di stampa: fino a sei anni per chi pubblica indebitamente.

Cambiano le regole, ma non del tutto. Qualche passo indietro il governo ha dovuto farlo, se non altro per non ritrovarsi nuovamente di fronte al rifiuto di firma da parte del presidente della Repubblica. Il disegno di legge sulle intercettazioni ora è sotto esame al Senato e potrà essere sottoposto al voto già dal 28 aprile, come ha pronosticato il presidente della commissione Giustizia, Filippo Berselli. Ma rispetto al testo approvato dalla Camera l’11 giugno dello scorso anno, si stanno introducendo modifiche a colpi di emendamenti.

Cucuzza, un caso di delitto di cronaca

Pino di Maula

IN FONDO. Se un editoriale può essere considerato libero punto di vista di chi scrive e può, per questo, prescindere dalla realtà, la “notizia” dovrebbe invece attenersi scrupolosamente ai fatti. Esserne la sua espressione verbale. Sempre.

Se un fondo, un editoriale può essere considerato libero punto di vista di chi scrive (non necessariamente giornalista) e può, per questo, prescindere dalla realtà, la “notizia” dovrebbe invece attenersi scrupolosamente ai fatti. Esserne la sua espressione verbale. Non a caso, per darne conto, il cronista agisce nel rispetto di normative che regolano la sua professione alla quale, in genere, si accede solo dopo aver studiato e lavorato al fianco di colleghi più esperti.
 

L’Onda si infrange nell’Otto contro tutti

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Rossella Anitori

LA CRONACA
— A Torino continuano gli scontri. La città è militarizzata ma il corteo degli studenti prova a forzare il blocco. E gli agenti rispondono con i lacrimogeni. —

Ancora scontri a Torino. Sono le 13:30, gli studenti dell’Onda provano a forzare il cordone della polizia a presidio di Castello del Valentino, dove si svolge il G8 dell’università, e si ritrovano al centro di una pioggia di lacrimogeni. E sono sassi, fumogeni e bombe carta. Il corteo indietreggia e si disperde tra le vie del centro: gli abitanti aprono le porte dei palazzi e offrono rifugio ai manifestanti. Ma in breve il gruppo torna a compattarsi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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