La linea d’ombra dell’ammalato Chávez

Fidel e Raul Castro a colloquio con il presidente Chavez nella sua camera d'ospedale a L'Avana.jpg
Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. Il presidente venezuelano, eletto per la prima volta nel 1998, è stato sottoposto a due interventi chirurgici a Cuba. È stato lui stesso a rivelare: «Sono malato di cancro». Ora l’incertezza politica pesa su Caracas e sui processi latinoamericani di integrazione.

L'America Latina ha gli occhi puntati su Caracas. Tre settimane trascorse dal presidente venezuelano Hugo Chávez a Cuba. Motivazione ufficiale: sottoporsi a una operazione clinica per un ascesso inguinale che lo tormentava da tempo. Le analisi propedeutiche all’intervento presso il prestigioso ospedale avanero Cimex scoprono però che Chávez è affetto da un cancro alla prostata. Si procede all’asportazione dell’ascesso e all’avvio della terapia anticancro.

Lo scorpione blu della medicina cubana

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. Anche se le autorità dell’isola sono molto prudenti sulla sua efficacia, L’Avana potrebbe presto commercializzare un prodotto anticancro fabbricato nei suoi laboratori. Cuba ha un posto d’avanguardia nella sanità mondiale e nella ricerca scientifica. Lo attestano dati e scoperte, come quella del vaccino che combatte la meningite B

Gli scienziati cubani sono molto prudenti. Avvisano però che presto potrebbero mettere in commercio un medicinale basato sul veleno dello scorpione blu che potrà essere utilizzato nelle terapie contro il cancro, in particolare contro quello che colpisce i polmoni. A fine aprile l’annuncio l’ha dato José Antonio Fraga, direttore del Laboratorio biologico e farmaceutico di Cuba (Labiofam). Il farmaco si chiama Escozul ed è stato testato anche in laboratori internazionali.

Sette storie e sette registi. Un film su L’Avana

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Aldo Garzia

CINEMA. Con la supervisione di Leonardo Padura ed Emir Kusturica, sono iniziate a Cuba le riprese di un lungometraggio che racconterà alcune scene di vita quotidiana sull’isola. Impegnati nel progetto: Benicio Del Toro (al suo esordio alla regia), Pablo Trapero, Gaspar Noe, Elia Suleiman, Laurent Cantet, Julio Medem
e Juan Carlos Tabío.

All’idea di sceneggiatura ha lavorato a lungo lo scrittore cubano Leonardo Padura (ultimo libro tradotto in Italia L’uomo che amava i cani, editore Tropea). Il copione ruota intorno a sette storie che raccontano sette giorni di vita quotidiana a L’Avana. La scommessa è che a realizzare il film siano sette registi, di cui uno solo cubano. Poi si tratterà di montare i sette episodi in un unico lungometraggio come risultato di sette “corti” della durata di quindici minuti.

A L’Avana un Congresso e tante riforme

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Aldo Garzia

MONDO. Il presidente Raúl Castro apre la discussione sulle modifiche economiche da introdurre nell’organizzazione produttiva dell’isola. Si va verso un’economia mista in cui dovranno convivere Stato e mercato. Verranno introdotte anche inedite misure fiscali accanto alla possibilità di usufruire di mutui bancari per avviare attività nei settori dell’artigianato e dei piccoli servizi. È una vera e propria rivoluzione per l’organizzazione economica di Cuba abituata alla totale statalizzazione. Si guarda al modello cinese?

Mercoledì scorso il presidente cubano Raúl Castro ha aperto il confronto sulle riforme economiche che dovranno essere approvate dal prossimo Congresso del Partito comunista (Pcc). L’obiettivo, come annunciato in altre occasioni recenti, è quello «di superare il paternalismo, creare fiducia verso il capitale straniero e garantire l’espansione del settore privato nei settori dei servizi e dell’artigianato». Di fronte a Raúl c’erano cinquecento quadri dirigenti del Pcc e del governo.

Continua la corsa alle estrazioni ad alto rischio

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Emanuele Bompan

PETROLIO. Proseguono gli investimenti e le perforazioni ultra profonde nel Golfo del Messico e a largo di Cuba, nonostante la moratoria Usa. Gli ambientalisti: «L’unica trivellazione buona è quella non eseguita».

«Un nuovo pozzo in acque ultra profonde sta per essere trivellato nel mare del Golfo del Messico». A dare l’annuncio è il governo di Cuba, che assegnerà l’appalto alla compagnia spagnola Repsol, che già aveva svolto gli scavi esplorativi nel 2004.

La ricomparsa di Fidel e le riforme di Raúl

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Aldo Garzia

MONDO. Il leader storico della rivoluzione cubana ha partecipato ieri alla seduta straordinaria del Parlamento dell’Avana dedicata alla politica estera. Dopo una assenza di quattro anni dovuta a una grave malattia, le sue riapparizioni in pubblico si sono fatte numerose. «Sono completamente ristabilito», annuncia. Suo fratello, eletto presidente nel 2008, vara nel frattempo alcuni provvedimenti economici: «Non possiamo essere l’unico Paese del mondo in cui si può vivere senza lavorare». La scarcerazione di decine di detenuti riapre intanto il dialogo tra l’isola e la diplomazia internazionale.

Con un colpo di scena degno di un film di Hitchcock, Fidel Castro è tornato a passeggiare nelle strade dell’Avana e a partecipare ad alcuni incontri pubblici.

L’arte cubana dei sigari dalla semina al fumatore

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Aldo Garzia

TRADIZIONI. Fumare fa male ma il culto degli “avana” ha una lunghissima storia. Con la temperatura media di 25 gradi centigradi e il 79 per cento di umidità, con piogge annuali che non superano i 5 mila millimetri, Cuba è la patria ideale del tabacco. Nei Caraibi, inspiegabilmente, solo la terra di quest’isola ha la composizione geologica che permette alle foglie che andranno in fumo di crescere in condizioni non riproducibili in altri microclimi.

Gli habanos sono i migliori sigari del mondo. In tutti i vocabolari, di qualunque idioma, la parola avana (con piccole variazioni fonetiche) indica gli omonimi sigari di Cuba, oltre che il colore della tavolozza più simile a quello del sigaro cubano. 
 

Finca Vigía e il mare dei Caraibi, i luoghi ideali per vivere e scrivere

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Aldo Garzia

MEMORIA. Dalla fine degli anni Trenta al 1960 la residenza ufficiale di Ernest Hemingway era a Cuba. Prima in un anonimo hotel e poi in una villa acquistata con i diritti d’autore di "Per chi suona la campana". Proprio in quest’isola apprese di aver vinto il Nobel per la Letteratura nel 1954. "Il vecchio e il mare" è il racconto che più di altri raffigura gli anni cubani di un grande scrittore e reporter che quando decise di suicidarsi nel 1961 lo fece lontano dalla località che aveva amato più di ogni altra.

Alto oltre un metro e ottanta, bello, affascinante, con la fama di girovago bohémien con il taccuino da reporter sempre in tasca per raccontare la Prima guerra mondiale, la Guerra civile spagnola, il conflitto tra Cina e Giappone e poi ancora la Seconda guerra mondiale. Capace di andare in Africa per dare la caccia ai leoni ma di vivere nel mare dei Caraibi.

1991, quando Nelson ringraziò Cuba e Fidel

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Aldo Garzia

MONDO. Il grazie di Mandela a Cuba durante le manifestazioni per l'anniversario dell’avvio della rivoluzione cubana con l’assalto alla caserma Moncada di Santiago.

Nel 1998 il presidente americano Bill Clinton fece un viaggio ufficiale in Sudafrica. Nelson Mandela gli fece visitare la cella dov’era stato recluso per 27 anni, un tempo infinito. E colse l’occasione per manifestare all’inquilino della Casa Bianca la sua contrarietà nei confronti del blocco economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba fin dal lontano 1962.

I memorandum di Guantanamo

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DOCUMENTI. Nei giorni scorsi sono stati resi pubblici i dossier sui metodi di tortura impiegati nel carcere statunitense a Cuba. Ne pubblichiamo a puntate alcuni impressionanti stralci

«Fin dove può spingersi la tortura dei terroristi?». Pochi mesi dopo l’11 settembre, il presidente George W. Bush pose questa domanda al dipartimento di Giustizia statunitense. La risposta, stilata in perfetto burocratese, è contenuta in quattro memorandum di 207 pagine complessive. In questo modo i burocrati del dipartimento diedero il loro via libera alle discutibili tecniche di interrogatorio: «La condotta suggerita non violerebbe i divieti in questione», puntualizzano.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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